Mandare i figli ai centri estivi pesa sempre di più sul bilancio delle famiglie lombarde.
Secondo le prime rilevazioni dell’associazione dei consumatori CODICI Lombardia, nell’ultimo anno il costo medio dei campus estivi sportivi, ricreativi e delle strutture private è aumentato di circa il 20%.
Un rincaro che, secondo l’associazione, si accompagna a un’altra criticità: la forte eterogeneità delle offerte tra i diversi territori, sia per quanto riguarda i prezzi sia per le modalità di accesso ai servizi e le agevolazioni previste.
Centri estivi e rincari eccessivi, l’indagine di Codici
Per fare chiarezza sulla situazione, CODICI Lombardia ha annunciato l’avvio di un monitoraggio regionale che raccoglierà dati sui costi praticati nelle diverse province e valuterà il livello di trasparenza delle informazioni messe a disposizione delle famiglie.
L’iniziativa è così spiegata dal segretario regionale di CODICI Lombardia, Davide Zanon:

“Le prime segnalazioni che stiamo raccogliendo evidenziano un quadro molto eterogeneo. Non c’è un problema di costi, ma anche di chiarezza. Famiglie residenti in Comuni vicini possono sostenere spese molto diverse per servizi analoghi, con agevolazioni ISEE, criteri di accesso e prestazioni incluse che cambiano sensibilmente da un territorio all’altro. A questo si aggiunge un incremento generalizzato dei prezzi che, in media, raggiunge il 20% rispetto allo scorso anno”.
La corsa ai rincari, guida Milano
Il fenomeno assume particolare rilievo a Milano, che secondo le più recenti analisi nazionali si conferma tra le città italiane con i costi più elevati per la frequenza di un centro estivo privato a tempo pieno.
Nell’arco dell’intera stagione estiva, la spesa può superare i mille euro per ciascun figlio.
Il monitoraggio promosso dall’associazione prenderà in esame diversi aspetti: il costo settimanale dei centri estivi, gli orari effettivi del servizio, le attività comprese nella quota di iscrizione e gli eventuali costi aggiuntivi, le agevolazioni economiche legate all’ISEE e le differenze tra strutture comunali, convenzionate, parrocchiali e private.
L’invito dell’associazione, la collaborazione con le famiglie
L’associazione invita cittadini, Amministrazioni comunali e gestori dei centri estivi a collaborare fornendo informazioni sulle realtà presenti nei rispettivi territori, con l’obiettivo di costruire un quadro il più possibile rappresentativo della situazione lombarda.
Zanon spiega l’obiettivo del monitoraggio:
“L’obiettivo non è stilare classifiche ma capire quanto costa realmente un servizio essenziale per la conciliazione tra lavoro e famiglia e verificare se esistano differenze territoriali che meritino un approfondimento. Una maggiore trasparenza può aiutare le famiglie a compiere scelte più consapevoli e fornire alle istituzioni elementi utili per valutare eventuali interventi”.
I risultati dell’indagine confluiranno in un report pubblico che metterà a confronto l’andamento dei costi nelle diverse province lombarde, evidenziando criticità e possibili buone pratiche.