Attualità
Il paradosso

L'Italia ora si mette a esportare il gas: ma non c'era la crisi?

E' però presto per sapere se la cosa avrà benefici sulle nostre bollette...

L'Italia ora si mette a esportare il gas: ma non c'era la crisi?
Attualità 03 Ottobre 2022 ore 11:23

La notizia, detta così, sembra un vero e proprio paradosso. Sono mesi che sentiamo dire che saranno tempi cupi, che dovremo razionare i riscaldamenti, che i prezzi andranno alle stelle (e ci sono già andati, in verità), e ora viene fuori - lo ha rivelato il  ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani - che l'Italia esporta il gas all'estero. Ma come è possibile?

L'Italia ora si mette a esportare il gas

La questione è, come sempre, complicata e figlia di una serie di fattori concomitanti tra loro. Negli ultimi giorni il prezzo del gas nel nostro Paese è crollato (che questo sia una buona notizia per le bollette in arrivo a ottobre è però tutto da dimostrare), con un effetto che definire paradossale è riduttivo: per fare un esempio, una settimana fa, lunedì 26 settembre 2022, in Italia sono entrati 25 milioni di metri cubi dal Tarvisio, il punto da dove entra il gas russo (che poi è stato bloccato da Gazprom), ma ne sono stati esportati 18, tenendone sette di "scorta".

E la situazione sembra proseguire ancora. Perché il gas italiano costa meno rispetto a quello di altri Paesi del Centro e Nord Europa, e dunque per questi è conveniente comprare nel nostro Paese.

Come è possibile?

Ma come è possibile tutto questo? Ci dicono da mesi che saranno tempi cupi  e poi si mettono a vendere il gas agli altri?

La spiegazione, anche qui, è un insieme di fattori.

A partire dagli stoccaggi che nel nostro Paese hanno superato il 90%, spingendo il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ad affermare che - salvo eventi straordinari - non dovremmo subire particolari conseguenze per la stagione fredda in arrivo. Questo perché il gas russo è stato sostituito già per due terzi con quello che arriva da Norvegia, Algeria e Azerbaijan. E c'è anche un fattore climatico: le temperature al momento si sono tenute su livelli sopra la media.

Anche le imprese stanno facendo il loro: tra cassa integrazione, smart working e turnazioni dei lavoratori, alcune hanno già avviato i piani di riduzione dei consumi, andando dunque a impattare sulla questione.

Avrà conseguenze positive?

Per dire se la cosa avrà ripercussioni positive sulle nostre tasche però è presto. Perché se è vero che lo Stato così facendo può incamerare risorse, non è detto che gli effetti saranno diretti sulle bollette.

Sarà compito di Arera (Autorità di regolazione per l’energia, reti e ambiente) stabilire se questo fenomeno così improvviso possa avere conseguenze positive sulle tariffe.

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