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La bidella pendolare da Napoli a Milano, dopo l'odio social si barrica in casa (ma gli studenti la difendono)

Ancora tanti i punti da chiarire sulla vicenda di Giuseppina Giugliano. Alcuni alunni del Boccioni però la sostengono: "Giù le mani dalla nostra bidella!"

La bidella pendolare da Napoli a Milano, dopo l'odio social si barrica in casa (ma gli studenti la difendono)
Attualità 20 Gennaio 2023 ore 10:49

Da qualche giorno non si parla altro che di lei. Giuseppina Giugliano (e non Giuliano come era stato erroneamente scritto in precedenza sulla stampa nazionale), 29enne campana, è ora conosciuta come la bidella pendolare che ogni giorno si fa 800 km da Napoli a Milano col Frecciarossa per andare a lavoro. "Mi costa meno di una casa in affitto" ha dichiarato l'operatrice scolastica del liceo artistico Boccioni per spiegare le ragioni di una scelta simile. La sua incredibile vicenda, resa nota da Il Giorno, è diventata virale in pochissimo tempo, scatenando ovviamente gli utenti della Rete, i quali si sono divisi tra chi empatizza con lei e chi, invece, non vuole proprio crederle, facendo leva sull'assurdità della sua storia.

Il profilo Instagram di Giuseppina Giugliano

E' stata proprio quest'ondata di odio social a metterla quindi alle strette. "Non me la sento di uscire di casa" ha fatto sapere Giuseppina sempre a Il Giorno. Se però da una parte c'è chi la bistratta, dall'altro c'è chi la difende: sono proprio studenti e insegnanti del liceo Boccioni, intervistati al di fuori dell'istituto scolastico, a dare valore al suo caso, sul quale comunque aleggiano ancora diversi dubbi.

Bidella pendolare da Napoli a Milano: si scatena l'odio sui social

"Non me la sento di uscire di casa".

Non ha voluto esprimersi più di tanto Giuseppina Giugliano dopo che la sua incredibile storia è diventata virale in tutta la Penisola grazie alla stampa online e al dibattito creatosi sul Web. Le sue ultime parole, rilasciate a Il Giorno, fanno leva proprio su questo punto:

"Mi sento sotto assedio, ma ho solo raccontato la mia storia".

Basta infatti fare un rapido giro sui social media per rendersi conto di come gli utenti della Rete pensino si tratti di una bufala bella e buona, con tanti punti oscuri e difficili da credere. Ma a chi le contesta il fatto di pagare veramente poco per fare ogni giorno Napoli-Milano col Frecciarossa (perché le costa meno di un affitto nel capoluogo lombardo, i cui prezzi oggi sono schizzati alle stelle), tratta che sia giornalmente, sia come abbonamento mensile ha comunque costi elevati, la 29enne campana ha risposto così:

"Incrocio promozioni, coupon e offerte. I carnet mi costano tra i 384 e i 450 euro al mese, poi ci sono i punti Italo Più, i ticket gratuiti, la Carta Giovani under 30".

Qui di seguito, in generale, vi mostriamo il polso della situazione su Twitter con alcuni dei commenti degli utenti:

"Bidello genovese viene assunto a Porto Torres e ogni giorno affronta il mare in pedalò per recarsi al lavoro. 'Il traghetto è troppo caro'. Dichiara".

"La bidella pendolare durante la ricreazione va a trovare i parenti in Germania".

"Pare che la bidella pendolare di Napoli si sia trasferita da Milano ad Hong Kong, passando per Londra, da Roma fino a Bangkok".

Mentre sui social si moltiplicano pareri e opinioni sulla storia della bidella pendolare, in questi ultimi giorni anche il liceo artistico Boccioni di Milano, situato in piazza Arduino, a due passi da City Life, è stato letteralmente preso d'assalto da giornalisti, microfoni e telecamere. Tutti vogliono vederci chiaro, avere una dichiarazione di Giuseppina, della preside, del personale scolastico o degli studenti per verificare la credibilità dei fatti.

Gli studenti difendono la bidella campana

Se la Rete fatica a credere alla veridicità della storia di Giuseppina, di diversa opinione sono gli studenti del Boccioni.

"Giù le mani dalla nostra bidella. Lei a scuola c'è eccome - racconta una studentessa della quinta I a Il Giorno - È la più dolce, sempre sorridente. Ha provato a offrirmi un cappuccino, non sapevo dei suoi viaggi per venire a scuola da Napoli".

Parole a cui fanno eco anche quelle di una ragazza di terza E:

"È proprio una tosta. Assenze? Qualcuna può essere capitata, ma non più di altri. E non sapevamo che vita facesse per venire qui. Sappiamo che è un mestiere poco retribuito, fa tanti sacrifici e a Milano servono 13 anni di stipendio per prendersi una casa... Ma lei resiste. Credo che la scuola dovrebbe aiutarla a trovare una soluzione. Noi la vogliamo qui e la aspettiamo".

Ma oltre ai pareri di chi appoggia l'operatrice scolastica, ci sono anche dichiarazioni agli antipodi intercettate da Fanpage:

"L'anno scorso la vedevamo frequentemente, invece quest'anno poco… molto simpatica".

"Me la ricordo - afferma un'insegnante - Però quest'anno non la vediamo così spesso come l'anno scorso, per adesso non l'ho mai vista".

"Non la vediamo più da circa un annetto".

A chi invece fa leva sulle assenze da scuola da parte della bidella pendolare, invece, Giuseppina ha infine ribattuto:

"A dicembre mi sono ammalata di bronchite. Dopo le feste sono tornata regolarmente a scuola".

L'errore sul cognome

In tutta questa controversa vicenda, nelle ultime ore, è emerso un altro dettaglio che ha consentito di risalire ai profili social ufficiali della bidella pendolare. Sulla stragrande maggioranza degli articoli comparsi sulla stampa nazionale c'era un errore di fondo e riguardava il cognome della 29enne campana, dal quale mancava una lettera: la protagonista della storia, infatti, non è Giuseppina Giuliano, come precedentemente si era scritto, ma Giuseppina Giugliano, con una "g" in più.

Aver fatto chiarezza sul cognome, quindi, ha permesso di individuare la 29enne sui social, scoprendo che sia particolarmente attiva in Rete con un profilo su Facebook, Instagram e Tiktok.

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