Disagio sociale

Diritto all’abitazione: Meritocrazia Italia propone interventi mirati e inclusivi

"Non basta affermare che la casa è un diritto: occorrono interventi mirati, trasparenti e inclusivi oltre che fondati su una politica meritocratica affinché nessuno resti senza abitazione"

Diritto all’abitazione: Meritocrazia Italia propone interventi mirati e inclusivi

Raggiunge livelli critici il disagio abitativo, alla base, tra le altre cose, della crisi sociale.

Aumenta il costo della vita, degli affitti e della precarietà economica in uno alla riduzione dell’offerta di edilizia sociale. La carenza di politiche abitative strutturali negli ultimi anni ha lasciato il mercato immobiliare in mano alla speculazione e reso l’accesso alla casa sempre più difficile.

Meritocrazia Italia accoglie con favore l’attenzione riposta sul tema abitativo nel corso dell’attuale legislatura. Tuttavia ritiene indispensabile che i principi del merito, dell’equità e dell’inclusione siano guida dell’azione pubblica anche in questo settore.

La casa non è soltanto un bene economico, ma un fondamento di stabilità, dignità e libertà. Ogni cittadino, ogni famiglia, ogni individuo solo, meritano una prospettiva abitativa sostenibile. È inaccettabile che chi vive da solo resti escluso dalle politiche abitative perché non farebbe “nucleo familiare”.

Presenta dunque le seguenti proposte:

  • indice di priorità abitativa “Meritocrazia sociale”: introduzione di un sistema di punteggio per l’assegnazione delle case popolari o degli alloggi agevolati che valorizzi non solo il reddito (Isee) ma anche il merito sociale, ossia anzianità lavorativa stabile, coinvolgimento in attività di volontariato, progetti di riconversione urbana, performance di sostenibilità energetica delle abitazioni ecc. In questo modo chi contribuisce al bene comune acquisisce punteggio aggiuntivo. Il sistema può includere una “quota individuale” per persone che vivono da sole, al pari di nuclei familiari, in modo da evitare discriminazioni indirette ai singoli;
  • fondo di garanzia e mutui individuali “Micro-abitare”: definire una linea specifica per micro-abitazioni individuali (monolocali, mini-loft, soluzioni compatte) destinata a lavoratori, studenti fuori sede, giovani single, in aggiunta al tradizionale fondo di garanzia per la prima casa che il governo intende potenziare (stanziando 670 milioni fino al 2027). Il mutuo con garanzia pubblica potrà essere modulato su un orizzonte più lungo e con tassi agevolati, calibrati su capacità di rimborso reale, e non solo standard bancari;
  • edilizia sociale modulare e flessibile: alloggi modulari (moduli abitativi compatti, smontabili o ampliabili) che possano adattarsi alle dimensioni dei nuclei (1, 2, 3+ persone). I Comuni e le Regioni dovranno prevedere bandi territoriali per l’edilizia residenziale pubblica a canoni calmierati, obbligando parte dei nuovi insediamenti privati (parchi residenziali, piani urbanistici) a includere percentuali di “housing sociale modulare”;
  • voucher abitativo personale e “Bonus solitudine positiva”: il primo dovrebbe essere rivolto ai nuclei molto piccoli (anche alla persona singola) con difficoltà economica, da utilizzare per abbattere canoni di locazione o spese condominiali, con graduatorie trasparenti e criteri meritocratici; il secondo dovrebbe essere riservato ad anziani soli, persone con disabilità che vivono da sole, lavoratori in aree disagiate, onde incentivare adeguamenti abitativi (es. accessibilità, sicurezza);
  • controllo sociale e trasparenza partecipata: organizzare “tavoli abitativi civici” in ogni Comune, con rappresentanti degli assegnatari, associazioni di cittadini, tecnici e amministratori che partecipino al monitoraggio delle politiche abitative, segnalino disservizi e contribuiscano alla definizione delle priorità territoriali. Inoltre obbligo di pubblicazione online dei bandi, graduatorie, criteri, tempi di attuazione e verifica periodica pubblica (audit civico), affinché la politica abitativa non si trasformi in terreno di clientelismo e favoritismo.

Non basta affermare che la casa è un diritto: occorrono interventi mirati, trasparenti e inclusivi oltre che fondati su una politica meritocratica affinché nessuno resti senza abitazione.