Scenario preoccupante

L'acqua frizzante diventa introvabile: nei supermercati gli scaffali si svuotano

Dal Piemonte alla Lombardia, passando per l'Emilia Romagna e la Liguria: diversi supermarket senza approvvigionamenti di acqua gassata.

L'acqua frizzante diventa introvabile: nei supermercati gli scaffali si svuotano
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Un mese fa era arrivato inaspettato l'allarme di Alberto Bertone, presidente e amministratore delegato di Acqua Sant'Anna, che aveva delineato uno scenario particolarmente preoccupante:

"La Co2 è introvabile e anche tutti i nostri competitori sono nella stessa situazione. Siamo disperati. Ho dovuto fermare la produzione dell’acqua gassata".

Parole forti che avevano ottenuto un'ampia risonanza mediatica, soprattutto perché facevano riferimento all'intero settore dell'acqua frizzante e non unicamente alla propria produzione aziendale. Oggi, circa trenta giorni più tardi da quelle dichiarazioni, gli effetti della carenza di anidride carbonica si sono riversati nella vita di tutti i giorni: sugli scaffali di alcuni supermercati italiani sono quasi del tutto scomparse le bottiglie di acqua frizzante.

Acqua frizzante introvabile: si svuotano gli scaffali dei supermercati

La prima vera testimonianza di questa situazione, come raccontato da Prima Torino, arriva da alcuni supermercati del capoluogo piemontese dove gli scaffali dell'acqua gassata si sono rapidamente svuotati. Scorte finite e mancanza di approvvigionamenti, in primis nei piccoli market, ma anche in grandi catene come Pam e Carrefour, perché la produzione di acqua frizzante è stata drasticamente ridotta, se non in alcuni casi addirittura fermata, a causa della carenza di anidride carbonica.

A spiegarne le motivazioni ci aveva pensato Alberto Bertone, presidente e amministratore delegato di Acqua Sant'Anna, marchio leader nella produzione di prodotti gasati in Europa, che circa un mese fa aveva descritto uno scenario particolarmente preoccupante, ampliando il discorso anche ai suoi competitors del settore:

"La Co2 è introvabile e anche tutti i nostri competitori sono nella stessa situazione. Ho dovuto fermare la produzione dell’acqua gassata, vale il 30% della nostro produzione, poco più 1,2 milioni di bottiglie al giorno. Siamo disperati, è un altro problema gravissimo che si aggiunge ai rincari record delle materie prime e alla siccità che sta impoverendo le fonti.

La difficoltà a trovare l'anidride carbonica per prodotti alimentari si era già presentata alla fine dell'anno scorso - aggiunge Bertone - ma eravamo riusciti a tamponare quella che in questi giorni sta ripresentandosi in forma di vera emergenza, che riguarda tutti i produttori europei. Le aziende di Co2 ci spiegano che preferiscono destinare la produzione al comparto della sanità, saremmo disposti a pagarla di più anche se già costava carissima, ma non c'è stato verso di fare cambiare idea ai nostri fornitori".

Infine, la sentenza che oggi si è manifestata prepotentemente nella vita di tutti i giorni:

"Così l'acqua gasata rischia di finire: una volta finiti gli stock nei magazzini di supermercati e discount, non ci saranno più bottiglie in vendita".

Una problematica nazionale

Oltre al Piemonte, lo svuotamento degli scaffali di acqua frizzante è stato anche registrato sia in Lombardia, dove spesso si fa fatica a trovarla nei supermercati, mentre sembra esserci ancora disponibilità di quella leggermente frizzante, sia in Emilia Romagna, dove in alcune zone è stato vietato fare scorte. Qui, addirittura, come si può vedere dall'immagine sottostante, alcuni negozi Conad di Rimini e Reggio Emilia hanno affisso agli scaffali dei volantini che recitano:

"Ridotta disponibilità di acqua minerale per carenza di acqua nelle fonti e carenza di mezzi di trasporto causa Covid-19. Scarsa reperibilità di Co2 per l'acqua frizzante".

Anche in Liguria persiste una situazione simile. Coop Liguria, a riguardo afferma:

"Facciamo fatica a ricevere il prodotto. Quindi, a seconda della giornata, può arrivare oppure no. La situazione è di difficilissima lettura, ci stanno posticipando molto le consegne e quindi attendiamo forniture che non arrivano".

Per quali motivi manca la Co2?

I principali motivi per cui c'è carenza di anidride carbonica per la produzione di acqua gassata riguarda soprattutto l'inflazione galoppante e l'aumento dei costi delle materie energetiche per le aziende che producono Co2. Quest'ultime, inoltre, per le difficoltà in atto, hanno scelto di dare priorità al settore medico e agricolo, dove l'anidride carbonica trova largo utilizzo. Con politiche simili, è facile capire perché le forniture per i produttori di bibite gassate e acqua frizzante stiano scarseggiando.

Come mai non si sfrutta la Co2 presente nell'aria per ovviare al problema? Questo tipo di soluzione consentirebbe di far fronte anche al gravoso problema ambientale delle emissioni di anidride carbonica, tuttavia nell'atmosfera questo gas è altamente presente, ma ha una concentrazione relativamente bassa: estrarlo, quindi, risulterebbe un’operazione difficile e dispendiosa in termini energetici, quindi poco sostenibile e inquinante.

Un modo per produrre Co2 maggiormente praticabile sarebbe quello di affidarsi agli allevamenti, adottando i moderni bioreattori e adattandoli all'estrazione di anidride carbonica.

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E l'azoto?

Ma l'allarme arriva anche dalla mancanza di azoto, che serve per tenere rigide le bottiglie d’acqua quando sono chiuse. Se, a causa del caro energia, si dovesse presentare un aumento anche dei costi dell’azoto, il rischio è che la carenza possa riguardare anche l'acqua naturale. Rischio che attualmente non sussiste ancora.

Ma non per tutti è così

Ma il problema non starebbe affliggendo tutti. Enrico Zoppas, presidente gruppo San Benedetto, ha voluto rassicurare i consumatori:

"L'acqua per l'imbottigliamento non risente della situazione: le aziende che producono acque minerali hanno storia ed esperienza consolidate sul tema delle risorse. Le usiamo con buonsenso e sapendo che non possiamo andare oltre certi limiti".

Le linee di vendita, anzi, sembrerebbero dare risultati migliori rispetto allo scorso anno, complice la ripresa del turismo. I problemi sono piuttosto rappresentati dai trasporti e dall'aumento delle materie prime per il confezionamento:

"Una situazione che inciderà prima o poi sul consumatore. Noi stiamo proseguendo con tappe rallentate, ma non ci fermiamo. L'aver introdotto già in passato politiche improntate all'ecosostenibilià ci permette oggi di rendere meno complicato l'approvvigionamento".

 

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