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Emergenza siccità, tutto il Nord in sofferenza: record assenza di piogge

Confagricoltura: “Si dichiari lo stato di calamità naturale”.

Emergenza siccità, tutto il Nord in sofferenza: record assenza di piogge
Attualità 15 Giugno 2022 ore 12:15

Dopo un inverno avaro di piogge, anche la fine della primavera e l'inizio dell'estate "meteorologica" si stanno rilevando particolamente siccitosi. Il cambiamento climatico in atto mostra, giorno dopo giorno, sempre di più gli effetti in tutta Italia: estati più calde e inverni più miti e secchi.

Temperature da record

Il grande caldo ha già caratterizzato il mese di maggio ed è stato a livello globale il quinto più caldo mai registrato dall’inizio delle registrazioni insieme a Maggio 2018 e 2021. 

Il rischio è che si corrano, proprio come accadde nel 2003, enormi pericoli per la salute pubblica, in particolar modo per le persone più fragili come gli anziani e lo sviluppo più consistente degli incendi dolosi capaci di danneggiare aree naturali di particolare pregio.

Temperature
Il confronto delle temperature tra il 2022 e il 2003.

Al momento, la zona dello stivale più colpita dall'assenza di precipitazioni è quella del nord ovest in particolare il Piemonte e la Valle d'Aosta, normalmente più piovese rispetto ad altre regioni come Sicilia e Sardegna. Colpita (seppur in maniera più contenuta) la Lombardia e l'Emilia Romagna.

Siccità

Chiesto il razionamento dell'acqua in Valle Po

Per via dell'assenza di neve e delle precipitazioni dalle montagne alle colline, per 125 comuni della Valle del Po (100 in Piemonte e 25 in provincia di Bergamo) è stato chiesto (da una serie di aziende aderenti a Utilitalia, l’associazione che riunisce i gestori degli acquedotti) il razionamento per fronteggiare, appunto, la carenza di acqua. Lo stop, all’erogazione dell’acqua potabile dovrebbe avvenire, per il momento, soltanto nelle ore notturne della giornata. 

L’Autorità di bacino del Piave fa sapere che i laghi alpini sono pieni all’80%. Il fiume Adige, invece, ha una portata inferiore del 60%rispetto a quella stagionale. Mentre l’Autorità di bacino del Po fa notare che i livelli di tutti i laghi (ad eccezione del Garda) sono molto al di sotto della media stagionale: il Maggiore è prossimo il minimo storico del 1946.

Il livello del Po è quasi 3 metri sotto la media abituale: a Pontelagoscuro la portata è 301 metri cubi al secondo contro il minimo storico di 320.

Danni all'agricoltura e al verde urbano

La prolugata siccità del periodo invernale sta mettendo sempre più in ginocchio l'agricoltura e il verde urbano che risulta essere già sotto stress. E ora con l'avanzare della stagione calda e quindi dell'anticiclone africano, netamente più caldo e afoso rispetto all'anticiclone delle azzorre più secco e con un caldo più moderato a cui eravamo abitati negli anni passati, lo stress si sta accentuando più di quanto si pensava (anche per le piante più resistenti alla siccità).

"Mettendo a confronto con l'annata 2003 sul tetto dell'istituto di fisica, a Torino, si nota la fortissima anomalia pluviometrica negativa di quest'anno. Il 2003  - spiega su Facebook Claudio Cassardo professore presso il dipartimento di Fisica all'Università di Torino - fu l'anno dell'estate caldissima, il cui record stagionale ancora resiste in molte località piemontesi. Le prime ondate di calore iniziarono a maggio e sono visibili nell'andamento della temperatura massima, ma sostanzialmente - a livello termico - le due annate per ora si sono equivalse. Un nostro studio dimostrò che le poche precipitazioni registrate nella stagione precedente contribuirono, nel 2003, all'accentuazione degli effetti dell'ondata di calore estiva soprattutto sul Piemonte occidentale e settentrionale, normalmente più piovosi. Con un terreno più secco, la radiazione netta non viene usata per l'evapotraspirazione (per mancanza di acqua nel suolo da evaporare) e viene quindi spesa tutta come calore sensibile, surriscaldando terreno e atmosfera. Questo è chiamato il feedback dell'umidità del suolo.

Precipitazioni
Il confronto delle precipitazioni tra il 2022 e il 2003.

Con questi presupposti,  - continua il professore Cassardo - possiamo affermare che ci sono tutte le condizioni perché quest'anno si sviluppi un altro feedback di questo tipo nella stagione estiva appena iniziata. Sottolineo che questa non è una previsione, ma una semplice considerazione che si basa sull'analisi dei dati. Nell'estate 2003, in Europa, morirono di caldo oltre 50000 persone".

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