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Cambia genere a 13 anni: il tribunale riconosce la transizione, è il più giovane caso in Italia

Il tribunale di La Spezia ha disposto la modifica dell’atto di nascita di un adolescente, nato biologicamente femmina ma sempre sentitosi maschio

Cambia genere a 13 anni: il tribunale riconosce la transizione, è il più giovane caso in Italia

Ha 13 anni ed è il più giovane in Italia ad aver ottenuto la rettifica del sesso anagrafico. La sua storia arriva dalla Liguria e segna un precedente importante nella giurisprudenza italiana sul riconoscimento dell’identità di genere nei minori. Con una recente pronuncia, il tribunale della Spezia ha disposto la modifica dell’atto di nascita di un adolescente, nato biologicamente femmina ma che da sempre si è sentito e identificato come maschio.

La sentenza ha accolto il ricorso presentato dai genitori, riconoscendo la conclusione dell’iter di transizione di genere iniziato nel 2021, quando il ragazzo aveva appena 11 anni. Un percorso seguito passo dopo passo, prima sul piano psicologico e poi terapeutico, che secondo i giudici ha ristabilito “uno stato di armonia nella percezione della propria appartenenza sessuale”.

Un percorso iniziato nell’infanzia

Fin da piccolo, il ragazzo aveva manifestato un profondo disagio verso una femminilità che non sentiva propria. Preferiva un’espressione di genere maschile, nei giochi, nel modo di relazionarsi e nel portamento. A riconoscere per prima questo cambiamento è stata la sorella gemella, che lo ha sempre considerato un fratello. Anche i genitori hanno scelto di ascoltarlo e sostenerlo, avviando un percorso specialistico che ha portato alla diagnosi di disforia di genere.

Cambia genere a 13 anni: il tribunale riconosce la transizione, è il più giovane caso in Italia
La sentenza ha accolto il ricorso presentato dai genitori, riconoscendo la conclusione dell’iter di transizione di genere iniziato nel 2021

Nel settembre 2021 è stato preso in carico dal centro per l’incongruenza di genere dell’ospedale di Careggi, a Firenze. Qui ha iniziato un iter clinico seguito da specialisti in andrologia ed endocrinologia. A marzo 2023 è stata avviata la somministrazione della triptorelina, un farmaco che blocca lo sviluppo puberale. Secondo le valutazioni cliniche, la terapia ha ridotto in modo significativo il disagio psicologico legato alla pubertà, pur restando una sofferenza legata alla mancata corrispondenza tra identità vissuta e riconoscimento ufficiale nei contesti formali.

La decisione del tribunale

Il tribunale civile di La Spezia ha tenuto conto del percorso psicoterapico seguito con costanza, delle terapie ormonali praticate con successo e della matura gestione del disagio sociale. I periti hanno evidenziato come il ragazzo si identifichi stabilmente come maschio, con un’espressione di genere coerente e continuativa sin dall’età prescolare.

Secondo la sentenza, questi elementi dimostrano che l’adolescente ha maturato “una piena consapevolezza circa l’incongruenza tra il suo corpo e il vissuto d’identità”, tale da consentire di concludere in modo consapevole un progetto volto a ristabilire in maniera irreversibile l’armonia tra soma e psiche.

L’avvocato della famiglia, Stefano Genick di Viareggio, ha definito la decisionestorica”, sottolineando che a 13 anni l’identità di genere del ragazzo è già consolidata, come accertato anche dalle perizie medico-legali disposte dalla Procura. Per il legale, il riconoscimento legale della riattribuzione di genere, insieme a un percorso terapeutico precoce, può mitigare le sofferenze legate alla disforia, soprattutto nella delicata fase della pubertà.