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slalom fra virus

Influenza 2022-23: Natale col picco. Come provare a correre ai ripari

Non ci sono solamente Covid e influenza. I dati rilevano 157 ceppi virali riconducibili al virus Respiratorio Sinciziale V

Influenza 2022-23: Natale col picco. Come provare a correre ai ripari
Attualità 23 Dicembre 2022 ore 14:24

A Natale 2022 avremo il picco di questa influenza Australiana che, giunta in largo anticipo, ha messo a letto tantissimi italiani, soprattutto bimbi.

“L’influenza stagionale, denominata ‘australiana’, è il secondo virus più diffuso nel mese di dicembre 2022 dopo il SARS-CoV-2 – spiega Claudio Cricelli, Presidente Simg – I virus influenzali più diffusi sono quelli del tipo A. Alla 50ma settimana è stato verosimilmente raggiunto il picco stagionale, con numeri più elevati rispetto alle ultime 14 epidemie influenzali stagionali e con un anticipo di qualche settimana rispetto agli altri anni. Analizzando le serie storiche degli ultimi 14 anni, si nota infatti che il picco veniva in genere raggiunto alla 52ma settimana dell’anno di inizio (fine dicembre) o, più spesso, tra la quinta e la settima settimana dell’anno successivo (tra fine gennaio e inizio febbraio)”.

Influenza: il picco è ora

Questo anticipo significa che le numerose tavolate imbandite per le festività natalizie saranno occasione di contagio, nel momento di massima diffusività del virus.

Non è tardi per correre ai ripari:

"Nonostante siamo al picco influenzale, è ancora opportuno, seppur tardivamente, vaccinarsi, oltre che mantenere le buone norme volte a limitare i contagi – spiega Alessandro Rossi, Responsabile Patologie Acute Simg – Oltre a effettuare i vaccini contro COVID-19 e influenza e relativi richiami, si raccomanda di utilizzare la mascherina in luoghi chiusi ed affollati, permettere un ricambio d’aria durante riunioni e pasti, evitare contatti in caso di malattia respiratoria acuta, eseguire un test per Covid in caso di sintomi sospetti, disinfettarsi le mani frequentemente, prediligere spazi aperti per eventuali incontri, limitare i contatti fisici, moltiplicare le accortezze a fronte di persone anziane o fragili”.

Sintomi comuni e rimedi opportuni

“I sintomi che ci consentono di diagnosticare le forme ‘influenzali o simil-influenzali’ sono dati dall’improvviso e rapido insorgere di almeno uno tra i sintomi generali come febbre o febbricola, malessere/spossatezza, mal di testa, dolori muscolari, e almeno uno tra i seguenti sintomi respiratori: tosse, mal di gola, respiro affannoso – evidenzia Ignazio Grattagliano, Coordinatore SIMG Puglia – Tutti i virus in circolazione (salvo le complicazioni) hanno trattamenti simili, ossia finalizzati esclusivamente a controllare, se necessario, i sintomi. Esistono anche farmaci antivirali per l’influenza, ma il loro impiego è marginale e solo raramente indicato. La stragrande maggioranza delle persone colpite dai virus respiratori deve semplicemente restare a letto e a riposo per 5-7 giorni utilizzando gli antipiretici e i farmaci per la tosse, il raffreddore o altri sintomi respiratori e muscolari. La febbre poi produce disidratazione, che va compensata con i liquidi e con un’alimentazione leggera e nutriente. Da evitare in maniera assoluta la somministrazione di antibiotici, salvo l’indicazione prescrittiva del medico in caso di complicanze nei soggetti a maggior rischio”.

Bambini e neonati

Aumenta l’incidenza in tutte le fasce di età, ma risultano maggiormente colpite le fasce di età pediatrica in particolare i bambini al di sotto dei cinque anni.

La cronaca racconta - oltre all'affollamento degli adulti - anche di numerosissimi accessi di genitori con i loro piccoli che, nell'impossibilità di confrontarsi con il pediatra di famiglia (per esempio negli orari notturni), corrono verso l'ospedale, spaventati da sintomi come la febbre alta. Abbiamo chiesto alla professoressa Annamaria Staiano, Presidente Società Italiana Pediatria, come comportarsi se il piccolo ha febbre alta e, soprattutto, come regolarsi circa l'opportunità di correre (o meno) al PS.

Non dimentichiamo, infine, che è possibile vaccinare i propri bimbi - dai sei mesi in su - contro l'influenza: se credete di essere ormai in ritardo, considerando che quest'anno è decisamente entrata nel vivo in anticipo, vi sbagliate.

"Bisogna innanzitutto ricordare che nella maggior parte dei casi l’influenza ha una risoluzione spontanea. Tenere il proprio bambino a casa, idratarlo e confortarlo sono le tre regole base che favoriscono la guarigione. In alcuni casi l’influenza può causare complicanze specie nei bambini con particolari fattori di rischio quali cardiopatie, immunodeficienze, affezioni polmonari croniche. Ci sono alcuni casi selezionati in cui è opportuna una rapida valutazione: se il bambino presenta comorbidità, se è molto piccolo, se sta molto male, se rifiuta di mangiare e di bere."

Come comportarsi con un neonato, o un bambino, con la febbre alta?

"E' importante premettere che la situazione va valutata caso per caso dal pediatra curante, soprattutto se il bambino è molto piccolo. Così come nella somministrazione di farmaci antipiretici occorre seguire rigorosamente le indicazioni del proprio pediatra curante per quel che riguarda la posologia e la durata del trattamento. I farmaci consigliati in corso di febbre sono il paracetamolo e l’ibuprofene. Non è consigliato alternare/combinare l’utilizzo di questi due farmaci ed è preferibile somministrarli per bocca. Occorre rassicurare il bambino e farlo bere in maniera adeguata. Durante un episodio febbrile, infatti, vi è un’aumentata necessità di liquidi. Si possono inoltre effettuare spugnature con acqua tiepida per dare sollievo al bambino ma sono da evitare i “rimedi della nonna” come la borsa d’acqua fredda sulla fronte o le spugnature con aceto o sostanze alcoliche."

E se avete il dubbio che il vostro piccolo abbia contratto il Covid, nonostante la visita pediatrica sia sempre la strada maestra da percorrere, ecco come effettuare un tampone su un neonato.

Non c'è soltanto l'influenza, purtroppo

Non ci sono solo influenza e Covid-19, ma numerosi altri virus stanno circolando e provocano sintomi simili a quelli influenzali, anche se spesso con caratteristiche diverse.

"In particolare, i dati disponibili (fonte ISS) rilevano 157 ceppi virali (12%) riconducibili al virus Respiratorio Sinciziale V; 42 (3,2%) Rhinovirus; 12 Coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2; 12 virus Parainfluenzali; 7 Adenovirus; 2 Bocavirus; 1 Metapneumovirus. Tutti questi virus vengono spesso scambiati per influenza e danno la falsa impressione nei soggetti vaccinati di una mancata protezione. Può accadere inoltre di essere colpiti in momenti successivi da più virus: non si tratta in questo caso di un ritorno dell’influenza , ma per l’appunto di malattie differenti”, conclude Claudio Cricelli.

Insomma questo Natale sarà uno slalom fra virus.

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