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ALLERTA ALIMENTARE

Attenzione alla tossina in alcune note cialde di caffè

Nel Caffè Trombetta e Lo Zio d’America potenziale presenza di ocratossina A oltre i limiti di legge

Attenzione alla tossina in alcune note cialde di caffè
Attualità 26 Dicembre 2022 ore 09:26

Il ministero della Salute, a tutela della salute dei consumatori, ha segnalato sul proprio sito internet, dedicato agli avvisi di richiamo dei prodotti, il richiamo in via precauzionale da parte del produttore di alcuni lotti di caffè espresso in capsule con i marchi Caffè Trombetta e Lo Zio d’America per la potenziale presenza di ocratossina A oltre i limiti di legge.

Tossina in alcune note cialde di caffè

I prodotti interessati sono: L’espresso arabica in capsule compatibili a marchio Caffè Trombetta, in confezioni da 10 capsule (55 grammi), con il numero di lotto 02AD07B e il termine minimo di conservazione 07/02/2024; Espresso arabica in capsule compatibili a marchio Lo Zio d’America, in confezioni da 10 capsule (55 grammi), con il numero di lotto 01CD07B e il Tmc 07/02/2024; Espresso arabica in capsule compatibili a marchio Lo Zio d’America, in confezioni da 50 capsule (275 grammi), con il numero di lotto 02CD05B e il Tmc 05/02/2024. caffe espresso arabica lo zio d'america.

Il caffè richiamato è stato prodotto dall’azienda Caffè Trombetta Spa nello stabilimento di via Castelli Romani 132, a Pomezia, nella città metropolitana di Roma Capitale. In precedenza, sempre per la possibile presenza di ocratossina A oltre i limiti, Consilia e Adoro avevano già segnalato il richiamo di alcuni lotti di caffè espresso in cialde e capsule a marchio Consilia, prodotti sempre dall’azienda Caffè Trombetta. Per precauzione Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” raccomanda di non consumare il caffè venduto con i formati e i numeri di lotti indicati e a restituirlo al punto vendita d’acquisto per il rimborso.

L'ocratossina è un composto particolarmente stabile, in grado di resistere alle condizioni più estreme, ed è dannosa per la salute: si ritrova nel caffè anche dopo la tostatura ed è in grado di resistere a lungo ai normali processi metabolici. È un micotossina che può provocare danni all’organismo, essendo capace di legarsi alle siero-albumine del sangue.

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