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Tappa anche a Codogno

Il film No vax "Invisibili" sarà proiettato proprio in una parrocchia di Bergamo

Polemica dopo che un parroco ha deciso di mettere a disposizioni i locali della parrocchia nella città simbolo del martirio della pandemia

Il film No vax "Invisibili" sarà proiettato proprio in una parrocchia di Bergamo
Attualità 11 Gennaio 2023 ore 12:35

Non soltanto uno schiaffo ai medici che hanno lottato rischiando (e perdendo) la vita contro un virus per cui non vi erano armi nelle prime fasi della pandemia, ma anche a coloro che di Covid sono morti, proprio nella città simbolo dell'ecatombe: Bergamo.

Prosegue il suo tour di proiezioni-evento in varie location italiane il film "Invisibili", realizzato da Paolo Cassina e prodotto da PlayMasterMovie, con l'intento, a detta dei promotori, di testimoniare le reazioni avverse al vaccino anti covid.

Ha creato non poco scalpore, e polemiche, proprio in virtù del numero drammatico di morti a causa del virus nella bergamasca, la scelta di ospitare la proiezione alla parrocchia di San Francesco d'Assisi, tra Borgo Palazzo e Celadina, non troppo distante dal cimitero simbolo dei morti di Covid nella città più colpita nella fase iniziale della pandemia. Appuntamento per domenica prossima, 15 gennaio 2023, nella sala multifunzionale della parrocchia.

"Invisibili", il film No vax arriva anche a Bergamo

Il lungometraggio ha subito innescato la discussione e le critiche. La proiezione della pellicola no vax in provincia di Bergamo, sarà seguita da un dibattito, moderato dal medico Erminia Ferrari, all’interno del quale interverranno il regista Paolo Cassina, il medico Paolo Schicchi, l’avvocato Fabrizia Vaccarella e la cantautrice Maria Grazia Persico. Come spiega Prima Bergamo, sono solo voci, non confermate e anzi smentite, quelle che parlano di un invito rivolto al sindaco della città martire del Covid Giorgio Gori e al presidente dell’Ordine dei Medici Guido Marinoni.

Parrocchia san Francesco d'Assisi che accoglierà la proiezione

Il parroco don Mario Marossi, che ha concesso i locali, ha spiegato al Corriere Bergamo:

"Non condivido queste idee, ma sono per la libertà di espressione. Ho deciso di affittare la sala a queste persone perché si configura come uno spazio di incontro e di dibattito e credo che ognuno debba essere libero di esprimere le proprie opinioni. L’iniziativa non mi è stata presentata come un incontro no-vax con il fine di contestare, ma come un dibattito su ciò che la medicina ha da dire a proposito dei fenomeni avversi. Ho dato la mia disponibilità anche perché conosco alcune di queste persone, tra le quali ci sono anche due famosi sacerdoti".

Sarebbe utile rammentare a chi parla di libertà d'espressione per sdoganare teorie pericolose per la collettività, che esistono punti di vista legittimi, ed esistono, invece, oggettività. La scienza, così come la matematica, si basano su fatti dimostrati. Poi, se si avverte la necessità di creare dei punti di ascolto di persone che intendono ritrovarsi per convincersi che due più due fa cinque e non quattro...

E di sacerdoti no vax se ne è già parlato molto nella provincia di Bergamo, quando è scattata la polemica sui tre preti di Mapello, Ambivere e Valtrighe, che si erano distinti non solo per le loro posizioni contro i vaccini, che li aveva portati a stendere un opuscolo avverso, lanciare la creazione di un "fondo tamponi", e progettare persino un pellegrinaggio nel nome della lotta ai vaccini.

Il precedente a Codogno

Soltanto poche settimane fa, nel mese di dicembre 2022, un altro luogo simbolo della pandemia ha ospitato la proiezione di "Invisibili": Codogno, nel lodigiano, dov’era stato ricoverato quello che allora era ritenuto essere il ‘paziente 1’ affetto dal virus SarsCov2.

Anche in quel caso le istituzioni hanno ritenuto opportuno prendere la distanze dall'evento. Amaro lo sfogo del sindaco Francesco Passerini che, prima ancora che venissero blindati in zona rossa i primi 10 Comuni, convocò la giunta alle 7.30 del mattino del 21 febbraio 202 ed emise 4 decreti per chiudere gli spazi pubblici:

"Non puoi vietare l’iniziativa di un partito politico, e poi c’è la libertà di pensiero. Però appare surreale visto quanto abbiamo vissuto. Qui da noi fa male. I numeri non hanno opinione politica. A marzo ci furono 147 decessi, che non si erano verificati neanche nelle guerre mondiali, contro una media di 40/45. Quello che è successo è tutto vero, basta andare nel campo del cimitero, che è già da ampliare. I primi mesi furono devastanti: ci vuole rispetto per tante famiglie che hanno sofferto. È grazie alla campagna di vaccinazione di massa se quest’anno potremo passare un Natale sereno", aveva dichiarato a ridosso della proiezione.

"Invisibili": censurato da Youtube

Il film raccoglie le testimonianze di persone che hanno avuto reazioni avverse ai vaccini con l’obiettivo di far riconoscere risarcimenti a chi si ritiene danneggiato, ma fino a questo momento "invisibile" e inascoltato. Racconti che infiammano gli attivisti no vax contro la campagna vaccinale, percepita come imposta e dannosa. Nell'ora e mezza di documentario vengono messi discussione i vaccini.

A tal proposito...per chi rischia di farsi influenzare da questo genere di narrazione, è sufficiente buttare un occhio a quanto sta accadendo in Cina, per fugare ogni dubbio.

Youtube ha deciso di censurare il film. Quando era stata la volta della proiezione a Genova, il noto infettivologo Matteo Bassetti aveva tuonato:

"Trovo gravissimo che il 22 dicembre possa essere rappresentato nella sede del Comune di Genova un documentario censurato da YouTube, che prende in considerazione fake news. Mi auguro che si eviterà di proiettarlo e che il sindaco Marco Bucci, che è una persona da sempre dalla parte della scienza, voglia intervenire su questa situazione ed evitare che tutto questo avvenga”.

Gli attivisti che accompagnano la processione di proiezioni dicono:

"Non siamo negazionisti bensì verificazionisti. Nessuno ci ha ancora dato la prova che il virus sia stato isolato: è un grande inganno. Era una malattia che si poteva curare con le cure che c’erano ed è necessario ammettere che le vaccinazioni non hanno funzionato. Bisogna cercare la verità per tornare a essere liberi. Quello che viene somministrato non è un vaccino ma un siero genico sperimentale: ci hanno usato come cavie."

Già solo queste dichiarazioni sono sufficienti per offrire la misura dell'approssimazione scientifica delle tesi esposte. A partire dal fatto - dimostrabile (per i vari San Tommaso può essere sufficiente un microscopio) che il virus è ovviamente stato isolato e continua ad essere sequenziato in tutte le sue varianti.

All'interno del lungometraggio confluiscono le storie del  comitato “Ascoltami” – nato per supportare le persone che hanno subito danni dall’inoculazione. Il numero relativo ai disturbi elencati è scientificamente minimo: ogni farmaco può avere effetti collaterali, e anche il siero anti Covid non fa eccezione. Questione mai messa in discussione dalla scienza. Il punto è l'incidenza statistica di questi effetti collaterali, la loro misura e soprattutto la possibilità di mettere correttamente in relazione la causa-effetto. Tradotto: non necessariamente ogni disagio fisico che si verifica dopo un vaccino è imputabile ad esso.

Alle spiegazioni di medici indipendenti o avvocati che intervengono nel documentario non vengono affiancate prove scientifiche, repliche dei rappresentanti delle istituzioni o delle case farmaceutiche.

E ci si chiede, considerando l'effetto disastroso che la pandemia può avere senza protezioni adeguate della collettività, se è così urgente dare spazio a questo genere di contenuti.

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