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Croce e delizia

Italia invasa dai granchi blu, crostacei pregiati da 150 euro al chilo

Un animale dalle grosse chele e zampe blu: risulta di un'ottima prelibatezza, ma essendo arrivato dall'Atlantico mette a rischio le specie autoctone.

Italia invasa dai granchi blu, crostacei pregiati da 150 euro al chilo
Attualità 16 Agosto 2022 ore 15:24

Una specie esotica, importata dalla sponda occidentale dell'Atlantico e dal golfo del Messico, che sta sempre più invadendo le coste del Mediterraneo. I granchi blu, un tempo bistrattati dai pescatori, oggi stanno diventando anche da noi una prelibatezza gastronomica. Nonostante la sua bontà, tuttavia, il cosiddetto Callinectes sapidus, rischia di rappresentare un grosso problema per i nostri mari. Essendo un organismo vorace, mangia i pesci autoctoni e gli altri granchi, alterando l'ecosistema marino del Mediterraneo.

Granchi blu: presenza in crescita nei mari italiani

Per i nostri mari rappresentano croce e delizia. Partiamo da un dato: la presenza dei granchi blu (Callinectes sapidus) sulle nostre coste è in continua crescita: l'ultimo caso riguarda la Riserva Naturale di Torre Flavia tra Ladispoli e Cerveteri nel Lazio dove questi crostacei si sono spinti a ridosso della battigia, fino a popolare il bagnasciuga di alcune aree.

Il suo primo avvistamento in Europa risale al 1947 nel Mar Egeo (Grecia), mentre in Italia bisogna attendere  due anni con il loro ritrovamento a Grado. Ma come ha fatto ad arrivare qui? Le cause sono diverse, alcuni fanno riferimento alle temperature troppo elevate delle maree, mentre altri spiegano la complicità delle acque di zavorra delle navi. I granchi blu, principalmente, si notano spesso in ambienti di transizione sabbiosi e fangosi, dove acqua dolce e salata si incontrano, come in prossimità di foci fluviali e lagune costiere.

Questa specie di crostacei, caratteristica per le sue chele e zampe blu, viene però dalla sponda occidentale dell'Atlantico e dal Golfo del Messico. La sua presenza nelle nostre acque, tuttavia, rappresenta un pericolo l'ecosistema del Mediterraneo. Essendo una specie non del posto e dalla grande voracità, arriva a mangiare i pesci autoctoni e gli altri granchi.

Una vera prelibatezza (molto costosa)

Caratteristica tipica di questa specie di crostacei, tuttavia, oltre alle sue chele e zampe blu, sta, a livello culinario, nella sua ottima prelibatezza. Negli Usa, il granchio blu è pescato da tempo perché ritenuto una vera leccornia. Per questa ragione il suo costo arriva fino ai 150 euro al chilo. Nei Paesi asiatici, invece, è addirittura considerato simbolo di virilità.

Anche qui da noi, invece, data la sua grande presenza, ha iniziato a prendere corpo la sua commercializzazione. Sebbene prima le vendite avvenissero sottobanco (ad esempio nel dicembre 2021, l’operazione Aringa della Guardia Costiera di Pescara), ora sono tutte alla luce del sole: il prezzo di vendita all'ingrosso è di 30-40 euro al chilo. La sua richiesta (e quindi il prezzo) è in crescita, man mano che i consumatori vengono a conoscenza delle sue caratteristiche.

Vendita e consumo per salvaguardare l'ecosistema del Mediterraneo

Al fine di salvaguardare la biodiversità del Mediterraneo, quindi, la vendita e il consumo è una soluzione ampiamente favorevole. In tal senso, cinque ragazze di Rimini della start-up Mariscadoras che hanno via al progetto "Blueat - La Pescheria Sostenibile": in collaborazione con la società Tagliapietra e figli srl hanno lanciato un appello ai pescatori italiani per spingerli a catturare il granchio blu, con sistemi di pesca compatibili con l’ambiente marino, e a venderlo ad un prezzo stabilito alla società che ne curerà la trasformazione e l’esportazione verso i mercati internazionali, dove costituisce un prodotto molto apprezzato.

Le ricette con il granchio blu

Nella sua zona d'origine, tra Messico e Sud America, il granchio blu è preparato al vapore, bollito in acqua o grigliato. Viene utilizzato soprattutto per le polpette o con gli spaghetti.

Una volta acquistato, per gustarlo in maniera semplice, basta immergerli per una ventina di minuti in acqua bollente. Una volta diventati di colore arancione i granchi possono essere mangiati. Per non alterarne il sapore dolce, meglio evitare aromi o spezie.

  • Con gli spaghetti, invece, bisogna farli bollire 10 minuti, poi saltare la polpa in padella con pomodoro pachino, aglio e olio per pochi minuti. Dopodiché bisogna aggiungere la pasta.
  • Per le polpette, invece, bastano una decina di minuti: la polpa va mescolata con patate lessate, aglio tritato, prezzemolo, scorzetta di limone, erba cipollina e uovo. Una volta passate nel pane grattugiato, si possono friggere.
  • Se si vuole aspettare l'indomani, si possono lasciare in una cassetta di legno coperti da un telo di cotone umido.
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