invito a bruxelles?

Olimpiadi, impedito a un ragazzino di portare la bandiera Ue al palazzetto di Milano. Poi le scuse (e la riparazione)

Critiche da Forza Italia, Italia Viva e Azione: "Togliere la bandiera dell'UE a un bambino è un gesto stupido e immorale"

Olimpiadi, impedito a un ragazzino di portare la bandiera Ue al palazzetto di Milano. Poi le scuse (e la riparazione)

Un episodio curioso e controverso ha avuto luogo il 18 febbraio 2026, durante la semifinale di hockey femminile tra Svezia e Stati Uniti all’Arena Santa Giulia di Milano, uno degli impianti utilizzati per le Olimpiadi Milano Cortina 2026.

La partita, dedicata in particolare ai bambini delle scuole milanesi, ha visto come protagonista involontario un ragazzino di 12 anni, a cui è stata sequestrata la bandiera dell’Unione Europea. Nonostante il gesto apparisse come una semplice espressione di entusiasmo, ha innescato un acceso dibattito politico e pubblico.

Olimpiadi Milano Cortina 2026: sequestrata bandiera UE a un bambino. Poi le scuse ufficiali: "Rammaricati"
Arena Santa Giulia, Milano

A stretto giro le scuse dell’organizzazione e un possibile invito a Bruxelles.

Il sequestro della bandiera Ue a un 12enne

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il bambino è stato avvicinato dagli addetti alla sicurezza che, dopo aver esaminato la bandiera, l’hanno inizialmente gettata in un cestino per poi restituirla, ma con la raccomandazione di non esporla durante la partita.

Il motivo del sequestro: la bandiera dell’Unione Europea, pur essendo presente nelle sedi olimpiche, è stata trattata come un “simbolo politico“, e, secondo il protocollo del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), l’esposizione di simboli politici è vietata durante le gare.

Il paradosso risiede nel fatto che il vessillo europeo, purtroppo classificato dalla Carta Olimpica come simbolo “politico”, è regolarmente utilizzato negli eventi ufficiali, nelle sedi di gara e nelle cerimonie. In pratica, il logo dell’UE è presente come parte del set protocollare delle bandiere olimpiche, ma viene trattato con una rigida interpretazione delle regole, che potrebbe non tener conto della sua natura istituzionale piuttosto che politica.

Polemiche politiche

L’episodio ha suscitato un’immediata reazione da parte della politica italiana. Carlo Calenda, leader del partito Azione, ha duramente criticato il CIO, affermando che “hanno perso il senno”. Il senatore ha fatto riferimento al divieto imposto a un atleta ucraino di indossare un casco con le foto dei suoi colleghi morti nella guerra contro la Russia, definendo questo divieto come un esempio di “regole olimpiche assurde”.

Togliere la bandiera dell’UE a un bambino è un gesto stupido e immorale“, ha dichiarato Calenda, mettendo in luce la contraddizione di una regola che, a suo avviso, mina l’inclusività e il rispetto per i simboli che rappresentano la collettività europea.

Anche il deputato di Forza Italia, Alessandro Cattaneo, ha espresso indignazione, sottolineando come l’episodio avesse coinvolto un minore e fosse “assurdo” che un bambino entusiasta dovesse subire una tale “demonizzazione” di un simbolo che rappresenta l’Europa e i suoi valori. Cattaneo ha aggiunto che, oltre al danno simbolico, si correva il rischio di mandare un messaggio negativo, suggerendo che il simbolo dell’Unione fosse qualcosa da “nascondere”, come se fosse pericoloso o divisivo.

Le critiche sono proseguite con i senatori di Italia Viva, Enrico Borghi e Ivan Scalfarotto, che hanno parlato di “ottusità del protocollo del CIO“, citando l’incidente dell’atleta ucraino come un altro esempio di rigidità burocratica. Anche loro hanno messo in evidenza la paradossalità della situazione, in cui un simbolo come la bandiera dell’UE, che dovrebbe unire i popoli europei, è stato trattato come un oggetto da rimuovere, pur essendo presente nelle sedi olimpiche.

Le scuse: “Non gestito correttamente”

A seguito delle critiche, la Fondazione Milano Cortina, organizzatrice dei Giochi Olimpici 2026, ha rilasciato una nota ufficiale per chiarire l’accaduto. La Fondazione ha dichiarato di essere “rammaricata” per l’incidente, spiegando che la bandiera dell’UE non era vietata dal regolamento della sede.

Si è scusata per la gestione del caso, soprattutto considerando l’età del bambino coinvolto, e ha assicurato che la situazione è stata trattata con il dipartimento di sicurezza per evitare che episodi simili si ripetano. Milano Cortina ha ribadito l’impegno a garantire un ambiente accogliente e inclusivo per tutti i partecipanti e spettatori.

La nota ha confermato che, sebbene la bandiera dell’Unione non fosse vietata, è stata trattata come un simbolo politico in base a una lettura particolarmente rigida della Carta Olimpica, che spesso tende a classificare come “politico” ciò che non rappresenta uno Stato o una nazione. Tuttavia, l’interpretazione del CIO non è uniforme, e il simbolo dell’Unione Europea, presente in tutte le strutture olimpiche, ha sollevato dubbi sulla coerenza di tali regole.

La bandiera Russa che sventolava…

Questo episodio arriva a pochi giorni da un altro caso controverso che ha coinvolto la bandiera russa. Durante i primi giorni delle Olimpiadi, alcune tifose erano state fotografate con la bandiera della Russia al Forum di Assago, dove si svolgevano le gare di pattinaggio.

La Russia è stata esclusa dai Giochi, ma alcuni suoi atleti, gareggiando come “atleti neutrali“, hanno partecipato senza il simbolo nazionale. L’esposizione della bandiera russa, tuttavia, è vietata alle Olimpiadi, creando ulteriore confusione su quale debba essere la linea di condotta rispetto ai simboli di Stati o gruppi che non sono ufficialmente riconosciuti come membri delle competizioni.

L’invito della Presidente Metsola

C’è però un possibile sviluppo positivo legato a questa vicenda, la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, avrebbe espresso la volontà di invitare il giovane spettatore e la sua classe di tifosi “europeisti” a Bruxelles, come gesto di solidarietà e sostegno nei confronti del simbolo dell’Unione Europea, stigmatizzato durante i Giochi.