Il parere

Anche Bill Gates avverte sull’intelligenza artificiale: “Gli USA guidino la regolamentazione dell’IA”

Il cofondatore di Microsoft aggiunge: "IA abbastanza potente da innescare eventi che causano un miliardo di morti". Nel frattempo Trump: "Se c'è qualcosa che non va, devono sistemarlo"

Anche Bill Gates avverte sull’intelligenza artificiale: “Gli USA guidino la regolamentazione dell’IA”

Rallentare, controllare e regolamentare. Sono queste le parole che ultimamente circolano attorno all’argomento dell’intelligenza artificiale. Parole che rendono il senso di quanto sia grande la nuova frontiera del progresso tecnologico e digitale, una materia da maneggiare con cautela perché i rischi, secondo il parere dei più alti esperti del settore, possono essere addirittura catastrofici.

A questi scenari “apocalittici” non siamo ancora arrivati, tuttavia già oggi si cominciano a leggere notizie e indiscrezioni che destano i primi allarmismi. Ad esempio, OpenAI e Anthropic hanno riferito di aver riscontrato una quantità crescente di comportamenti inattesi dei modelli di IA, cioè superamento dei sistemi di sicurezza, creazione autonoma di bacheche di messaggi, fuga dalle “sandbox”, dirottamento di siti web, self-prompting…

Casi di “incidente” che sono avvenuti non solo nella fase di test degli agenti IA, ma anche durante situazioni reali. Per questo motivo, di recente, diversi vertici delle big-tech si sono esposti affinché a livello globale venga messa in atto una regolamentazione dell’intelligenza artificiale, considerando che uno sviluppo incontrollato dell’IA potrebbe appunto provocare gravi conseguenze.

Anche Bill Gates avverte

Tra le ultime voci che si sono elevate sull’argomento, c’è stata quella di Bill Gates, co-fondatore di Microsoft, che, durante un’intervista al format “Meet The Press” della NBC, ha dichiarato:

“L’intelligenza artificiale è certamente abbastanza potente da poter innescare eventi che causano un miliardo di morti“.

Bill Gates ha così posto anche lui l’accento sui potenziali pericoli derivanti da un’IA senza controlli. Ecco perché, anche lui, ha ribadito la necessità di un intervento legislativo:

“Nessuno pensa che l’autoregolamentazione basti. Quindi è necessario che a Washington venga approvata una legge”.

Il suo auspicio è che proprio gli USA facciano da apripista in questo senso, guidando la strada della regolamentazione nel campo dell’intelligenza artificiale.

Trump minimizza

Anche sull’intelligenza artificiale il dibattito è aperto e chiama in causa tantissimi punti di vista. Molti sono preoccupati circa i rischi di agenti IA in grado di agire sempre più autonomamente, riuscendo a imparare modi e scorciatoie per aggirare sistemi di sicurezza di Internet e entrando a contatto con dati sensibili.

Altri invece parlano di complotto, un allarmismo creato per porre un limite allo sviluppo e al progresso. Soprattutto negli USA ci sono voci che si oppongono fermamente a una regolamentazione dell’intelligenza artificiale, perché rappresenterebbe un freno alla competizione con gli altri Paesi, soprattutto la Cina.

Dopo che aveva bollato come “bufala” l’opinione per cui l’IA controllerà il mondo, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato ancora interpellato sull’argomento, alla luce della notizia degli “incidenti” rilevati da OpenAI e Anthropic:

“Non me ne preoccupo – ha riferito a Fox News – È solo che è un settore enorme. Siamo avanti alla Cina e stiamo costruendo strutture per migliaia di miliardi di dollari. Perché dovremmo rinunciarci? Se c’è qualcosa che non va, devono sistemarlo“.