Una cerimonia inaugurale da Oscar ieri sera allo stadio di San Siro per dare il via alle Olimpiadi.
Dall’8 in su nelle pagelle dei voti. Tra pelle d’oca, emozioni, flash di telefonini e macchine fotografiche.
E la sensazione, che non sarà smentita, di essere entrati nella storia.

Fino all’annuncio finale del presidente della Repubblica Sergio Mattarella:
“Dichiaro aperti i Giochi di Milano Cortina 2026”.
Che cerimonia ! Il presidente arriva in tram con…Rossi
Proprio lui che poche ore prima (molto probabilmente in video registrato precedentemente) era arrivato a San Siro su un tram guidato da…Valentino Rossi, il nostro campionissimo del motociclismo.
Un video emozionantissimo. Passeggeri insieme al nostro presidente, gente comune e alcuni bambini.
E all’arrivo il boato e l’applauso di tutto lo stadio.

Una cerimonia commuovente, tra identità e armonia, nel segno dei valori olimpici
La cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina ha scelto la via dell’emozione e dell’identità, più che quella dello spettacolo ipertecnologico.
A San Siro non è andato in scena un semplice evento sportivo, ma un racconto dell’Italia, dei suoi simboli e delle sue storie (l’omaggio alla musica, ai suoi artisti, alle sue bellezze, alle sue leggende sportive, alla moda), tra memoria e futuro.
Come detto, l’immagine che resterà quasi certamente nella memoria collettiva è appunto quella dell’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a bordo di un tram storico, guidato per l’occasione da Valentino Rossi.
Un gesto semplice e potentissimo, che ha unito due icone nazionali — la figura istituzionale più alta e il campione più amato — dentro uno dei simboli più riconoscibili di Milano.
Un modo per dire che questi Giochi partono dal cuore delle città e delle persone, non da una scenografia artificiale segnata dalla tecnologia sempre più dirompente dei nostri tempi.
E sì che, curiosità, l’arrivo di Mattarella in tram era stato goffamente “spoilerato” da uno dei vertici di Rai Sport, il vicedirettore Auro Bulbarelli.
Una gaffe voluta o non voluta che gli è “costata” la telecronaca della serata di ieri e, forse, il posto.
A sostituirlo in diretta all’ultimo momento il direttore Petrecca.
I primi Giochi “diffusi”, scommessa vinta
Non a caso, Milano Cortina sono stati presentati come i primi “Giochi diffusi” della storia, un’Olimpiade che non si concentra in un’unica città ma si allarga lungo l’arco alpino e nel tessuto urbano, dal capoluogo lombardo fino alle Dolomiti.
Un modello diverso, nelle intenzioni degli organizzatori più sostenibile (sarà davvero così?), che prova a tenere insieme territorio, sport e comunità.
E poco male che solo a metà serata inoltrata i conduttori si siano accorti che oltre che appunto da San Siro, Cortina e Predazzo, le immagini degli atleti impegnati nella loro passerella arrivavano anche da Livigno.
I Giochi andranno avanti fino al 22 febbraio e già oggi arrivano le prime medaglie.
Chi è alternato sul palco di San Siro e…la politica in tribuna
La cerimonia ha avuto anche un forte peso politico e diplomatico.
In tribuna d’onore, accanto al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, erano presenti figure di primo piano della scena internazionale.
Il segretario generale dell’Onu António Guterres, il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e rappresentanti di primo piano della politica americana come J.D. Vance e Marco Rubio.
Una presenza, di praticamente tutto l’universo della politica e diplomazia mondiale, che ha dato all’evento una dimensione globale, evidentemente ben oltre il perimetro sportivo.
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Ghali “silenziato” e (quasi) oscurato
Non sono mancate (e probabilmente ce ne saranno ancora) le polemiche.
Durante l’esibizione di Ghali, non è certo sfuggito a molti l’assenza di primi piani televisivi e un commento più che sobrio da parte dei telecronisti, interpretato da qualcuno come una forma di “silenziamento”.
Un episodio che dimostra come, anche in un contesto di festa, lo sport e la cultura restino inevitabilmente attraversati dal dibattito pubblico.
Ma resta un dubbio. I telecronisti lo avranno davvero riconosciuto? Del resto, anche molti tedofori (anche perché ben “coperti” con giacca a vento e berretti di lana) non sono stati citati.
Vale la pena in ogni caso ricordare che proprio il discusso rapper (in passato protagonista di polemiche con Salvini e altri) nei giorni scorsi aveva lamentato di non aver potuto cantare l’inno di Mameli (eseguito magistralmente da Laura Pasini, sai com’è…) e di non aver potuto parlare in arabo durante la conferenza stampa.
E sulle canzoni del suo ultimo album dove auspica che tutti i maranza siano in libertà, sorvoliamo…
I campioni dell’Italia, avevamo solo qualcosa nell’occhio
“Non sto piangendo, mi è solo entrato qualcosa nell’occhio”.
Deve averlo ripetuto ieri sera più di qualcuno tra chi ha visto la cerimonia di inaugurazione dei Giochi.
Davanti ai suoi campioni l’Italia intera si è commossa. Rossi e Bonomi. Gustavo Thoeni. Le campionesse della pallavolo. Manuela di Centa e che dire dei due grandi capitani di Milan e Inter, Franco Baresi e Beppe Bergomi.
Il momento più intenso della serata è arrivato con l’ultima staffetta della torcia olimpica.
A portarla sono stati tre simboli dello sci italiano: Alberto Tomba, Deborah Compagnoni e Sofia Goggia.
Epoche diverse, storie che hanno raccontato la continuità di un Paese capace di emozionarsi ancora davanti ai suoi campioni.
Qualche nota stonata, un dettaglio. Sì, no, forse
E se il discorso del presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò (ex presidente Coni) è stato magistrale nei contenuti, più di qualcuno ne ha obiettato l’uso della lingua inglese invece che in italiano.
Così come in molti hanno storto il naso di fronte alla lingua francese come “prima lingua” nei vari annunci degli speaker dello stadio.
Altri hanno fatto notare che, essendo Olimpiadi invernali, forse spazio maggiore andava dato ai nostri campioni ed ex campioni dello sci o di altre discipline legate alle neve.
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