A pochi giorni dall’apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, cresce l’attenzione delle autorità sulla sicurezza, in particolare nella città lombarda. L’allarme è aumentato dopo i disordini registrati a Torino al termine del corteo del centro sociale Askatasuna, che hanno visto aggressioni agli agenti e devastazioni urbane. Tra i partecipanti alla manifestazione torinese sarebbero stati presenti anche militanti riconducibili ad alcuni centri sociali milanesi, elemento che contribuisce a innalzare il livello di guardia in vista dell’evento olimpico.
Il calendario delle proteste a Milano
Il movimento di contestazione contro le Olimpiadi non si ferma e il calendario delle iniziative è già avviato. Dopo il presidio “No Ice” dello scorso fine settimana, sono previsti nuovi appuntamenti tra giovedì 5 e sabato 7 febbraio 2026, tra cui:
- Corteo nazionale dei centri sociali, con partenza da piazza Medaglie d’Oro e arrivo nell’area di Santa Giulia, sede delle gare di hockey su ghiaccio. Al momento non risulta alcun preavviso formale in Questura.
- Fiaccolata anti-olimpica nel quartiere di San Siro, monitorata con attenzione per la sua collocazione e la concomitanza con le cerimonie ufficiali del 6 febbraio.
Queste iniziative ricordano le proteste storiche della città, come quelle legate al No Expo del 2015 e l’assalto alla stazione Centrale del 22 settembre 2015, eventi che hanno lasciato un segno profondo nella memoria collettiva di Milano.
La mobilitazione politica e il ruolo delle forze dell’ordine
Sui fatti di Torino e sulle possibili ripercussioni a Milano sono intervenuti anche numerosi esponenti politici. Riccardo De Corato (FdI), vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia, ha definito le immagini dei disordini “sconvolgenti”, esprimendo fiducia nella capacità delle forze dell’ordine di gestire le manifestazioni previste nei prossimi giorni.
Dalla parte delle autorità, il Viminale ha alzato ulteriormente l’asticella dell’attenzione: sono previsti circa 6.000 agenti impiegati durante la durata dei Giochi, con dispositivi di sicurezza rafforzati in tutte le aree sensibili della città. Le zone rosse comprenderanno punti strategici come la Fabbrica del Vapore, lo stadio Meazza e il Duomo, in concomitanza con gli arrivi di capi di Stato e ministri, tra cui il vicepresidente americano JD Vance e il segretario di Stato Mario Rubio.
Preoccupazioni per le frange antagoniste
Nonostante alcune manifestazioni pacifiche, come quella di Torino contro l’Ice, la preoccupazione principale resta legata alle frange più radicali degli antagonisti, che potrebbero tentare di infiltrarsi tra i turisti o di provocare disordini simili a quelli del 2015. Nelle ultime ore c’è stato anche chi ha evidenziato come, dopo i fatti di Torino, i gruppi antagonisti abbiano rilanciato apertamente la protesta, senza distanziarsi dagli episodi di violenza, e l’attenzione si sposti ora su Milano anche per il palcoscenico internazionale e la presenza di delegazioni estere.
I prossimi appuntamenti da monitorare
Gli eventi più critici sotto il profilo della sicurezza saranno:
- Giovedì 6 febbraio 2026: arrivo della fiaccola olimpica a Milano, con probabili contestazioni lungo il percorso.
- Giovedì sera: cena di gala con circa 50 capi di Stato e ministri, con chiusura al traffico dalle 14 alle 24 nella zona della Fabbrica del Vapore.
- Venerdì e sabato 7 febbraio 2026: isolamento delle aree attorno al Duomo e allo stadio Meazza, e manifestazioni nel quartiere di San Siro.
- Sabato 7 febbraio 2026: corteo nazionale dei centri sociali da piazza Medaglie d’Oro a Santa Giulia, considerato il momento a più alto rischio di disordini.
Secondo la presidente del CIO, Kirsty Coventry, l’obiettivo è che, dopo questi eventi, l’attenzione si concentri sulla magia dello spirito olimpico e sulle competizioni sportive.
Milano al centro della sicurezza globale
Manca meno di una settimana ai Giochi, evento globale che metterà l’Italia al centro del mondo per quasi tre settimane. La gestione della sicurezza sarà imponente e coordinata, degna della rilevanza internazionale dell’evento.
Le autorità italiane vantano esperienza nella gestione dei grandi eventi e, sebbene il precedente di Torino preoccupi, la preparazione e il dispiegamento delle forze dell’ordine puntano a evitare scenari di violenza, proteggendo sia i cittadini sia le delegazioni straniere.
In conclusione, la massima attenzione resta sul capoluogo lombardo, dove l’obiettivo delle autorità è garantire la sicurezza, prevenire disordini e permettere che l’inaugurazione delle Olimpiadi 2026 si svolga senza incidenti, celebrando la rilevanza internazionale di Milano e Cortina come palcoscenico globale dello sport.