RUBRICA

La paura di deludere

Deludere non significa mancare di rispetto, ma accettare che non possiamo controllare le emozioni altrui

La paura di deludere

C’è una forma di fedeltà silenziosa che molti conoscono bene ed è quella che ci porta a scegliere per non deludere.

Non fa rumore, non genera scontri, anzi spesso viene letta come responsabilità, eppure dentro lascia una traccia.

La paura di deludere

La vediamo nelle scelte prudenti, nei sogni rimandati, nei “va bene così” pronunciati per non contraddire aspettative familiari, professionali, affettive. Nell’adolescente che sceglie una scuola per compiacere i genitori, nell’adulto che resta in un lavoro che non ama, nel genitore che si sente in colpa anche quando fa il massimo.

Dal punto di vista del mental coaching, questa paura nasce dal bisogno di appartenenza. Essere accettati è un bisogno umano fondamentale e il problema non è desiderare approvazione, ma dipenderne.

Quando il nostro valore è legato allo sguardo degli altri, iniziamo ad adattarci e diventiamo ciò che funziona, non ciò che siamo.

Ogni volta che scegliamo di non deludere qualcuno, rischiamo di deludere noi stessi. Nel tempo questo si traduce in frustrazione, perdita di energia, talvolta ansia.

Deludere non significa mancare di rispetto, ma accettare che non possiamo controllare le emozioni altrui. Possiamo spiegare, ascoltare, dialogare, ma non possiamo vivere per evitare la delusione degli altri. La maturità emotiva è restare in relazione senza tradire se stessi. La vera domanda è: vogliamo essere amati per ciò che facciamo o per ciò che siamo?

Vassiliki Tziveli

Vassiliki Tziveli è giornalista e mental coach e cura una rubrica fissa su tutti i 51 settimanali del gruppo editoriale Netweek (più di 400mila copie settimanali in 4 regioni italiane: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria) oltre al nostro quotidiano online nazionale.

QUI TUTTI I SUOI ARTICOLI