Dalla Francia e da tutta Italia i violenti arrivati nel capoluogo piemontese, mentre il governo studia nuove misure su ordine pubblico e legittima difesa.
Da estero e fuori regione alla guerriglia a Torino
Anarchici, autonomi, antagonisti, gruppi organizzati e singoli militanti: sarebbero circa 1.500 i violenti responsabili della guerriglia urbana scoppiata sabato sera a Torino durante il corteo pro Askatasuna.
Molti di loro sono arrivati nel capoluogo piemontese da altre regioni italiane e anche dall’estero, in particolare dalla Francia.
Secondo gli inquirenti si tratta di soggetti esperti negli scontri di piazza con tecniche già sperimentate in Val di Susa durante le proteste contro la Tav, considerata una vera e propria palestra per i violenti.
Arrestato l’aggressore del poliziotto
È incensurato e si definiva anarchico Angelo Francesco Simionato, il 22enne arrestato perché ritenuto uno degli autori dell’aggressione al poliziotto Alessandro Calista, dimesso dall’ospedale con una prognosi di 20 giorni.
Il giovane è accusato di concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale e rapina. Con lui salgono a tre gli arrestati per le violenze di sabato, mentre sono 24 le persone denunciate a piede libero, tra cui anche alcuni cittadini stranieri.
La Procura valuta il reato di devastazione
La Procura di Torino sta esaminando l’ipotesi del reato di devastazione per gli scontri avvenuti il 31 gennaio durante la manifestazione.
I pubblici ministeri hanno ricevuto una prima informativa dalla Digos e hanno iscritto nel registro degli indagati 24 manifestanti, di età compresa tra i 19 e i 45 anni.
Le accuse vanno dalla resistenza e violenza a pubblico ufficiale al travisamento e all’inosservanza dei provvedimenti delle autorità. Per questo tipo di reato le pene possono arrivare fino a 15 anni di carcere.
Cosa è il reato di devastazione
Il reato di devastazione è un grave reato contro l’ordine pubblico previsto dal Codice Penale italiano. Si verifica quando vengono compiuti atti di distruzione estesa e diffusa tali da compromettere seriamente beni pubblici o privati e generare un forte allarme sociale.
Non si tratta di un semplice danneggiamento: la devastazione implica azioni distruttive su larga scala e con effetti collettivi rilevanti.
La norma di riferimento è l’articolo 419 del Codice Penale, che disciplina il reato di devastazione e saccheggio.
Cosa dice la legge: Articolo 419 Codice Penale
L’articolo 419 c.p. stabilisce che:
Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo precedente, commette fatti di devastazione o saccheggio è punito con la reclusione da 8 a 15 anni.
Si tratta quindi di un reato con trattamento sanzionatorio molto severo, superiore a molti reati contro il patrimonio.
Quando si configura la devastazione
Secondo l’interpretazione consolidata della giurisprudenza, la devastazione si configura quando sono presenti:
- distruzione estesa e non episodica
- danneggiamenti diffusi e sistematici
- compromissione di numerosi beni
- impatto sull’ordine pubblico
- clima di grave disordine collettivo.
Non basta rompere o danneggiare un singolo bene: serve una pluralità di azioni distruttive tali da alterare in modo significativo la sicurezza e la tranquillità pubblica.
Esempi tipici di devastazione
Nella pratica giudiziaria, il reato è stato contestato in casi come:
- rivolte con distruzione di edifici e veicoli
- devastazione di negozi e strutture pubbliche
- danneggiamenti diffusi durante disordini di piazza
- azioni violente coordinate contro infrastrutture
- atti distruttivi su larga scala durante sommosse.
Ogni caso viene valutato in concreto dal giudice in base all’ampiezza dei danni e al contesto complessivo.
Differenza tra devastazione e danneggiamento
È importante distinguere la devastazione dal più comune reato di danneggiamento (art. 635 c.p.).
Danneggiamento
- colpisce beni specifici
- ha portata limitata
- pene più basse
- non richiede un impatto collettivo.
Devastazione
- colpisce molti beni
- ha portata ampia e diffusa
- genera allarme pubblico
- pene molto elevate
- spesso legata a disordini o rivolte.
La differenza principale è la dimensione e l’effetto sociale del danno.
Devastazione e saccheggio: non sono la stessa cosa
L’articolo 419 c.p. unisce due condotte diverse:
- Devastazione
Distruzione diffusa di beni. - Saccheggio
Sottrazione violenta e generalizzata di beni, tipicamente in contesti di disordine.
Possono verificarsi insieme, ma possono anche essere contestati separatamente.
Concorso di persone e responsabilità
Il reato di devastazione è spesso contestato in presenza di azioni di gruppo.
La responsabilità può riguardare:
- chi materialmente distrugge
- chi partecipa attivamente
- chi contribuisce in modo concreto all’azione devastatrice.
Non è necessaria la distruzione diretta di ogni singolo bene: è sufficiente un contributo causale rilevante all’evento complessivo.
Perché è considerato un reato grave
Il legislatore considera la devastazione particolarmente grave perché tutela:
- ordine pubblico
- sicurezza collettiva
- patrimonio pubblico e privato
- stabilità sociale.
Per questo la pena è alta e la norma viene applicata in contesti di forte allarme sociale.