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Attacco razzista al difensore del Napoli Koulibaly: gli danno della scimmia

Ennesimo triste episodio di razzismo nel mondo del calcio italiano avvenuto durante la partita Fiorentina-Napoli.

Attacco razzista al difensore del Napoli Koulibaly: gli danno della scimmia
Attualità 05 Ottobre 2021 ore 12:22

Un ennesimo triste episodio di razzismo nel mondo del calcio italiano. Ad essere preso di mira, ancora una volta, è stato il difensore del Napoli Kalidou Koulibaly, oggetto di ululati razzisti già durante la partita Inter-Napoli del 26 dicembre 2018. Allo stadio Artemio Franchi di Firenze, questa volta qualcuno ci è andato giù pesante:

"Mi hanno chiamato scimmia di m***a. Questi soggetti non c'entrano nulla con il calcio".

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Attacco razzista al difensore del Napoli Koulibaly

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"«Scimmia di m***a». Mi hanno chiamato così. Questi soggetti non c’entrano con lo sport. Vanno identificati e tenuti fuori dagli stadi: per sempre".

Le parole del fortissimo difensore centrale del Napoli, Kalidou Koulibaly, già parlano da sole. L'ennesimo triste episodio di razzismo si è verificato nel corso della partita di Serie A Fiorentina-Napoli, andata in scena domenica 3 ottobre 2021 alle 18 e vinta dai partenopei per 1 a 2 con le reti del "chucky" Lozano e di Rrahmani che hanno risposto all'iniziale vantaggio viola di Martinez Quarta.

Dalla curva dei tifosi della fiorentina, oltre ai classici "buu", sono partiti insulti pesanti e offensivi che non possono passare inosservati. A fine match, negli spogliatoi del Napoli, Koulibaly ha ricevuto le scuse del direttore generale della Fiorentina, Joe Barone, e successivamente è stato sentito dagli ispettori della Procura federale presenti al Franchi.

Sul caso è stata aperta un'inchiesta

Fin da subito sul caso di razzismo al Franchi di Firenze è stata aperta un'inchiesta dalla Procura federale. Sono state acquisite le immagini con tanto di audio per identificare gli autori di quei cori discriminatori. Se così fosse, per loro potrebbe scattare il daspo con il conseguente divieto di accesso a tutte le manifestazioni sportive. Come riportato dal quotidiano sportivo Il Corriere dello Sport sotto la lente d'ingrandimento sarebbe finito un giovane di età compresa tra i 20 e i 25 anni.

Se la Procura federale ha aperto un’inchiesta per individuare i responsabili, il club viola ha ribadito che metterà a disposizione tutte le immagini in suo possesso per aiutare gli investigatori a risalire agli autori degli "inqualificabili cori lanciati contro alcuni giocatori del Napoli".

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, si è messo in contatto con il presidente federale, Gravina, al quale ha sottoposto per l’ennesima volta il problema della discriminazione razziale nei confronti del giocatori del Napoli e della città di Napoli.

Il sostegno dei compagni: da Osimhen a Juan Jesus

Tanti, tantissimi i messaggi di sostegno e conforto destinati a Koulibaly. Tra questi, quelli che hanno avuto maggiore risonanza sono stati quelli di Victor Osimhen e Juan Jesus, compagni di squadra del difensore senegalese.

"Say No To Racism - afferma l'attaccante nigeriano -. Parla con i tuoi figli, i tuoi genitori fanno capire loro quanto sia disgustoso odiare un individuo per il colore della sua pelle".

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Più prolisso e diretto il commento del difensore brasiliano:

"Anno 2021. Eh sì, purtroppo c’è ancora qualche “signore” che tende a guidare contromano. Che si ridicolizza da solo e umilia sè stesso. Mentre il Mondo, e lo sport, viaggiano su un binario colorato sognando unione e integrazione c’è ancora qualche amante della preistoria o del medioevo che allo stadio urla a un’altra persona “scimmia di merda”. Bene, ho un messaggio per chi è ancora così indietro nel tempo, per chi vuole rimanere anacronisticamente un ignorante e razzista: svegliati!! La storia va avanti. Aggiorna il software. Ma soprattutto: vergognati. Nel 2021 non esiste spazio per questo odio. Non c’è posto negli stadi. Nelle città. Non c’è posto per voi in una comunità fondata sul rispetto reciproco. Non c’entra Firenze, che è una città meravigliosa. C’entrano quei soggetti che hanno mostrato fin dove puó arrivare la cattiveria e l’ignoranza. E purtroppo si possono trovare ovunque, in qualunque nazione o paese. Bisogna identificarli e prendere provvedimenti seri. Questi individui vanno rieducati dalla base, dal Testo più importante: la Costituzione della Repubblica Italiana. Articolo 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Forza KK, viva il Mondo a colori, unito e moderno".

Il precedente di Inter-Napoli

E non è la prima volta che Kalidou Koulibaly diventa mira dell'odio razziale. Durante il cosiddetto "boxing day" del 2018, partita giocata nella giornata di Santo Stefano, il difensore del Napoli era stato espulso all'82° minuto in Inter-Napoli dopo aver perso completamente i nervi a causa degli ululati razzisti giunti dalla curva interista. Lui aveva dichiarato sempre su Instagram:

"Mi dispiace la sconfitta e aver lasciato i miei fratelli. Però sono orgoglioso del colore della mia pelle. Di essere francese, senegalese, napoletano: uomo".

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Alessandro Balconi