Attualità
Scontro sul lavoro agile

Gaffe social della Pubblica amministrazione: Covid alibi per non fare nulla, parola di Fantozzi

Sull'articolo-parodia (poi rimosso) pubblicato dal "Giornale d'Italia" e firmato Ugo Fantozzi si è scatenata la bufera.

Gaffe social della Pubblica amministrazione: Covid alibi per non fare nulla, parola di Fantozzi
Attualità 27 Settembre 2021 ore 12:28

Un pomeriggio bollente per il Dipartimento della Pubblica amministrazione sul quale si è abbattuta una vera e propria bufera social. Origine di tutto sarebbe stato un articolo-parodia, pubblicato dal "Giornale d'Italia" e firmato Ugo Fantozzi, dal titolo "Uffici pubblici: Covid come alibi per non fare nulla". Neanche il tempo di pubblicarlo online che subito i social della Pa sono stati bombardati di commenti negativi e segnalazioni. Nonostante il post sia stato poi cancellato dopo pochi minuti, tanti sono stati gli utenti che sono riusciti a fare uno screenshot e a ripostarlo facendolo diventare virale.

Gaffe social della Pubblica amministrazione

"Uffici pubblici, Covid come summo alibi per non fare nulla: finte aperture al pubblico e interruzione del servizio alle spalle dei poveri Fantozzi".

E' stato questo il post pubblicato sui social della Pubblica amministrazione che ha fatto traboccare il vaso: un articolo-parodia, pubblicato dal "Giornale d'Italia" e firmato Ugo Fantozzi. Centinaia e centinaia di commenti e segnalazioni in pochi minuti hanno fatto sì che il post venisse subito rimosso, peccato che la sua cancellazione non sia servita a fermare la bufera social che si è scatenata subito dopo. Diversi utenti sono riusciti a fare uno screenshot e a ripostare il tutto in modo virale.

Sui social, sotto all'hashtag #BrunettaDimettiti, sono comparsi diversi commenti di chi si sente offeso a nome di 3 milioni e mezzo di lavoratori della Pubblica amministrazione che appena due giorni fa il ministro anti-Smart working ha riportato tutta in presenza dal 15 ottobre.

Anche la ministra Dadone protesta contro Brunetta

Lo screenshot del post incriminato è finito anche tra decine di commenti sotto a un post della ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone. Quest'ultima, proprio sul lavoro agile, aveva riaperto lo scontro di governo con Brunetta: per la Dadone  rappresenta una rivoluzione lanciata nell'emergenza Covid, per Brunetta, invece, si tratta di "un lavoro a domicilio all'italiana".

"Una grossa debolezza di chi attacca a spron battuto il lavoro agile è quella di non saper discernere tra una società che consuma e una società dei consumi - dichiara la responsabile per le Politiche giovanili - Chi guarda al lavoro agile come ad un problema ha già perso la sfida perché non ha guardato a oggi ma si è voltato a rimestare nello ieri".