massima allerta

In Molise si è fermata la frana più estesa d’Europa: oggi in Cdm i primi fondi

Il Governo affronterà già nella seduta di oggi del Consiglio dei ministri l'emergenza con un primo stanziamento

In Molise si è fermata la frana più estesa d’Europa: oggi in Cdm i primi fondi

La frana di Petacciato, in provincia di Campobasso, Molise, la più estesa d’Europa, si è riattivata nei giorni scorsi, creando una situazione di massima allerta nazionale. Questo fenomeno franoso, noto da secoli, interessa un fronte di circa 4 chilometri, estendendosi dal centro abitato fino alla costa adriatica.

In Molise si è riaperta la frana più estesa d'Europa
Frana di Petacciato

Nel corso della sua storia, la frana ha causato gravi danni alle abitazioni, interruzioni della mobilità e interventi di emergenza: l’episodio più recente risale al 18 marzo 2015, quando fu necessario demolire una decina di abitazioni a causa della pericolosità del movimento del terreno.

Si tratta di una frana cosiddetta “intermittente”, impossibile da bloccare in maniera definitiva. La buona notizia è che nelle scorse ore si sarebbe fermata. Ora si cerca di riaprire al più presto ma in sicurezza la viabilità. Proseguono, inoltre, i monitoraggi strumentali e visivi del fronte della frana.

In Molise si è riaperta la frana più estesa d’Europa

L’allerta era scattata il 7 aprile 2026, quando i sensori installati nell’area hanno registrato movimenti significativi, che hanno reso necessario l’intervento immediato delle autorità competenti. In particolare, si è deciso di chiudere alcuni tratti critici dell’autostrada A14 e della linea ferroviaria Bari-Pescara, dove l’asfalto e i binari hanno subito deformazioni dovute alla pressione del terreno.

Autostrade per l’Italia, in accordo con le autorità locali e la Protezione Civile, ha disposto il divieto di transito sull’A14 per i mezzi pesanti con massa superiore alle 7,5 tonnellate tra Val di Sangro e Vasto Sud, in direzione Bari, a partire dalla mezzanotte dell’8 aprile.

I disagi per gli automobilisti sono stati immediati: il 7 aprile si sono registrate code fino a 13 chilometri, mentre le stazioni ferroviarie di Termoli, Vasto e Foggia hanno subito interruzioni a causa della deformazione dei binari. La circolazione sulla linea adriatica tra Montenero e Termoli è stata sospesa dalle 12:30 del 7 aprile.

Frana Petacciato

Giorgia Meloni è in costante contatto con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il presidente della Regione Molise Francesco Roberti e il Capo della Protezione Civile, per valutare gli interventi urgenti da intraprendere.

Roberti aveva definito la situazione:

“Una vera e propria emergenza nazionale. Il fronte della frana è imponente e richiede interventi immediati per garantire la sicurezza della popolazione e ripristinare le infrastrutture critiche.”

Gli esperti hanno individuato come principale causa della riattivazione le intense precipitazioni degli ultimi giorni, che hanno portato circa 200 millimetri di pioggia sull’area.

“Il sistema dei trasporti è al collasso e le imprese sono strette in una morsa insostenibile“. È l’allarme lanciato da Cna Molise in merito agli effetti della frana di Petacciato sulla dorsale adriatica.

Secondo l’associazione, la chiusura dell’A14 e della statale 16 sta costringendo migliaia di mezzi pesanti a deviazioni appenniniche con allungamenti delle percorrenze fino a 150-200 chilometri per tratta, aggravando una situazione già critica per il caro carburante.

Le imprese dell’autotrasporto denunciano un aumento dei costi legato sia alle distanze maggiori sia al consumo di carburante, con viaggi che rischiano di diventare in perdita. Per questo Cna chiede al Governo l’attivazione immediata di un protocollo di emergenza sul modello della ricostruzione del ponte Morandi di Genova.

Il Governo affronterà già nella seduta di oggi del Consiglio dei ministri l’emergenza connessa alla frana, mediante l’adozione di un provvedimento recante un primo iniziale stanziamento di risorse finalizzato al ripristino della rete ferroviaria, dell’Autostrada A14 e della Strada Statale 16. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

Ripristino e lieve miglioramento

Ci sarebbe la possibilità di ripristinare la viabilità ferroviaria e autostradale anche in tempi relativamente brevi. Bisogna essere certi però che la frana si sia fermata come appare essere. Ora aspettiamo l’esito finale della valutazione dei tecnici per poi prendere le migliori decisioni possibili”. Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, dopo il sopralluogo sulla frana di Petacciato e il vertice in Comune. “La situazione – ha aggiunto – appare un po’ migliore di quella iniziale”.

Intanto, poco prima delle 12:15 di questa mattina, 9 aprile 2024, sulla A14 Bologna-Taranto, come comunciato da Aspi, sono stati riaperti i tratti compresi tra Vasto sud e Termoliin direzione Bari e tra Poggio Imperiale e Vasto Sud in direzione Pescara.

Dalla giornata di ieri, oltre 100 persone e 40 mezzi di Autostrade per l’Italia sonostati impegnati, anche nella notte, nelle attività di ripristino e messa insicurezza della carreggiata Nord. Non solo. Anas ha riaperto al traffico i tratti della SS709 Tangenziale di Termoli, della SS16 “Adriatica” e della SS157 precedentemente chiusi in via precauzionale a seguito della riattivazione del movimento franoso in località Petacciato, in provincia di Campobasso.

Storia della frana

La frana di Petacciato non è un evento isolato: si è attivata almeno quindici volte dall’Ottocento. Il movimento del terreno si sviluppa come una profonda frattura, che parte dal centro abitato e si estende fino alla costa. La pericolosità della zona è nota: oltre all’episodio del 2015, storicamente gli smottamenti hanno richiesto demolizioni di abitazioni, deviazioni di strade e interventi ingegneristici per la stabilizzazione dei terreni.

Nella giornata odierna, Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture, sarà su sui luoghi colpiti per un sopralluogo – con un tavolo tecnico dedicato alle conseguenze del maltempo tra Molise, Abruzzo e Puglia.