DASPO ANNULLATO

Giovane ambientalista bandita dopo il blitz al ponte di Rialto, ma lei abita a Venezia e... resta dov'è

Dopo il pugno duro contro gli attivisti di Extinction Rebellion, revocata la misura nei confronti di Margherita

Giovane ambientalista bandita dopo il blitz al ponte di Rialto, ma lei abita a Venezia e... resta dov'è
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Margherita, attivista di Extinction Rebellion, sabato scorso, 9 dicembre 2023, si è calata dal ponte di Rialto a Venezia per "denunciare le prese in giro della COP28 e del governo italiano". Nei suoi confronti è stato emesso un foglio di via obbligatorio che le vietava di rientrare a Venezia per un periodo di 4 anni, ma essendo una studentessa della Ca' Foscari, il 14 dicembre 2023, questa misura è stata revocata.

Revocato il foglio di via a un'attivista: è una studentessa veneziana

In seguito al blitz, la questura di Venezia ha optato per il pugno di ferro contro gli ambientalisti che hanno tinto di verde fluorescente le acque del Canal Grande. 28 persone portate in Questura e identificate: a ciascuna verrà inflitta una sanzione amministrativa da 1.250 euro, per complessivi 35mila euro di multa. Per 3 dei manifestanti è stato disposto il daspo di 48 ore e per 5 il foglio di via obbligatorio di 48 mesi, che equivale a un divieto di entrare a Venezia per 4 anni.

Tra questi ultimi rientrava anche Margherita, che però due giorni fa, il 14 dicembre 2023, si è visto revocato il figlio di via ed è potuta rientrare a Venezia poiché è una studentessa universitaria della Ca' Foscari.

Ad annunciare la notizia il movimento Extinction Rebellion:

"Ieri è stato revocato il foglio di via illegittimo che era stato dato a Margherita il 9 dicembre, a Venezia, in seguito alle azioni di Extinction Rebellion per denunciare le prese in giro della COP28 e del governo italiano", scrivono su Facebook gli attivisti.

Margherita ritorna a Venezia

"Sono tornata a Venezia, a casa, dopo che il foglio di via che avevo ricevuto per l'azione al ponte di Rialto mi è stato revocato. - Racconta la stessa Margherita in una video-testimonianza - Mi è stato revocato perché non avrei mai dovuto riceverlo in quanto studio e vivo in questa città.

Sono contenta ma sono anche consapevole che è solo l'inizio. Quello che ci è successo è parte di un contesto politico, di un momento storico di un paese in cui questo governo in particolare sta aumentando le misure repressive contro l'attivismo e chi protesta. Sento che abbiamo ancora più dovere e responsabilità di agire".

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