Attualità
"Contro storia e cultura"

Cosa è questa storia dell'etichetta "Il vino uccide" sulle bottiglie

Il presidente del Veneto Luca Zaia: "E’ una scelta assurda perché ogni alimento, nessuno escluso, se consumato in eccesso, può diventare nocivo"

Cosa è questa storia dell'etichetta "Il vino uccide" sulle bottiglie
Attualità 13 Gennaio 2023 ore 17:25

"Il vino uccide!", questa la scritta che potrebbe troneggiare sulle etichette delle bottiglie. Dopo l'ok dell'Europa ira del Presidente del Veneto Luca Zaia: "Scelta assurda contro storia e cultura". A fargli eco anche Coldiretti Treviso: "Vino come il fumo? Inaccettabile".

"Il vino uccide" arriva sulle bottiglie

L'Irlanda potrebbe diventare il primo paese Ue ad apporre sulle bottiglie delle bevande alcoliche alert come "il consumo di alcol provoca malattie del fegato" e "alcol e tumori mortali sono direttamente collegati". Equiparando di fatto il vino alle sigarette. Un precedente che potrebbe spronare altri Stati membri a percorrere la stessa via, soprattutto nel Nord Europa dove il pesante consumo di alcol ha delle conseguenze importanti sulla salute della popolazione.

Ad alzare preventivamente le barricate non soltanto gli imprenditori vitivinicoli nostrani, ma anche Luca Zaia che, come spiega Prima Treviso, si scaglia contro un via libera che potrebbe fare scuola:

“L’autorizzazione dell’Ue all’Irlanda a inserire la dicitura ‘il vino uccide’ sulle bottiglie è una scelta assurda, che rischia di costituire un pericolosissimo precedente soprattutto per le produzioni genuine, a denominazione, risultato di secoli di cultura enoica come le nostre. Occorre opporsi con forza al diffondersi di questa pratica, che appare fuori luogo, inutile e pericolosa. Quella del vino è una delle maggiori voci della produzione e dell’export del Veneto che, da un’azione come questa rischia di subire ingenti danni, dell’ordine di miliardi di euro. Un’ipotesi che non voglio nemmeno prendere in considerazione”.

E ancora:

“E’ una scelta assurda – conclude il Governatore del Veneto – perché ogni alimento, nessuno escluso, se consumato in eccesso, può diventare nocivo e, in pura teoria portare alla morte. E’ quindi inspiegabile perché il vino sì e qualsiasi altro alimento no. Per quanto ci riguarda è e sarà opposizione durissima”.

La dura reazione di Coldiretti

“Inizialmente sorpresi e amareggiati, ora proprio arrabbiati per degli atteggiamenti discriminatori verso un settore che per molti Paesi dell’Ue è strategico, ma non solo. Il vino per noi è storia, cultura, tradizione e socialità e non certo qualcosa che fa male”.

Così Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso dopo ill via libera dell’Unione Europea alle etichette allarmistiche sul vino.

"E’ un attacco diretto all’Italia che è il principale produttore ed esportatore mondiale con oltre 14 miliardi di fatturato, di cui più della metà all’estero. L’Ue ha concesso all’Irlanda l’autorizzazione ad adottare un'etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze terroristiche, che non tengono conto delle quantità, come "il consumo di alcol provoca malattie del fegato" e "alcol e tumori mortali sono direttamente collegati" nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati Ue, che considerano la misura una barriera al mercato interno, e l'annuncio della stessa Commissione di possibili iniziative comuni sull'etichettatura degli alcolici. Si tratta di un pericoloso precedente che rischia di aprire le porte a una normativa comunitaria che metterebbe a rischio una filiera che in Italia dal campo alla tavola garantisce 1,3 milioni di posti di lavoro ed è la principale vice dell’export agroalimentare".

E ancora:

“Come per tutte le cose è l’abuso che fa male e su questo vanno attuate politiche di aiuto e di tutela della salute. Ma comparere il vino al fumo mi sembra una cosa inaccettabile  – continua Polegato – E’, inoltre,  del tutto improprio assimilare l’eccessivo consumo di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione come la birra e il vino che in Italia è diventato l’emblema di uno stile di vita lento, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre all’assunzione sregolata di alcol. Ripeto che il giusto impegno dell’Unione per tutelare la salute dei cittadini non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate”.

Una scelta che, sempre secondo Coldiretti, rischia di alimentare paure ingiustificate nei consumatori come dimostra il fatto che quasi un italiano su quattro (23%) smetterebbe di bere vino o ne consumerebbe di meno se in etichetta trovasse scritte allarmistiche come quelle apposte sui pacchetti di sigarette, secondo un sondaggio on line sul sito www.coldiretti.it.

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