Tutela ambientale

Biodiversità come motore di sviluppo: il National Biodiversity Future Center presenta i risultati a Roma

One Health e innovazione digitale al centro del piano strategico per la salvaguardia degli ecosistemi italiani e internazionali

Biodiversità come motore di sviluppo: il National Biodiversity Future Center presenta i risultati a Roma

A tre anni dalla sua fondazione, il National Biodiversity Future Center (NBFC) illustra il percorso compiuto e le strategie future per la tutela della natura. L’appuntamento è fissato per mercoledì 8 aprile 2026, a partire dalle ore 9:30, presso la sede del CNR a Roma. L’evento, intitolato “One Health, One Future”, rappresenta un momento di confronto pubblico per analizzare gli impatti generati dal primo centro di ricerca italiano dedicato alla biodiversità, finanziato tramite il PNRR-Next Generation EU.

I lavori prevedono i contributi del presidente del CNR Andrea Lenzi e della rappresentante dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli. Il vertice del Centro, composto dal presidente Luigi Fiorentino e dal direttore generale Riccardo Coratella, descriverà l’evoluzione dell’ente. L’obiettivo è trasformare NBFC in una infrastruttura permanente capace di stabilizzare le reti di ricerca e produrre ricadute concrete sui territori attraverso l’innovazione.

Una rete scientifica tra investimenti PNRR e nuove assunzioni

L’iniziativa si colloca in un quadro di investimenti strategici che vedono la perdita di varietà biologica come una sfida globale prioritaria. Con un finanziamento di 328 milioni di euro, il Centro ha strutturato una rete che aggrega 50 partner, suddivisi tra 35 atenei, 7 enti pubblici di ricerca e 8 realtà private. Sotto il profilo occupazionale, sono stati contrattualizzati 1.154 specialisti a tempo determinato, di cui 651 giovani esperte e 503 esperti.

“La sfida ora è consolidare questo percorso, rendendo strutturali le competenze e le infrastrutture create”, ha dichiarato Andrea Lenzi. Secondo il presidente, l’approccio integrato tra scienza e politiche pubbliche è fondamentale per rafforzare la posizione dell’Italia nella tutela degli ecosistemi. Luigi Fiorentino ha aggiunto che “NBFC non è un progetto a termine”, ma deve evolversi per non disperdere il capitale umano e la conoscenza accumulata in questo triennio.

Approccio One Health e soluzioni per il benessere sociale

Il Centro adotta ufficialmente il modello One Health, che riconosce l’interconnessione profonda tra salute ambientale e umana. Durante la giornata, il saggista Vittorio Lingiardi approfondirà la visione integrata del benessere, mentre il direttore innovazione Alberto Di Minin analizzerà come la ricerca possa generare valore economico e sociale. Parteciperanno al dibattito anche figure accademiche come Hellas Cena e Francesco Frati, focalizzandosi sulle soluzioni concrete per la qualità della vita.

La strategia di NBFC mira a trasformare la biodiversità in un volano per la crescita sostenibile delle imprese. Attraverso il coinvolgimento di innovatori e profili imprenditoriali, il Centro funge da hub per lo sviluppo di nuovi modelli economici che rispettino i limiti del pianeta, promuovendo la resilienza dei territori di fronte ai cambiamenti climatici.

Ricerca digitale e piattaforme per la Citizen Science

Tra i risultati tecnologici più rilevanti figura il Biodiversity Gateway, una piattaforma che centralizza i dati scientifici rendendoli accessibili a esperti e cittadinanza. Questo ecosistema digitale include il Geoportale del Mare, il Catalogo delle Molecole Bioattive e il Catalogo delle Nature-Based Solutions. Questi strumenti facilitano il monitoraggio ambientale e lo sviluppo di interventi basati sulla natura per mitigare i rischi climatici.

L’impegno nella divulgazione scientifica si manifesta anche attraverso la digitalizzazione degli erbari nazionali e il finanziamento di 80 progetti in aree protette terrestri e marittime. L’obiettivo è rendere la biodiversità un tema partecipativo, coinvolgendo le scuole e il pubblico in attività di scienza collettiva. L’accesso ai dati permette infatti di trasformare la conoscenza teorica in azioni pratiche di monitoraggio sul territorio.

Alta formazione e nuove professioni verdi

La qualificazione del capitale umano rappresenta un pilastro dell’azione di NBFC, che ha promosso il primo dottorato nazionale sulla biodiversità. È inoltre in fase di progettazione un percorso di ricerca applicata internazionale per 100 giovani studiosi provenienti da vari Paesi. L’offerta formativa include master e scuole stagionali focalizzati sulla sostenibilità e sui green jobs, necessari in un mercato dove oltre la metà del PIL globale dipende dai servizi ecosistemici.

L’internazionalizzazione è garantita da accordi con istituzioni d’eccellenza come l’Accademia delle Scienze della Cina, l’IMT di Boston e centri di ricerca canadesi. Tali collaborazioni puntano ad armonizzare le metodologie scientifiche e a condividere esperienze su scala globale. La chiusura dell’evento romano sarà affidata alle testimonianze delle giovani ricercatrici, che costituiscono il 55% della forza lavoro under 30 del Centro, a conferma della centralità delle nuove generazioni nel futuro della ricerca scientifica italiana.