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pressing dei governatori

Bollettino Covid ora "indigesto" e "fuorviante": le regioni lo chiedono settimanale (e senza asintomatici)

A fronte di una variante (Omicron) più contagiosa ma meno ospedalizzante, si chiede di modificare il report giornaliero. La Lombardia pronta a partire con la nuova versione.

Bollettino Covid ora "indigesto" e "fuorviante": le regioni lo chiedono settimanale (e senza asintomatici)
Attualità 13 Gennaio 2022 ore 10:12

Dopo due anni di pandemia è scontro sul bollettino Covid. Sì, quell'insieme di dati e numeri che tutti i pomeriggi verso le 17 spiega la situazione Coronavirus in Italia sembra diventato "indigesto" e "fuorviante", almeno per i governatori. E le Regioni chiedono di modificarlo nei tempi - cioè mandandolo soltanto una volta alla settimana - e nelle modalità.

Scontro Governo-Regioni sul bollettino Covid

Già, perché le Regioni ora chiedono di inviare soltanto a cadenza settimanale i dati sui contagi, ma soprattutto sostengono che a fronte di una variante (Omicron) che provoca molti più contagi ma ospedalizza meno, la fotografia che esce dal bollettino è distorta e crea allarmismo nella popolazione. Il Comitato tecnico scientifico discuterà sulla questione oggi, giovedì 13 gennaio 2022, e poi darà una risposta ai governatori.

I presidenti di Regione chiedono inoltre di snellire le norme per gli asintomatici. Emblematiche in questo senso le parole del governatore ligure Giovanni Toti:

"Stop al tamponificio, si facciano i test solo a chi sta male"

Ospedalizzati: la Lombardia arriva prima

Altra questione sul tavolo è il numero di ospedalizzati. La richiesta è di distinguere all'interno dei ricoverati Covid positivi, quelli che afferiscono direttamente a una patologia 'Covid-dipendente' (polmoniti e gravi insufficienze respiratorie) e quelli che invece si riferiscono a pazienti ospedalizzati per altre patologie e poi riscontrati positivi al tampone pre-ricovero.

Un po' la storia del "con il Covid o per il Covid" che da oramai due anni alimenta il dibattito, per capirci.

Su questo la Lombardia arriva prima degli altri, e da venerdì 14 gennaio riuscirà nel suo report a distinguere. Lo ha riferito la Direzione Welfare del Pirellone in una nota:

"Questo è finalizzato a dare una rappresentazione più realistica e oggettiva della pressione sugli ospedali causata dal Covid. Per ora, non avendo ancora ricevuto nuove indicazioni in tal senso dal Ministero come da nostra richiesta, il flusso traferito sarà ancora 'unico', privo quindi della distinzione sopra specificata".

Il Piemonte, invece, modifica le regole sulla comunicazione delle quarantene, snellendo il percorso. A partire da lunedì 17 gennaio sarà infatti un sms ricevuto direttamente sul cellulare a certificare l'inizio e la fine dell'isolamento.

 

 Rompere il termometro non fa passare la febbre"

Non tutti però sono d'accordo con le Regioni. Walter Ricciardi, consulente del Ministro Roberto Speranza, ha commentato così  su Twitter l'ipotesi di uno stop al bollettino quotidiano Covid:

"Rompere termometro non guarisce la febbre, non leggere le analisi cliniche non riduce il rischio, spegnere i fari non evita gli incidenti, non leggere il tachimetro non evita le multe, solo testando e tracciando i contagi si misura la pandemia e se ne esce, il resto sono chiacchiere".

E l'impressione è proprio che il Governo non interromperà l'analisi e l'aggiornamento quotidiano della situazione.

 

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