FENOMENO SOCIALE

In Cina impazza la app “Sei morto?” per sapere se amici e parenti (soli) stanno bene

La novità tecnologica è stata studiata per chi vive da solo nelle grandi città

In Cina impazza la app “Sei morto?” per sapere se amici e parenti (soli) stanno bene

Certo non è la domanda che vorremmo sentirci fare ogni giorno. E se non fosse tremendamente seria come vicenda, ci sarebbe da ridere.

Anzi, alzi la mano chi una risata non è scappata. Mentre chi non sa di cosa si parla, una risata probabilmente se la farà dopo aver letto questo articolo.

E se fossimo sulle pagine de La settimana enigmistica, questa notizia finirebbe dritta dritta nella leggendaria rubrica “Incredibile, ma vero”.

“Sei morto?”: l’app cinese che ti chiede conto… della tua esistenza

Perché in Cina sta facendo parecchio rumore e sta diventando virale (è la più scaricata e utilizzata in assoluto, al momento) un’app dal nome decisamente poco rassicurante: si chiama Sei morto?”.

La app “Sei morto?”

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci e da pensieri macabri (seppur sia giustificato ne vengano).

Non stiamo parlando né di una challenge (una sfida) a tema horror né di un test esistenziale, ma piuttosto di una “pensata” tecnologica studiata per chi vive da solo nelle grandi città.

L’app che vuole sapere se sei morto, come funziona

Il meccanismo è semplice ed è presto raccontato.

Ogni giorno l’utente deve confermare di essere ancora “vivo e vegeto” attraverso un riscontro sull’app.

Se per due giorni consecutivi non arriva alcun segnale (non dà appunto testimonianza di essere vivo), il sistema manda automaticamente un messaggio a un contatto di emergenza scelto in anticipo.

In pratica, l’app contatta una persona di fiducia e gli manda un messaggio che recita più o meno così: “Ehi, controlla che sia tutto ok”.

Le reazioni e i fatti di cronaca dei nostri giorni

Come facile immaginare non sono mancate rapidamente le reazioni, contraddittorie.

“Il nome è un po’ troppo diretto”, ha racconta Yaya Song, un’informatica cinese che vive a Pechino.

Altri operatori del mercato della telefonia hanno invece osservato:

“Effettivamente non è proprio l’app che uno vorrebbe vedere aprendo il telefono al mattino”.

Però, con il passare dei giorni sta emergendo una valutazione condivisa e più razionale: in fondo, l’idea funziona.

Meglio una domanda scomoda che un silenzio preoccupante con epiloghi poi drammatici, come accaduto più volte anche dalle cronache nel nostro Paese con le ormai conosciute “tragedie della solitudine”.

Persone di cui si è scoperta la morte con giorni, mesi o addirittura anni di ritardo solo perché non avevano parenti o amici che vivevano vicino.

Le reazioni dei consumatori

Fatto sta che l’app è volata in cima alla classifica delle applicazioni a pagamento sull’App Store cinese, anche se qualcuno ne critica il prezzo, 8 yuan.

Al di là delle battute, il successo di “Sei morto?” intercetta un bisogno reale: quello della sicurezza personale in una società sempre più individuale.

Anche perché proprio in Cina i numeri parlano chiaro: nel 2024 una persona su cinque viveva da sola, contro il 15% di dieci anni fa.

Meno matrimoni, famiglie più distanti e città sempre più affollate, ma paradossalmente solitarie.

Ecco perché può far sorridere, ma questa app racconta molto del nostro tempo: quando vivi da solo, anche una notifica che ti chiede se sei ancora al mondo può diventare una piccola forma di compagnia.