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Sentenza

Infermiera rifiuta il vaccino e il Tribunale le dà ragione: ma è l'influenzale, col Covid non si può

Il Tribunale ha dato ragione alla donna: la disposizione fosse regionale e non nazionale...

Infermiera rifiuta il vaccino e il Tribunale le dà ragione: ma è l'influenzale, col Covid non si può
Attualità 15 Agosto 2021 ore 08:00

In Sicilia, un'infermiera che aveva rifiutato di sottoporsi al vaccino antinfluenzale era stata sospesa dal lavoro, ma il Tribunale le ha dato ragione. Ma attenzione, col Covid non si può...

Infermiera no-vax vince in Tribunale

Considerata l'emergenza pandemica legata al Covid, con una ordinanza, la Regione Sicilia aveva sancito l’obbligo di immunizzazione contro l’influenza per il personale sanitario.

L’azienda sanitaria aveva quindi esortato l’infermiera a vaccinarsi entro il 20 dicembre 2020, pena la sospensione temporanea dal servizio per tutta la campagna vaccinale.

La donna ha presentato ricorso contro il decreto e il Tribunale di Messina le ha dato ragione stabilendo che suddetto obbligo sarebbe illegittimo.

Il sindacato aveva contestato che un atto amministrativo come quello regionale, non potesse prevalere sul diritto al lavoro e sul principio “di autodeterminazione del cittadino e del lavoratore”.

Per il giudice del Lavoro l’introduzione dell’obbligo del vaccino non rientra tra le competenze regionali ma “può essere imposto solo con una legge dello Stato".

Per gli operatori sanitari no-vax che sperano di far leva su questa sentenza per evitare l'obbligo di sottoporsi al vaccino anti-Covid non c'è invece margine di interpretazione, perché sul tema è in vigore una legge nazionale.

La paura del vaccino Covid e tutte le scuse ad essa collegate

Per coloro che sarabbero tentati di utilizzare questa vicenda come cassa di risonanza per fortificare le teorie no-vax e le manifestazioni anti Green pass che stanno caratterizzando queste settimane è utile fare una riflessione ad ampio raggio. Una delle cause che viene menzionata per giustificare la resistenza di alcuni cittadini a sottoporsi al vaccino anti Covid è quella della scorretta e poco lineare informazione.

Il fatto che l'infermiera abbia rifiutato il vaccino antinfluenzale e non l'anti Covid (considerando che la campagna vaccinale contro il coronavirus è iniziata a febbraio 2021) dimostra l'endemica reticenza di alcuni soggetti verso la pratica vaccinale in genere e non esclusivamente in riferimento al siero contro Sars-Cov-2.

Da qui è facile quindi dedurre che le motivazioni attualmente più in voga fra i detrattori del vaccino anti-Covid, come il fatto che si tratti di un farmaco sperimentale creato in emergenza e del quale siamo tutti "cavie" (ampiamente smentita dalla comunità scientifica, il preparato non ha saltato alcuna tappa nelle procedure necessarie per approvazione e sperimentazione), è soltanto l'ultima delle speculazioni che da decenni si rincorrono intorno ai vaccini. A dimostrazione del fenomeno il fatto che l'infermiera non ha rifiutato il siero anti-Covid, bensì un vaccino antinfluenzale con alle spalle una lunga storia di efficienza. Medesimo parallelo si può fare con la diffidenza che alcune persone dimostrano nel vaccinare i figli contro malattie come morbillo o pertosse, arrivando in casi estremi a cagionarne anche la morte.

Un esempio storico da non credere

Italia, 1917, non si contavano più i casi di bambini morti per difterite, vaiolo o di coloro che rimanevano storpi a vita per via della poliomielite e la vaccinazione era indispensabile. Le campagne obbligatorie di immunizzazione incontrarono l’opposizione di un'ampia fetta di genitori, soprattutto quelli che non avevano avuto la possibilità di studiare ed erano pressoché analfabeti. Si diffuse nel Paese la voce che il Governo volesse praticare iniezioni avvelenate ai piccoli per debilitarli, per farli morire, e ridurre così il consumo di generi alimentari.

A Taranto alcuni gruppi di madri si presentarono alle scuole comunali, dicendo di voler ritirare i propri figli perché avevano saputo che sarebbero stati sottoposti alla "vaccinazione avvelenata". A Empoli girava la voce che il Governo avesse mescolato veleno al vaccino antivaioloso, per ridurre la spesa dei sussidi alle famiglie dei richiamati alle armi. Nulla potè la scienza ufficiale, più i medici negavano più queste persone si convincevano che "ci fosse un piano diabolico alla base" di cui sanitari e politici sapevano e tentavano si insabbiare. Molti furono i piccoli ritirati dalle scuole e altrettanti quelli che morirono per la mancata immunizzazione.

Forse il punto non è quindi smontare nel caso specifico le bufale che fioriscono intorno al vaccino anti-Covid, ma comprendere per quale motivo il concetto di vaccino in genere spaventi a tal punto alcune persone. Ma finora non si è ancora trovata la via.

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