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rarissimo e silenzioso

Cosa è il raro tumore neuroendocrino al pancreas che ha colpito Fedez: sintomi, guarigione e aspettative di vita

Se diagnosticati in uno stadio precoce la cura può essere radicale e portare alla guarigione, ma ciò dipende dalle caratteristiche specifiche.

Cosa è il raro tumore neuroendocrino al pancreas che ha colpito Fedez: sintomi, guarigione e aspettative di vita
Attualità 25 Marzo 2022 ore 11:21

Nella giornata di  24 marzo 2022, Fedez ha sciolto il riserbo in merito alla malattia che l'ha colpito, a causa della quale si è sottoposto ad un intervento di sei ore al San Raffaele di Milano. Il 32enne ha raccontato, mediante i suoi social, di avere un raro tumore neuroendocrino al pancreas. E sempre a favore di Instagram, nelle scorse ore, ha ringraziato Gianluca Vialli per la telefonata di incoraggiamento:

"Spero di poter dare un po' di supporto alle persone così come tu hai fatto con me. Grazie davvero, col cuore".

Così Fedez ha pubblicamente mostrato gratitudine verso l'ex calciatore, oggi team manager della Nazionale di Roberto Mancini, che ha fatto i conti con un tumore al pancreas e relative recidive. Sebbene le patologie dello sportivo e del cantante siano differenti, lo smarrimento in seguito a questo genere di diagnosi è il medesimo.

 

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Tumore neuroendocrino al pancreas: cos'è

Come spiega il centro Humanitas i tumori neuroendocrini sono un gruppo di patologie rare, che origina dalle cellule del sistema neuroendocrino. Colpiscono meno di sei persone su 100mila ogni anno e le ultime stime per l’Italia registrano circa 3mila nuovi casi ogni 12 mesi.

I più frequenti sono quelli del tratto gastroenteropancreatico (circa due terzi dei casi), seguiti da quelli bronco-polmonari (20-30 %). Molto più rari quelli di altre parti del corpo (fino al 10%) come tiroide e surreni o apparato genitourinario e cervico-facciale.

Sono tuttavia accomunati da alcune caratteristiche biologiche che in molti casi permettono agli specialisti di utilizzare strategie simili per la diagnosi ed il trattamento. I tumori neuroendocrini sono tumori a lenta crescita e solitamente poco aggressivi, anche se in alcuni casi possono invece crescere rapidamente e comportarsi in modo più maligno.

Colpiscono gli uomini come le donne, adulti o bambini, benché siano più numerose le diagnosi fra gli adulti 40-45enni e gli anziani 70-75enni.

Quali sintomi

Alcuni tumori endocrini pancreatici sono detti “funzionanti” perché producono un eccesso di sostanze ormonali responsabili di svariati sintomi; per la maggior parte, tuttavia, questi tumori non producono alcuna sostanza e sono pertanto detti “non-funzionanti”.

In base all’ormone prodotto dal tumore si possono avere vari sintomi; i principali sono: diabete, ipoglicemia, colelitiasi, ulcere duodenali, diarrea.

Oltre ai sintomi correlati alla produzione di ormoni, ve ne sono altri legati all’effetto-massa del tumore stesso, presenti soprattutto in caso di tumore non-funzionante. I principali sono: dolore, ittero, dimagrimento, vomito.

A fronte di ciò spesso un tumore neuroendocrino viene scoperto per caso, durante l’esecuzione di accertamenti diagnostici eseguiti per altri motivi. Altre volte viene sospettato in base ai sintomi: esami del sangue possono in questi casi rivelare aumentati livelli di ormoni (quali appunto insulina, gastrina, etc) o di altre sostanze prodotte dal tumore, in particolare di cromogranina A (una proteina prodotta dai tumori endocrini in genere).

Terapie

La terapia dei tumori endocrini è spesso multidisciplinare, e può comprendere, con varie combinazioni: chirurgia, bioterapie, chemioterapia, terapia radiometabolica o radiorecettoriale. E' fondamentale che il paziente venga indirizzato il prima possibile in un centro altamente specializzato in questo tipo di tumori, con lunga esperienza specifica nel campo e che sia fornito di un gruppo multispecialistico dedicato alla patologia, in maniera da poter adeguatamente personalizzare le migliori tecniche diagnostico-terapeutiche.

Prognosi

A volte - proprio a causa della mancanza di sintomi - passa molto tempo prima d’individuare questo genere di malattia e solo il 40% circa dei pazienti riesce ad avere una diagnosi precoce, quando la neoplasia è ancora localizzata e più semplice da curare, con maggiori probabilità di guarire.

Se diagnosticati in uno stadio precoce la cura può essere radicale e portare alla guarigione, ma ciò dipende dalle caratteristiche specifiche del tumore in questione e da altre variabili che vanno considerate sul singolo paziente.

Sebbene siano tumori maligni in molti casi hanno un decorso più indolente rispetto a tumori non neuroendocrini degli stessi organi e questo permette a molti pazienti con malattia avanzata di poter convivere a lungo con la malattia e le terapie. 

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