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Repetita iuvant

Burioni sul vaccino anti Covid: "Più probabile essere uccisi da un fulmine"

Il noto virologo e professore ricorre di nuovo alla statistica per invitare la platea di indecisi (soprattutto over 50) a sottoporsi a inoculazione.

Burioni sul vaccino anti Covid: "Più probabile essere uccisi da un fulmine"
Attualità 06 Ottobre 2021 ore 15:11

L'aveva già detto in passato, ma... repetita iuvant: è molto più pericoloso mettersi al volante, oppure incappare in punture di insetti, che andare incontro a esiti funesti dettati dal vaccino anti Covid. Questo, in sintesi, il concetto con cui il virologo e immunologo Roberto Burioni torna a incentivare i cittadini ancora dubbiosi e li invita a sottoporsi all'inoculazione senza paura.

Burioni: "Più pericoloso mettersi al volante che vaccinarsi"

A preoccupare il professore sono gli oltre 3 milioni di ultracinquantenni che mancano ancora all’appello:

“Il fanatismo è sempre negativo, la paura è un sentimento utile a preservarci la vita, quando ragionevole. Non essendo possibile viaggiare nel futuro, qualunque effetto a lungo termine si conosce con certezza solo a lungo termine. Ci sono poi gli effetti collaterali a breve termine, che questo vaccino ha così come tutti i farmaci esistenti sulla terra ma fortunatamente i vaccini utilizzati contro Covid in Italia (quelli a mRna) sono estremamente sicuri. Sono stati somministrati in miliardi di dosi: niente morti improvvise, niente effetti sulla fertilità o sul Dna”.

E ancora:

“Nel mondo, in quasi un anno, abbiamo al momento notizia certa di una sola morte dovuta ai vaccini a mRna; in Italia, in un anno, muoiono in media 25 persone per allergie a farmaci, per lo più antibiotici (di cui non solo non abbiamo paura, ma facciamo abuso), altrettante per punture di insetti e 10 colpite da un fulmine. Capite quindi che il rischio che consegue alla vaccinazione contro Covid è praticamente rischio irrilevante se paragonato a quelli che corriamo quotidianamente. Per questo vaccinatevi in tutta tranquillità, eviterete un rischio ben più grave e concreto: quello di ammalarvi di Covid. Ricordando che il rischio maggiore lo correrete non per la vaccinazione, ma durante il tragitto che va da casa vostra al centro vaccinale. Quindi guidate con prudenza”.

Cosa dice la statistica: la classifica (delle sfighe)

Non è la prima volta che gli scienziati si affidano alla statistica per dare la misura di quanto siano davvero poco concreti i rischi, soprattutto in relazione ad altre attività quotidiane che, al contrario, possono rivelarsi ben più insidiose. Per dare la misura: è molto più probabile morire annegati nella vasca da bagno o cadendo dal letto che in seguito all'inoculazione. Lo studio del British Medical Journal inchioda la statistica.

Ecco qualche esempio di eventi mortali (rarissimi) che potrebbero comunque verificarsi più facilmente rispetto a una reazione nefasta del vaccini:

  1. cadendo dalle scale (1 su 2 milioni si casi)
  2. investiti da un treno (1 su 1 milione)
  3. cadendo dal letto (1 su 750 mila casi)
  4. annegando nella vasca da bagno (1 su 685 mila casi)
  5. colpiti da un fulmine (1 su 3mila casi).

Un altro esempio pratico? Con quanta tranquillità vi prendete un'aspirina o la somministrate ai vostri familiari in caso di necessità? Ecco: sappiate che anche un'aspirina vi fa correre più rischi del vaccino anti Covid, a chiarirlo è Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs.

Burioni spiega perché rifiutare il vaccino danneggia tutta la comunità

"Vaccinarsi non è un atto di protezione individuale, come mettersi il casco quando si va in moto o come la cintura in auto. Vaccinarsi è un gesto di responsabilità civile che rende la nostra comunità più sicura. Chi pretende di non vaccinarsi 'in nome della libertà' rende la nostra comunità più vulnerabile e fa del male ai più deboli e ai più sfortunati: questa non è libertà".

Una lezione, andata in onda durante la trasmissione "Che tempo che fa" di domenica 29 novembre 2020, che spiega bene l'atteggiamento egoistico dei No vax (QUI L'ARTICOLO COMPLETO).