Quando si parla di atleti vincenti, l’immaginario collettivo richiama subito talento, forza fisica e tecnica. Eppure, osservando da vicino chi riesce a fare davvero la differenza nel tempo, emerge un elemento meno visibile ma decisivo: la qualità del pensiero.
La mente dell’atleta vincente
Un atleta vincente non è colui che non prova paura o tensione, ma chi sa attraversarle senza esserne bloccato, trasformando le emozioni in risorse anziché in ostacoli.
La differenza sta nel rapporto con ciò che accade, dentro e fuori dal campo.
La mente dell’atleta vincente resta radicata nel presente, non si perde negli errori appena commessi né si proietta ossessivamente sul risultato finale. È allenata a rimanere lucida sotto pressione, lasciando spazio al corpo di fare ciò per cui si è preparato.
Anche l’errore cambia significato: non viene negato né drammatizzato, ma osservato, compreso e integrato come informazione utile per migliorare.
Un ruolo centrale è giocato dal dialogo interno.
Ogni atleta parla costantemente con sé stesso, soprattutto nei momenti di difficoltà. L’atleta vincente impara a riconoscere i pensieri che tolgono energia e a sostituirli con un linguaggio interno più funzionale, concreto e orientato all’azione.
Non si tratta di illusioni o frasi fatte, ma di consapevolezza e responsabilità mentale. Alla base c’è una profonda chiarezza identitaria dove la prestazione, per quanto importante, non coincide con il valore della persona.
Questa libertà interiore rende l’atleta più autentico, meno rigido e spesso più performante. Allenare la mente, al pari del corpo, diventa così una competenza fondamentale, sviluppabile nel tempo con il giusto accompagnamento.

Vassiliki Tziveli è giornalista e mental coach e cura una rubrica fissa su tutti i 51 settimanali del gruppo editoriale Netweek (più di 400mila copie settimanali in 4 regioni italiane: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria) oltre al nostro quotidiano online nazionale.