CAVALLINO

Ferrari Luce: prezzo “abbordabile” come prima elettrica (ma l’autonomia…)

La nuova auto è stata presentata ufficialmente al Presidente delle Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, alla presenza di John Elkann, Piero Ferrari e di Benedetto Vigna

Ferrari Luce: prezzo “abbordabile” come prima elettrica (ma l’autonomia…)

La rivoluzione elettrica di Ferrari non è più un progetto segreto: si chiama “Luce” ed è stata presentata ufficialmente anche al Presidente delle Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, alla presenza di John Elkann, Piero Ferrari e di Benedetto Vigna. Un debutto simbolico, quasi istituzionale, per quella che rappresenta la svolta più delicata nella storia del Cavallino Rampante.

Luce: prezzo “abbordabile” per una Ferrari

Eppure, a sorpresa, il tema che sta facendo discutere non è tanto il fatto che Ferrari abbia ceduto all’elettrico, quanto il rapporto tra prezzo, prestazioni e autonomia. Perché sì, la nuova Ferrari Luce costerà circa 550 mila euro – cifra enorme per il mercato tradizionale, ma considerata “relativamente accessibile” nel mondo Ferrari ultra-esclusivo – mentre la percorrenza reale rischia di essere inferiore alle aspettative di molti clienti.

Il presidente Sergio Mattarella e Piero Ferrari

Per anni a Maranello hanno trattato il tema EV  quasi come un tabù. Poi è arrivata “Luce”, una granturismo a cinque posti e quattro porte che rompe definitivamente con il passato senza rinunciare all’ambizione Ferrari: oltre 1.000 cavalli, quattro motori elettrici indipendenti e velocità massima superiore ai 310 km/h.

A sinistra Benedetto Vigna e a sinistra il presidente

Ferrari punta chiaramente a conquistare una nuova fascia di clienti: famiglie ad altissimo reddito, mercati orientali e una generazione cresciuta tra smartphone, AI e mobilità elettrica. Non a caso, gli interni della Luce abbandonano molti elementi tradizionali per privilegiare vetro, luci led e superfici pulite, pur mantenendo materiali premium come pelle e alluminio anodizzato.

Reazioni contrastanti

I circa 550 mila euro richiesti per la l’auto hanno generato reazioni contrastanti. Per il mercato comune è una cifra fuori scala, ma nel listino Ferrari moderno si colloca sotto alcune hypercar e modelli in serie limitata che superano tranquillamente il milione di euro.

Ed è proprio questo il punto: Ferrari non vuole fare numeri da Tesla. Vuole mantenere esclusività, margini enormi e desiderabilità. La Luce, quindi, non nasce per democratizzare il marchio, ma per introdurre l’elettrico senza snaturare il posizionamento luxury della Casa di Maranello.

Ferrari dichiara oltre 530 km di autonomia nel ciclo europeo WLTP, grazie a una batteria da 122 kWh e architettura a 800 volt. Sulla carta il dato è competitivo, ma molti osservatori fanno notare che il problema non sarà l’autonomia “ufficiale”, bensì quella reale. Il Corriere della Sera lo ha scritto senza troppi giri di parole: “se la si guiderà come va guidata una Ferrari, la percorrenza reale sarà molto inferiore”.

Ed è qui che nasce il paradosso della prima Ferrari elettrica. Un’auto da oltre mille cavalli invita inevitabilmente a una guida aggressiva, ma accelerazioni violente e velocità elevate sono i peggiori nemici delle batterie. In pratica, chi userà davvero tutta la potenza della Luce potrebbe vedere l’autonomia scendere drasticamente sotto i valori dichiarati.

Ferrari prova a compensare con una ricarica ultra-rapida: fino a 350 kW, abbastanza per recuperare circa 70 kWh in 20 minuti. Ma per molti puristi resta una questione filosofica prima ancora che tecnica.

Dunque la rete pare immediatamente divisa. Alcuni vedono la Luce come un passaggio inevitabile e persino affascinante; altri parlano apertamente di “eresia”. Perfino la Borsa ha reagito freddamente: dopo la presentazione, il titolo Ferrari ha registrato una flessione a Milano. Le critiche più dure riguardano soprattutto il design e la perdita del sound termico. Ferrari, però, ha cercato di mantenere una componente emozionale simulando vibrazioni e sonorità per restituire sensazioni più vicine possibile alle sportive tradizionali.

Del resto, anche a Maranello sanno che questa auto non dovrà soltanto vendere: dovrà convincere gli appassionati che una Ferrari può ancora emozionare anche senza il rombo di un V8 o di un V12.