Omicron 5 presto dominante

I virologi Viola e Pregliasco: "Il Covid è ancora con noi e in autunno potrebbe diventare un problema"

I due esperti delineano un quadro di come evolverà la pandemia nel nostro Paese dopo l'estate.

I virologi Viola e Pregliasco: "Il Covid è ancora con noi e in autunno potrebbe diventare un problema"
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In base a quanto affermato nel report dell'International Science Council (Isc), organizzazione che riunisce oltre 200 associazioni scientifiche internazionali, con la pandemia da Covid-19 avremo a che fare (almeno) per i prossimi cinque anni, ossia fino al 2027. Tutto dipenderà essenzialmente dalla percentuale della popolazione vaccinata a livello globale: se la copertura del siero anti-Covid raggiungerà l'80% delle persone nel mondo, potremmo tirare un grandissimo sospiro di sollievo poiché le probabilità di vedere sorgere nuove pericolose varianti del virus saranno ridotto a zero.

Se così non fosse, invece, lo scenario sarebbe molto problematico: qualora la copertura vaccinale mondiale restasse al 60%, il Covid-19 rimarrebbe ancora incontrollato, con un grave pericolo per le vite di tutti.

"Rimanere sotto il 70% della copertura vaccinale globale - afferma l'immunologa Antonella Viola - equivarrebbe a far continuare a circolare il virus, con picchi stagionali che metterebbero sotto stress i sistemi sanitari".

Su cosa accadrà dopo l'estate, invece, il virologo Fabrizio Pregliasco delinea un quadro chiaro:

"La variante Omicron 5, molto contagiosa, ma poco pericolosa, sarà presto dominante. In autunno potrebbe diventare un problema".

Covid fino al 2027: l'immunologa Viola commenta il report dell'Isc

Riguardo ai tre possibili scenari della pandemia da qui fino al 2027 delineati dall'International Science Council (Isc), l'immunologa Antonella Viola, direttrice scientifica dell'Istituto di ricerca pediatrica di Padova, ha spiegato nel dettaglio in che modo potrebbe evolvere la pandemia nei prossimi cinque anni:

"Lo scenario più ottimistico è quello con il massimo della copertura vaccinale (fino all'80) e l'accessibilità ai vaccini nei Paesi poveri: in questo modo il virus non sparirebbe ma sarebbe assai gestibile e si ridurrebbero i rischi connessi all'emergere di nuove varianti".

Una proiezione che farebbe ben sperare, ma che, come commenta l'esperta, pare poco fattibile:

"Sfortunatamente questo scenario però è improbabile: il problema maggiore è la distribuzione, che ad esempio in Africa non sta funzionando, per la difficoltà a portare i vaccini al di fuori delle città".

Riguardo lo scenario più probabile, invece, l'immunologa padovana si esprime in questo modo:

"Quello più probabile vede il tasso di vaccinazione globale nel 2027 rimanere sotto il 70 per cento - continua l'immunologa Antonella Viola -: questo significa che il Covid continuerà a circolare, con picchi stagionali che mettono sotto stress i sistemi sanitari. In questo scenario la convivenza con il virus non sarà semplice: ciclicamente dovremo ricorrere di nuovo alle mascherine e aggiornare i vaccini".

Ma che cosa accadrà in Italia nel breve termine?

Che cosa succederà però al nostro Paese nel breve termine? L'immunologa Antonella Viola, stando ai dati sui contagi, delinea un quadro chiaro:

"Se, come ci aspettiamo, in autunno il virus tornerà a circolare tanto, essendo passata da tempo la campagna di vaccinazione avremo molti contagi. Siccome siamo tutti vaccinati, pochi andranno incontro a una forma importante di Covid. Ma anche solo un 2-5 per cento di forme gravi significa stress ospedaliero e decessi per i più fragili.

Oggi Pfizer e Moderna stanno facendo studi clinici sul vaccino aggiornato a Omicron, però non sappiamo se in autunno emergeranno altre varianti. In questo momento le sottovarianti di Omicron sono i virus più contagiosi mai esistiti: è difficile peggiorare ancora. La situazione dovrebbe rimanere gestibile, con picchi di contagi, e qualche decesso: anche con l'influenza è così".

In autunno, quindi, dovremmo prepararci, come accaduto negli anni precedenti, a dover tornare sulle barricate per difenderci dall'infezione da Covid-19. Una proiezione che è stato, in questo senso, anche ribadita dal virologo dell'Università Statale di Milano Fabrizio Pregliasco, intervistato da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari nella trasmissione "Un Giorno da Pecora" di Rai Radio1:

"In Portogallo c'è la variante Omicron 5, che ha caratteristiche di maggiore diffusività, molto di più rispetto a tutte le altre, più contagiosa ma meno grave. Per noi potrebbe diventare un problema in autunno - sostiene l'esperto milanese - Questa variante potrà diventare dominante spero tra qualche mese, almeno a settembre. Certo è che in autunno un rialzo ci sarà sicuramente.

Monitoriamo la situazione intanto e ricordiamoci che questo virus è con noi. Da settembre quarta dose per tutti? Credo che da settembre ci potrebbe essere una vaccinazione bivalente, con il Covid di Wuhan e la variante".

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