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Il Piemonte si candida a ospitare la prima centrale nucleare di nuova generazione in Italia

Il governatore forzista Alberto Cirio: "Oggi i benefici vanno solo ai francesi, i rischi invece sono per tutti".

Il Piemonte si candida a ospitare la prima centrale nucleare di nuova generazione in Italia
Attualità 07 Novembre 2022 ore 17:08

L'argomento è delicato e la portata di affermazioni simili, di certo, non passerà mai sotto traccia. Il Piemonte, stando alle parole del suo governatore, Alberto Cirio, si candida ad ospitare la prima centrale nucleare di nuova generazione a livello nazionale.

"Oggi i benefici vanno solo ai francesi, i rischi invece sono per tutti" sostiene il primo esponente piemontese.

Un'apertura che se da un lato fa sorridere chi crede fermamente nel nucleare come risorsa per la produzione di energia, dall'altra fa storcere il naso ai suoi detrattori che vedono in questa tematica non solo svantaggi, ma anche rischi per l'ambiente e la salute pubblica.

La Regione Piemonte apre al Nucleare come fonte energetica

Nonostante nel nostro Paese ci siano stati ben due istituti referendari (nel 1987 e nel 2011) che hanno ribadito un secco "no" al nucleare, la tematica, considerando anche le difficoltà date dall'aumento sui costi dell'energia, resta comunque di grande attualità, andando ad alimentare un dibattito che vede agguerritissime sia le parti a favore sia quelle contrarie. L'ultimo aggiornamento sull'argomento è arrivato, nelle ultime ore, con l'apertura da parte del Piemonte al nucleare come fonte energetica.

Come raccontato da Prima Torino, infatti, il governatore forzista Alberto Cirio, è di recente intervenuto sulla questione davanti agli imprenditori cuneesi e ha ribadito:

"Oggi i benefici vanno solo ai francesi, i rischi invece sono per tutti. Servono poteri speciali come è avvenuto per il Ponte Moranti, non per noi governatori ma per chi deve fare le cose".

Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte

L'apertura del Presidente regionale, tuttavia, si scontra contro molti oppositori sul territorio e la messa in pratica di questo progetto non si preannuncia per niente facile in una regione che, da anni, ha dei relitti nucleari (come l'ex centrale di Trino Vercellese), che tiene sul fiato sospeso moltissimi cittadini in merito ai pericoli che corre il vicino corso d'acqua e la zona circostante.

Dibattito pronto ad incendiarsi

L'insediamento del nuovo governo Meloni su questo fronte dovrebbe agevolare le richieste della giunta Cirio e degli imprenditori favorevoli al nucleare, visto che molti ministri (tra cui quello dell'Ambiente) parla piemontese.

Riguardo la prospettiva di realizzare una centrale nucleare nel nostro Paese, l'ex ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani aveva dichiarato:

"A me della parola nucleare non interessa nulla. Io voglio energia sicura, a basso costo e senza scorie radioattive. Se è nucleare di quarta generazione diventa semantica. E’ vietato nell’interesse del futuro dei nostri figli ideologizzare qualsiasi tipo di tecnologia. Quando avremo i numeri decideremo. Il mondo è pieno di ambientalisti radical chic ed è pieno di ambientalisti oltranzisti, ideologici, loro sono peggio della catastrofe climatica verso la quale andiamo sparati, se non facciamo qualcosa di sensato".

Parole che avevano fatto sobbalzare Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle:

"Ho avuto garanzie che l’Italia non abbraccerà l’energia atomica, il nucleare non è la scelta degli italiani, lo hanno detto con i referendum. L’energia nucleare peraltro costa pure tanto".

Lanciando poi una frecciatina al "rivale" leghista Matteo Salvini aveva affermato:

"A Salvini piace il nucleare? Può trasferirsi in Francia".

Dal canto suo, il neo ministro alle Infrastrutture, aveva ribattuto:

"Metterei una centrale nucleare in Lombardia? Che problema c'è. La Svezia di Greta Thunberg ha otto centrali. Ci sono centrali nei centri storici di grandi città: a Copenaghen c'è un termovalorizzatore in centro città, con una pista di sci".

Il dibattito sul tema, a prescindere da tutto, è destinato ad incendiarsi. Anche in Piemonte la "questione nucleare" è da sempre motivo di discussione: basti pensare a cos'è successo nei mesi scorsi in merito alla possibilità di costruire in alcuni Comuni della Regione nuovi depositi nucleari dove stoccare i rifiuti radioattivi.

Sarà il caso di ricordare en passant che, su quest'ultima tematica, la società Sogin aveva individuato in Piemonte otto zone, di cui sei in provincia di Alessandria (Oviglio, Alessandria-Quargnento, Fubine, Frugarolo, Sezzadio e Novi) e due in provincia di Torino (Mazzè-Rondissone e Carmagnola) predisposte per tale funzione. Va inoltre ricordato che sempre in Piemonte, a Saluggia in provincia di Vercelli, è già attivo un deposito di scorie nucleari che stocca circa 2.600 metri cubi di materiale radioattivo.

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