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Al centro della riforma

Intercettazioni telefoniche: cosa sono e come funzionano

Dal Decreto Rave al caso Juventus, ne abbiamo sentito parlare parecchio di recente. Il ministro della Giustizia vorrebbe riformarle.

Intercettazioni telefoniche: cosa sono e come funzionano
Attualità 07 Dicembre 2022 ore 12:09

L'obiettivo del ministro della Giustizia Carlo Nordio è riformare il sistema delle intercettazioni telefoniche. Ma di recente ne abbiamo sentito parecchio parlare, dalle polemiche per il loro utilizzo nel Decreto Rave sino al caso plusvalenze che sta travolgendo la Juventus. Vediamo cosa sono e come funzionano al momento.

Cosa sono le intercettazioni telefoniche

Le intercettazioni telefoniche sono un'attività molto delicata e sono legali soltanto se svolte  nei casi e per le finalità previste dalla legislazione e dagli articoli 266 e seguenti del Codice di Procedura Penale.

Nei casi previsti dalla legge, e su autorizzazione del Giudice delle indagini preliminari (Gip), vengono autorizzate le intercettazioni telefoniche come mezzo di ricerca di prova indispensabile nel proseguimento delle indagini per i gravi delitti di natura stabilita dal Codice di procedura penale.

Le intercettazioni possono essere svolte esclusivamente  dalle Forze di Polizia, su incarico di un Pubblico ministero.

Per quali reati si possono utilizzare le intercettazioni telefoniche

Le intercettazioni telefoniche possono essere utilizzare per una varia casistica di reati.

  • I reati indicati dagli articoli 266 e 266 bis del codice di procedura penale
  • i delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell’ergastolo o della reclusione nella misura massima superiore a 5 anni
  • i delitti contro la Pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena massima di reclusione non inferiore a cinque anni
  • i delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope
  • i delitti concernenti le armi e le sostanze esplosive
  • i delitti di contrabbando
  • i reati di ingiuria, minaccia, usura, abusiva attività finanziaria, abuso di informazioni privilegiate, manipolazione del mercato, molestia o disturbo alle persone col mezzo del telefono, commercio di sostanze alimentari nocive, atti persecutori.

Quando non sono consentite le intercettazioni telefoniche

Secondo le condizioni indicate nell’articolo 103 del Codice di Procedura penale, non è consentita l’intercettazione relativa a conversazioni o comunicazioni dei difensori, degli investigatori privati autorizzati e incaricati in relazione al procedimento, dei consulenti tecnici e loro ausiliari, né a quelle tra i medesimi e le persone da loro assistite.

Intercettazioni telefoniche, come funzionano: procedure e tempi

A livello tecnico, a seguito della richiesta da parte della Polizia giudiziaria, gli operatori che gestiscono la rete di telefonia, attraverso le proprie strutture tecnologiche e organizzative, "duplicano" le linee telefoniche oggetto dell'indagine, indirizzandole verso il  Centro Intercettazioni Telefoniche (Cit) della Procura della Repubblica da cui è partita la richiesta.

Le registrazioni delle telefonate intercettate vengono normalmente protette con sistemi di cifratura in modo da essere illeggibili da persone o computer a meno che non si abbia la chiave per decifrare in chiaro il testo.

La procedure prevede la richiesta da parte del Pm che coordina le indagini. A quel punto serve l'autorizzazione da parte del Gip con un decreto motivato. In caso di mancata autorizzazione la procedure si blocca. Nei casi di urgenza può essere lo stesso pubblico ministero a disporre l'intercettazione con un decreto, comunicandolo entro 48 ore al giudice.    

Le intercettazioni telefoniche possono durare per un periodo di quindici giorni, prolungabili per altri quindici dal giudice per le indagini preliminari.

Al termine dell’attività  di intercettazione le registrazioni cifrate sono trasmesse al pubblico ministero ed entro cinque giorni dalla conclusione dell’attività andrebbe effettuato il deposito degli stessi con in allegato gli atti di disposizione e di convalida che  rimangono a disposizione dei difensori e delle parti.

Solitamente vengono conservate sino a sentenza definitiva. Ma quando la documentazione non è necessaria ai fini processuali, le parti possono chiederne la distruzione al giudice. In ogni momento del processo il giudice può disporre la distruzione delle intercettazioni, se ritenuta non rilevante ai fini del procedimento stesso.

Intercettazioni telefoniche: le regole per i parlamentari

In base all'articolo 68 della Costituzione i parlamentari godono dell'immunità. Ma possono comunque essere intercettati, anche se serve un iter particolare. E' infatti indispensabile ottenere l'autorizzazione della Camera di appartenenza (Camera o Senato). Se casualmente nell'ambito di un'indagine viene intercettata una conversazione di un parlamentare, l'utilizzo della stessa può avvenire solo se la Camera di appartenenza dà l'autorizzazione.

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