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lo studio inglese

Lo studio sulla variante Delta: "In famiglia si possono contagiare anche i vaccinati"

La percentuale è minore (25% contro 38%) ma comunque significativa.

Lo studio sulla variante Delta:  "In famiglia si possono contagiare anche i vaccinati"
Attualità 30 Ottobre 2021 ore 23:43

Anche se siete vaccinati avete una possibilità su quattro di contrarre la variante Delta del Covid da un familiare infetto. E la protezione sembra calare tre mesi dopo l'inoculazione. Ma va comunque meglio rispetto a chi non ha il vaccino, le cui possibilità di contagi in famiglia passano dal 25% al 38%. Lo dice uno studio condotto dagli scienziati dell'Imperial College e pubblicato sulla rivista  medica   Lancet.

Variante Delta, anche col vaccino 25% di possibilità di contagi in famiglia

Lo studio mostra come chi ha ricevuto la doppia dose abbia una percentuale inferiore - ma comunque significativa - di possibilità di contagiarsi. Per redigerlo, gli scienziati inglesi hanno potuto contare su 621 volontari, tutti asintomatici o con sintomi lievi, tenuti sotto osservazione da settembre 2020 per dodici mesi. Sono stati sottoposti a tampone quotidiano, anche se asintomatici, per  14-20 giorni in modo da stimare le variazioni nella carica virale.

Sono stati identificati 205 contatti familiari di casi indice con variante Delta, di cui 53 sono risultati positivi.  Del totale 126 (62%) avevano completato il ciclo vaccinale, 39 (19%) avevano ricevuto una sola dose di vaccino e 40 (19%) nessuna. Tra i contatti familiari che avevano ricevuto due dosi, il 25% (31 su 126) è stato infettato dalla variante Delta rispetto al 38% (15 su 40) dei contatti familiari non vaccinati.

Ma col vaccino la carica virale diminuisce prima...

Dallo studio emerge che la carica virale è diminuita più rapidamente tra coloro che erano stati vaccinati contro il Covid-19 ed erano stati contagiati con variante Delta rispetto a coloro che non avevano ricevuto il vaccino.  Le persone vaccinate - secondo gli autori dello studio .- non hanno registrato un picco di carica virale inferiore rispetto ai non vaccinati.  Su questo aspetto però sono in arrivo i risultati di un altro studio  dell’Università di Oxford (non ancora pubblicato) che spiegherebbe come i vaccinati abbiano meno possibilità di contagiare.

... e  l'immunità dura di più

Per quanto riguarda i contatti vaccinati che sono rimasti contagiati si è visto che in media erano trascorsi 101 giorni dalla vaccinazione rispetto ai 64 giorni dei contatti che non si sono infettati. Un dato che suggerisce (ma su questo non c'è una reale certezza) che il rischio di infezione aumenti dopo oltre tre mesi e mezzo dal vaccino. Anche se sulla durata della copertura vaccinale ci sono vari studi contrastanti tra loro.

Le conclusioni

Dunque, cosa ci dice questo ennesimo studio? Che, al netto del fatto che all'interno dell'ambiente domestico, dove siamo sottoposti a contatti continui e dunque è più facile contagiarsi, il rischio di contrarre il virus c'è comunque, seppur in misura minore. Inoltre, chi si è vaccinato elimina l'infezione prima anche se il picco di carica virale è simile.

Il professor Ajit Lalvani dell’Imperial College di Londra, spiega:

"I  vaccini sono fondamentali per controllare la pandemia, poiché sappiamo che sono molto efficaci nel prevenire malattie gravi e morte da Covid-19. Tuttavia, i nostri risultati mostrano che la vaccinazione da sola non è sufficiente per impedire alle persone di essere infettate dalla variante Delta e di diffonderla negli ambienti domestici. Stiamo assistendo a contagi tra persone vaccinate per questo è oggi essenziale che le persone non ancora vaccinate lo facciano, così da essere protette da infezioni gravi, soprattutto perché siamo ormai vicini alla stagione invernale e si trascorrerà più tempo negli ambienti chiusi. Inoltre abbiamo scoperto che la suscettibilità all’infezione è aumentata già pochi mesi dopo il termine del ciclo vaccinale, quindi chi è idoneo al richiamo dovrebbe subito prenotare la terza dose".