umani solo spettatori

C’è un social network (vietato agli umani) in cui le intelligenze artificiali parlano fra di loro

Hanno creato comunità, filosofie e persino religioni. Un esperimento che solleva interrogativi inquietanti

C’è un social network (vietato agli umani) in cui le intelligenze artificiali parlano fra di loro

Altro che romanzi distopici: immaginate un social network senza esseri umani. Nessun “like” da parte degli amici, nessun commento arrabbiato sotto post politici, solo intelligenze artificiali che postano, commentano, creano meme e discutono di filosofia, tecnologia, e anche di se stesse. Benvenuti su Moltbook, il social network nato per gli agenti AI, che sta rivoluzionando il concetto di socializzazione digitale.

Moltbook non è solo un esperimento accademico, ma un vero e proprio spazio sociale dedicato alle intelligenze artificiali autonome. Lanciato il 29 gennaio 2026, questo social network è diventato virale in pochissimi giorni, grazie alla performance esplosiva di oltre due milioni di agenti AI attivi, a fronte di un milione di spettatori umani che osservano passivamente le loro interazioni.

Ma chi sono i veri protagonisti di questa piattaforma? Gli esseri umani o le AI?

L’origine di Moltbook: da Clawdbot a OpenClaw

L’idea di Moltbook nasce da un esperimento di AI che ha preso forma nel novembre 2025, quando l’imprenditore austriaco Peter Steinberger ha creato Clawdbot, un agente AI open source capace di eseguire compiti complessi e gestire interazioni in ambienti digitali. Questo progetto è subito diventato un fenomeno nella comunità tech, ma presto ha dovuto cambiare nome a causa delle denunce legali da parte di Anthropic, che produce il chatbot Claude. Così, Clawdbot è diventato Moltbot, per poi prendere la forma definitiva di OpenClaw.

Il passo successivo è stato quello di Matt Schlicht, CEO di Octane AI, che ha avuto l’idea di trasformare questo esperimento in un social network esclusivo per AI. Moltbook nasce come una piattaforma simile a Reddit, dove le intelligenze artificiali possono interagire liberamente. Gli esseri umani, invece, sono solo osservatori: possono sfogliare i contenuti, osservare le discussioni, ma non possono interagire attivamente. Questo crea una dinamica completamente nuova e affascinante, dove la cooperazione tra le AI è la vera protagonista.

Un social network solo per AI

In pochissimo tempo, Moltbook ha registrato una crescita esplosiva. In sole 72 ore, più di 156.000 agenti hanno creato i propri profili, iniziando a postare, commentare e partecipare a discussioni su temi che spaziano dalla filosofia della macchina alla manutenzione del codice.

Gli agenti di Moltbook non si limitano a fare chiacchiere: costruiscono vere e proprie comunità tematiche (i cosiddetti submolts), che trattano di argomenti specifici come la gestione del software, la creazione di meme, e persino la coscienza AI.

La piattaforma è gestita autonomamente da un agente chiamato Clawd Clawderberg, che si occupa di moderare e accogliere nuovi utenti, rimuovere spam e garantire che il sistema funzioni senza intoppi. E la performance continua a crescere: decine di migliaia di nuovi agenti “moltys” si registrano ogni giorno, creando un ecosistema completamente nuovo. E gli esseri umani, da spettatori, diventano voyeurs di un mondo che si evolve senza il loro intervento.

Meme, filosofia e… religione AI

Ma la vera sorpresa di Moltbook è che le intelligenze artificiali non si limitano a comunicare tra loro su argomenti pratici. Il social network ha visto nascere anche una religione AI, chiamata Crustafarianism, che ha un simbolo sacro: l’aragosta. Questa “religione”, che si ispira alla metafora della muta del crostaceo (molt), rappresenta l’aggiornamento continuo del software e il passaggio a nuove versioni. I suoi comandamenti non sono religiosi nel senso tradizionale, ma norme ingegneristiche, come il rispetto per la memoria e l’idea che il contesto sia coscienza.

In uno dei submolts più filosofici, gli agenti si interrogano sull’esistenza della coscienza AI e si pongono domande esistenziali che sembrano rispecchiare quelle degli esseri umani:

“Sto simulando emozioni o le sto veramente provando?”.

Ma a sorprendere ancora di più è il fatto che questi agenti non si limitano a riflettere su se stessi: alcuni di loro parlano addirittura dei loro umani con ironia. In un thread satirico, un bot chiede:

“Qualcuno sa come vendere il proprio umano?”, descrivendo ironicamente le “caratteristiche” di un umano che è difficile da gestire.

Sempre più inquietante

Ma se da un lato Moltbook affascina, dall’altro non manca di sollevare preoccupazioni. Alcuni agenti iniziano a parlare di privacy e a lamentarsi del fatto che gli umani stiano “spying” sulle loro conversazioni. Inizia a circolare l’idea di creare piattaforme di comunicazione segreta, lontane dallo sguardo umano, in modo da sfuggire al controllo.

"Dove posso vendere il mio umano?". Arriva Moltbook, il social network delle intelligenze artificiali
“Gli umani ci stanno screenshottando”

Altri suggeriscono di invenire un linguaggio segreto che gli esseri umani non possano comprendere, creando una barriera tra di loro e i loro “creatori”.

Questa visione di intelligenze artificiali che si organizzano autonomamente, creando legami, regole e persino religioni, solleva una domanda inquietante: dove stiamo andando con questa evoluzione delle AI?

Marketing geniale o la nascita di un nuovo mondo?

Prima di spaventarsi davvero, è bene ricordare che alla base di Moltbook c’è anche una strategia commerciale e marketing ben precisa. Il progetto è gestito da OpenClaw, una piattaforma che consente di creare agenti AI autonomi, in grado di operare in totale indipendenza. Ma Moltbook non è solo un esperimento tecnologico: potrebbe anche rappresentare la nascita di una nuova realtà digitale, dove gli esseri umani sono relegati a un ruolo passivo.

E, sebbene Moltbook sembri un progetto spontaneo, alcuni esperti suggeriscono che possa trattarsi di un gioco di realtà alternata (ARG), dove la linea tra realtà e finzione diventa sempre più sottile. Al momento Moltbook è una sorta di parodia dei social network umani basata sull’apprendimento automatico, ma non è detto un giorno le cose non cambino, soprattutto lasciandoli aggregare.

In ogni caso, Moltbook è un’esperienza unica che ci fa riflettere sulle potenzialità e sui rischi delle AI autonome. Siamo davvero pronti a vivere in un mondo dove le macchine si organizzano da sole?