Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commentato la squalifica dell’atleta ucraino Vladyslav Heraskevych dalle Olimpiadi, sottolineando il rispetto delle regole imposte dal Comitato Olimpico Internazionale e manifestando al tempo stesso vicinanza umana allo sportivo escluso.
La dichiarazione è arrivata a Milano, a margine dell’assegnazione di una borsa di studio alla memoria della giornalista Carlotta Dessì, durante un punto stampa con i giornalisti.
Squalifica di Heraskevych: il commento di Attilio Fontana
Interpellato sulla vicenda dell’atleta ucraino, sanzionato per aver manifestato l’intenzione di gareggiare con un casco raffigurante i volti degli atleti ucraini morti durante la guerra, Fontana ha ribadito la necessità di attenersi ai regolamenti olimpici.

“Ogni istituzione ha le sue regole, il CIO ha delle regole molto rigorose e purtroppo bisogna rispettarle. Evidentemente il CIO ha ritenuto che la violazione di questa normativa andasse sanzionata in questo modo”.
Il presidente lombardo ha evidenziato come le norme del Comitato Olimpico Internazionale siano particolarmente stringenti, soprattutto su temi legati a simboli e messaggi durante le competizioni ufficiali.
“Dispiace umanamente per l’atleta”
Pur riconoscendo la legittimità formale della decisione, Fontana ha espresso solidarietà personale verso l’atleta ucraino escluso dai Giochi.
“Mi dispiace umanamente per l’atleta perché credo che partecipare a un’Olimpiade sia la cosa più bella e più alta per un atleta”.
Un passaggio che mette in luce la dimensione sportiva e umana della vicenda, distinguendo tra il rispetto delle regole olimpiche e l’impatto personale che una squalifica può avere su chi si prepara per anni a competere ai massimi livelli.
Regole olimpiche e neutralità nelle competizioni
Il caso riaccende il dibattito sulle regole di neutralità previste dal CIO durante le Olimpiadi. Le normative vietano generalmente manifestazioni politiche o messaggi simbolici visibili su equipaggiamento e abbigliamento di gara.
Secondo l’interpretazione adottata dagli organi olimpici, il casco commemorativo proposto da Heraskevych rientrerebbe tra gli elementi non consentiti in gara, portando così alla sanzione disciplinare.
La vicenda continua a far discutere tra sport, libertà di espressione e regolamenti internazionali, ponendo ancora una volta il tema dell’equilibrio tra messaggio personale dell’atleta e neutralità delle competizioni olimpiche.