livello 3 di allerta sanitaria

Caldo, 16 città da bollino rosso: l’estate italiana non è più quella dell’anticiclone delle Azzorre

L’ondata di questi giorni riporta al centro il cambiamento della circolazione atmosferica nel Mediterraneo

Caldo, 16 città da bollino rosso: l’estate italiana non è più quella dell’anticiclone delle Azzorre

L’Italia resta nella morsa del grande caldo. Oggi, mercoledì 24 giugno 2026, sono 16 le città da bollino rosso secondo il sistema di allerta per le ondate di calore. Il livello più alto riguarda Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo.

Il bollino rosso non indica soltanto una giornata molto calda. È il livello 3 dell’allerta sanitaria: segnala condizioni di emergenza con possibili effetti negativi non solo per anziani, bambini piccoli e persone fragili, ma anche per soggetti sani e attivi.

Gran caldo: la morsa non si allenta (a parte giovedì)
Caldo estremo

Perché il caldo che sta interessando l’Italia non è più l’estate stabile e relativamente mite che per decenni è stata associata all’anticiclone delle Azzorre. È un caldo diverso: più intenso, più umido, più persistente, spesso legato alla risalita dell’anticiclone africano sul Mediterraneo.

Dall’Azzorre all’Africa: il cambio di scenario

Per anni l’anticiclone delle Azzorre è stato il simbolo dell’estate italiana. Arrivava dall’Atlantico, portava stabilità, proteggeva il Mediterraneo dalle perturbazioni più fredde e, allo stesso tempo, teneva a distanza le masse d’aria più roventi del Nord Africa.

Oggi quello schema appare sempre meno dominante. L’alta pressione africana entra più spesso sul Mediterraneo e porta con sé aria molto più calda, nata su aree continentali e desertiche. Quando attraversa un mare già surriscaldato, questa massa d’aria può caricarsi anche di umidità, trasformando il caldo in afa e rendendo più difficile il raffreddamento notturno delle città.

È questo uno degli elementi che rende le ondate di calore più pericolose: non solo le massime elevate durante il giorno, ma anche le notti in cui il corpo non riesce a recuperare.

La lettura di Pasini

Il fisico del clima Antonello Pasini, ricercatore del Cnr, lo ha spiegato più volte: le estati italiane erano dominate fino a qualche decennio fa dall’anticiclone delle Azzorre, mentre oggi la crisi climatica ha modificato la circolazione atmosferica e gli anticicloni africani sono diventati molto più frequenti.

La differenza non è solo di temperatura. Secondo Pasini, gli anticicloni africani sono più caldi e anche meno stabili. Quando si ritirano, possono lasciare spazio all’ingresso di correnti più fresche, creando contrasti violenti con l’aria calda e umida accumulata nei giorni precedenti. È uno dei motivi per cui estati torride e temporali estremi possono appartenere allo stesso nuovo clima.

Dentro questo quadro si inserisce anche una ricerca recente firmata da Umberto Triacca e Antonello Pasini, pubblicata sulla rivista scientifica Climate. Lo studio non riguarda direttamente l’anticiclone africano, ma offre una cornice importante: secondo l’analisi, dal 2013-2014 il tasso di aumento della temperatura globale avrebbe subito un’accelerazione significativa.

I ricercatori hanno applicato una metodologia statistica per individuare eventuali punti di rottura nelle serie storiche della temperatura globale. Il risultato indica un cambio di passo: da un aumento di circa 0,16-0,18 gradi per decennio a un ritmo stimato tra 0,34 e 0,42 gradi per decennio.

È un dato che non significa che ogni estate sarà automaticamente più calda della precedente, né che ogni ondata sia spiegabile solo con il riscaldamento globale. Ma aiuta a leggere la tendenza di fondo: un pianeta che si scalda più rapidamente rende più probabili, più intense o più lunghe le condizioni favorevoli agli eventi estremi.

La nuova normalità da capire

Il caldo estivo è sempre esistito. La differenza sta nella frequenza, nell’intensità, nella durata e nella qualità delle masse d’aria che raggiungono il Mediterraneo. Il vecchio anticiclone delle Azzorre apparteneva a un’estate più prevedibile. L’anticiclone africano, sempre più presente, appartiene a un’estate più estrema: giorni roventi, notti tropicali, afa persistente e possibili rotture temporalesche violente.