La tempesta Erminio continua a colpire senza tregua il Centro-Sud Italia, trasformando intere aree tra Abruzzo, Molise, Puglia e Umbria in scenari di emergenza. Piogge torrenziali, neve fuori stagione e frane stanno mettendo a dura prova territori già fragili, mentre si contano danni ingenti e cresce la preoccupazione per la sicurezza.
Il simbolo più drammatico di questa ondata di maltempo è il crollo del ponte sul fiume Trigno, lungo la statale 16 Adriatica, dove da ore si cerca un uomo disperso.
#Teramo, proseguono gli interventi legati al #maltempo: 60 le operazioni effettuate #oggi in provincia.
Il lavoro dei #vigilidelfuoco si è concentrato sulla rimozione di alberi abbattuti dal vento, il prosciugamento di locali allagati, la messa in sicurezza di infrastrutture… pic.twitter.com/nIJmRi8Bs9— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) April 2, 2026
Il crollo del ponte e la scomparsa di Domenico Racanati
Si chiama Domenico Racanati, ha 53 anni ed è originario di Bisceglie. È lui l’uomo disperso dopo il cedimento improvviso del ponte tra Molise e Abruzzo, avvenuto nella mattinata del 2 aprile.

Stava viaggiando verso Ortona per lavoro, a bordo della sua Fiat Bravo, quando la struttura ha ceduto sotto la forza dell’acqua. In quel momento, secondo le ricostruzioni, due auto stavano attraversando il viadotto: una è riuscita a mettersi in salvo, l’altra è stata inghiottita dal crollo e trascinata via dalla piena del fiume.

Il dettaglio più straziante riguarda gli ultimi istanti prima della tragedia. Racanati era al telefono con la moglie: la conversazione si è interrotta all’improvviso, lasciando spazio solo al silenzio. Da quel momento, nessuna notizia.
A lanciare l’allarme è stata la figlia, che ha diffuso un appello sui social dopo aver perso ogni contatto con il padre. L’ultima posizione rilevata era nei pressi di Termoli.

Le ricerche senza sosta tra fiume e mare
Le operazioni di soccorso sono imponenti e proseguono senza interruzioni, nonostante le condizioni difficili. Vigili del fuoco, forze dell’ordine e Capitaneria di Porto stanno lavorando con ogni mezzo disponibile.
Dall’alto, elicotteri sorvolano il tratto del fiume fino alla foce, mentre in acqua operano sommozzatori e mezzi nautici che scandagliano i fondali resi torbidi dal fango. L’auto dell’uomo è stata individuata, ma il livello del fiume e la forza della corrente rendono le operazioni particolarmente complesse.
#Maltempo #Campobasso, crollo ponte su SS16, all’altezza di Montenero di Bisaccia: dalle 9.30 #vigilidelfuoco impegnati con squadre a terra, anfibio ed elicottero Drago per escludere il coinvolgimento di auto [#2aprile 12:00] pic.twitter.com/tXfY73ITP5
— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) April 2, 2026
Indagini aperte sul crollo
Intanto, la Procura di Larino ha aperto un fascicolo per crollo colposo a carico di ignoti. Un atto dovuto, che potrebbe evolversi in accuse più gravi qualora venisse confermato il coinvolgimento e il decesso dell’uomo disperso.
A rendere la vicenda ancora più delicata è il fatto che il ponte sul Trigno era stato oggetto di lavori di manutenzione e riaperto da poco. Un elemento che solleva interrogativi sulla tenuta dell’infrastruttura e sulla sicurezza della rete viaria in condizioni meteo estreme.
Un’ondata di maltempo eccezionale
Ma il crollo del ponte è solo uno degli effetti di una perturbazione che ha colpito duramente l’intero versante adriatico dell’Appennino centrale.
In montagna, tra Umbria, Abruzzo e Molise, si sono registrate nevicate abbondanti e fuori stagione, con accumuli tali da far scattare l’allerta valanghe, soprattutto sui monti Sibillini e sulla Maiella. A Prato di Tivo una valanga ha travolto un residence, fortunatamente già evacuato.
A Passo Lanciano, tredici persone rimaste bloccate in un hotel sono state raggiunte e messe in salvo dall’Esercito, dopo che le strade sono state liberate dalla neve.

Più a valle, la situazione non è meno critica. Le piogge intense hanno provocato l’esondazione di fiumi e torrenti, allagamenti diffusi e frane. In Puglia, il duomo di Molfetta è stato parzialmente invaso dall’acqua, mentre sui monti del Foggiano sono caduti oltre 120 millimetri di pioggia in appena due giorni.
Paesi isolati, evacuazioni e trasporti in difficoltà
In Abruzzo diversi centri risultano isolati, stretti tra neve e allagamenti. In Molise, alcune zone sono state evacuate per precauzione, mentre a Termoli decine di famiglie hanno dovuto lasciare le proprie case.
La viabilità è fortemente compromessa: oltre al ponte crollato sulla statale 16, è stato chiuso anche quello sulla provinciale 55. Le linee ferroviarie tra Pescara e Foggia, così come quella tra Foggia e Caserta, hanno ripreso solo parzialmente la circolazione.
A Santa Teresa di Spoltore sono oltre 300 gli sfollati per l’esondazione del fiume Pescara (che si può vedere nei video qui sotto).
🌊 Il torrente Pescara è tracimato in città, allagando le aree golenali.
⚠️ Situazione critica: massima attenzione e limitare gli spostamenti 👉 https://t.co/HWPmUurm9X #meteoeradar #maltempo #inondazioni #pioggia pic.twitter.com/gTpRisnhRs— Meteo & Radar (@meteoeradar) April 2, 2026
🇮🇹 Inundaciones en Santa Teresa di Spoltore, Pescara, Italia, por el desbordamiento del río Pescara. pic.twitter.com/V2FpQ51kjv
— Global News ESP (@GlobalNewsESP) April 2, 2026
Nel frattempo, alcune dighe hanno aperto le paratie per contenere la piena dei fiumi, nel tentativo di evitare conseguenze ancora più gravi.

Verso lo stato di emergenza
Il Governo, attraverso la Protezione Civile, segue da vicino l’evoluzione della situazione. È attesa la dichiarazione dello stato di emergenza per Abruzzo, Molise e Puglia.
I danni sono già ingenti: solo in Molise si stimano perdite per circa 300 milioni di euro. Le autorità locali invitano la popolazione alla massima prudenza, limitando gli spostamenti allo stretto necessario.
Eventi estremi sempre più frequenti
Quanto accaduto in queste ore riporta al centro anche il tema dei cambiamenti climatici. Eventi così intensi e improvvisi, tra piogge eccezionali e nevicate anomale, stanno diventando sempre più frequenti, mettendo sotto pressione territori e infrastrutture.
Il crollo del ponte sul Trigno non è solo un episodio isolato, ma il segno concreto di un’emergenza più ampia, in cui natura e fragilità del territorio si intrecciano, lasciando dietro di sé paura, danni e tante domande ancora senza risposta.
Situazione in miglioramento
La situazione, seppur critica, è in leggero miglioramento. Oggi, venerdì 3 aprile 2026, si riducono le zone rosse e arancioni, come nella mappa qui sotto.

Nel fine settimana, poi, la situazione tornerà alla normalità. L’arrivo di un anticiclone porterà sole e bel tempo a Pasqua e Pasquetta praticamente su tutta Italia.