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Corpo e spiaggia: oltre la prova costume

Il corpo non chiede di essere perfetto per essere vissuto, chiede solo di essere abitato

Corpo e spiaggia: oltre la prova costume

La prima uscita in spiaggia non è mai solo una giornata al mare. Per molte persone è un momento carico di significati, aspettative e, spesso, anche di disagio. Non si tratta soltanto di indossare un costume, ma di esporsi, di mostrarsi, di lasciare che il proprio corpo, senza filtri, venga visto, o percepito come visto, dagli altri.

Corpo e spiaggia: oltre la prova costume

È proprio in questo passaggio che qualcosa si attiva: il confronto, il giudizio, uno sguardo interno che diventa più severo. Ci si osserva più del solito, ci si misura con modelli esterni, con immagini ideali, con standard spesso lontani dalla realtà e così, quel momento che dovrebbe essere leggero rischia di trasformarsi in un’esperienza carica di tensione.

Il disagio, quando emerge, non è qualcosa da evitare perche è un segnale che racconta un’abitudine a guardarsi attraverso occhi esterni, a valutarsi secondo criteri rigidi, spesso interiorizzati nel tempo. Il corpo, però, non è un progetto da correggere, è una storia, fatta di cambiamenti, esperienze, vita vissuta. Ridurre tutto a un giudizio estetico significa perdere il contatto con questa profondità.

Cambiare prospettiva non vuol dire ignorare ciò che non piace, ma ampliare lo sguardo, spostare l’attenzione dal controllo alla presenza, dal giudizio alla sensazione. Il sole sulla pelle, il rumore del mare, il corpo che si muove libero, tutto questo esiste, ma spesso resta in secondo piano. Permettersi di sentire, più che valutare, cambia l’esperienza e il confronto con gli altri assume un significato diverso.

Spesso si immagina uno sguardo giudicante, mentre la maggior parte delle persone è semplicemente immersa nel proprio momento. Il vero giudizio, nella maggior parte dei casi, è interno ed è lì che si può iniziare a lavorare.

La prima uscita in spiaggia può allora diventare non una prova da superare, ma un’esperienza da vivere, un piccolo allenamento a restare presenti, anche quando una parte di sé vorrebbe nascondersi. Il corpo non chiede di essere perfetto per essere vissuto, chiede solo di essere abitato.

Vassiliki Tziveli

Vassiliki Tziveli è giornalista e mental coach e cura una rubrica fissa su tutti i 51 settimanali del nostro gruppo editoriale (più di 400mila copie settimanali in 4 regioni italiane: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria) oltre al nostro quotidiano online nazionale.

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