Resoconto

Incidenti stradali in Italia, i dati Aci-Istat del 2025: quanti sinistri ci sono stati e il numero di vittime

Nuoro, Sud Sardegna e Benevento presentano i più alti indici di mortalità, mentre sette province hanno già raggiunto l'obiettivo europeo di dimezzare i decessi

Incidenti stradali in Italia, i dati Aci-Istat del 2025: quanti sinistri ci sono stati e il numero di vittime

Nel 2025 in Italia si sono verificati 177.207 incidenti stradali con lesioni alle persone, il 2,2% in più rispetto ai 173.364 del 2024. I sinistri hanno provocato 2.868 morti e 237.822 feriti (in copertina: immagine di repertorio creata con l’intelligenza artificiale).

È quanto emerge dall’aggiornamento provinciale dei dati Aci-Istat sugli incidenti stradali, pubblicato dall’Istat, che introduce un dettaglio territoriale più approfondito e una classificazione più articolata delle categorie di strada.

Rispetto al 2024, il numero delle vittime è diminuito del 5,3%, passando da 3.030 a 2.868, mentre quello dei feriti è cresciuto dell’1,7%, da 233.853 a 237.822. Il confronto con il 2019, anno di riferimento per gli obiettivi europei al 2030, mostra invece un aumento degli incidenti del 2,9%, una riduzione dei decessi del 9,6% e un calo dei feriti dell’1,5%.

In media, nel corso dell’anno si sono verificati 485 incidenti con lesioni al giorno, con 7,9 morti e 652 feriti quotidiani.

Morti in aumento in 41 province

Il quadro territoriale evidenzia differenze significative nell’andamento della mortalità stradale. Rispetto al 2019, in 41 delle 107 province italiane il numero dei morti sulle strade è aumentato. In altre 57 province è diminuito, mentre in nove è rimasto stabile.

La riduzione nazionale delle vittime rispetto all’anno di riferimento si ferma al 9,6%, un risultato ancora distante dall’obiettivo europeo di dimezzare entro il 2030 il numero delle vittime e dei feriti gravi.

Le province che hanno già raggiunto il traguardo del dimezzamento dei decessi sono sette: Prato, Fermo, Crotone, Vercelli, Vibo Valentia, Isernia e Siena.

All’estremo opposto si trovano Aosta, Oristano e Barletta-Andria-Trani, che hanno registrato gli incrementi percentuali più elevati rispetto al 2019, allontanandosi dall’obiettivo europeo.

Le province con più vittime

Nel confronto con il 2024, alcune province hanno registrato una riduzione significativa del numero assoluto di decessi. Le diminuzioni più consistenti riguardano Treviso, con 29 morti in meno, Perugia, con 26 in meno, e Napoli, con una riduzione di 20 vittime.

Tra gli incrementi maggiori figurano invece Torino, con 17 decessi in più, Macerata, con 14, e Catania, con 10.

Il confronto con il 2019 mette in evidenza anche le difficoltà della Sicilia, che è la regione con il maggiore aumento complessivo delle vittime: 33 morti in più, con Palermo tra le province che contribuiscono maggiormente al dato, registrando un incremento di 20 decessi.

Lombardia e Puglia in calo

A livello regionale, le diminuzioni più consistenti del numero assoluto di morti rispetto al 2019 si registrano in Puglia, con 51 vittime in meno, in Lombardia, con 36 in meno, e in Umbria, con una riduzione di 26 decessi.

Gli incrementi più elevati riguardano invece il Piemonte, con 27 morti in più, le Marche, con 13, e la Liguria, con otto vittime aggiuntive.

I dati mostrano quindi andamenti differenti da territorio a territorio, con alcune aree che hanno ridotto il numero dei decessi e altre nelle quali la mortalità stradale resta in aumento rispetto al periodo preso come riferimento.

Nuoro e Sud Sardegna più critiche

L’Istat ha analizzato anche l’indice di mortalità, che misura il numero di morti ogni mille incidenti con lesioni a persone. Nel 2025 la media nazionale è stata di 16,2 decessi ogni mille sinistri.

In 12 province il valore è risultato più del doppio rispetto alla media italiana. Le situazioni più critiche sono state rilevate a Nuoro, con un indice di 52,8, nel Sud Sardegna, con 51,7, e a Benevento, con 50,2.

All’opposto, otto province hanno registrato meno di dieci morti ogni mille incidenti: Prato, Fermo, Milano, Monza e Brianza, Genova, Imperia, Rimini e Varese. Si tratta dei territori nei quali, secondo questo indicatore, gli incidenti risultano meno gravi.

Pedoni, ciclisti e monopattini

Tra le categorie di utenti della strada, nel 2025 si sono registrati 419 pedoni morti, in diminuzione del 10,9% rispetto all’anno precedente. Sono invece aumentate le vittime tra i ciclisti, che hanno raggiunto quota 228, con un incremento del 23,2%. Di questi, 30 viaggiavano su una bicicletta elettrica, con un aumento del 50%.

I decessi tra i conducenti e i passeggeri di monopattini sono stati 25, l’8,7% in più rispetto al 2024.

La provincia di Roma registra il maggior numero di pedoni morti, con 48 vittime, in calo del 26,2% rispetto all’anno precedente. Seguono Milano, con 18 decessi, Torino con 16 e Napoli con 15.

Roma è anche la provincia con il maggior numero di ciclisti morti: 14, contro i tre del 2024. Seguono Modena, con nove vittime rispetto alle tre dell’anno precedente, e Latina, con otto contro cinque.

Per quanto riguarda i monopattini, tre decessi ciascuno sono stati registrati nelle province di Roma e Torino. Altri due morti sono stati rilevati in ciascuna delle province di Milano, Caltanissetta e Messina.

Consultazione dei dati provinciali

Con l’aggiornamento, l’Istat ha ampliato il dettaglio territoriale dei dati sugli incidenti stradali, rendendo disponibili informazioni provinciali e una classificazione più articolata delle categorie di strada.

I dati georeferenziati possono essere consultati attraverso il sito cartografico “Incidenti stradali in Italia – dati regionali e provinciali – anno 2025”, che consente di visualizzare i tassi di mortalità e incidentalità stradale. Le informazioni sono inoltre disponibili nella banca dati IstatData, nella sezione dedicata a Salute e Sanità e agli incidenti stradali.