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Un nuovo caso alimentare

Riso, latte e formaggio: rischiamo di trovare in tavola prodotti tarocchi al posto delle nostre eccellenze

Dal 31 dicembre potrebbe decadere l'obbligo di etichettatura, con tutte le conseguenze del caso.

Riso, latte e formaggio: rischiamo di trovare in tavola prodotti tarocchi al posto delle nostre eccellenze
Attualità 09 Novembre 2021 ore 18:43

L'allarme arriva proprio a ridosso del Natale, anche se lo spauracchio potrebbe concretizzarsi effettivamente il prossimo anno: prodotti alimentari italiani al 100% da tutelare e rischio di trovarci in tavola tarocchi di qualità decisamente inferiore alle eccellenze del nostro Paese.

Tarocchi a tavola, allarme della Coldiretti

Ecco perché proprio in questi giorni è stata la Coldiretti a lanciare l'allarme chiedendo un intervento del Governo. Sotto la lente soprattutto la tutela di latte e formaggio. "Di italiani rischiano di rimanerne ben pochi", è il grido disperato dell'associazione dei coltivatori. A mettere la questione all'attenzione dell'opinione pubblica e del Governo, come raccontato da Prima Novara, è stata in Piemonte la Coldiretti di Novara e Vercelli. Ma anche da Roma, l'associazione ha fatto sentire la propria voce. E così pure da Montichiari all’inaugurazione della Mostra Nazionale del Bovino da latte, attraverso il presidente Ettore Prandini.

Tarocchi a tavola e prodotti italiani al 100%, il problema

Il problema è tutto nel fatto che il 31 dicembre scadrà il decreto che dispone l’obbligo di etichettatura sull’origine dei prodotti lattiero caseari. Il rischio, molto concreto, senza più regole con annesse certificazioni, è quello di essere invasi da prodotti stranieri di bassa qualità (o comunque neanche lontanamente paragonabili ad alcune eccellenze nostrane) e soprattutto non essere nemmeno nella condizione di poter e saper scegliere tra gli scaffali.

Obiettivo: evitare il caos e non farsi schiacciare dalla concorrenza

L'obiettivo è evitare il caos, tutelare i consumatori, ma evidentemente anche cercare di non farsi schiacciare dalla concorrenza. Per di più di basso livello.  Per il Governo e il ministro alla Politiche agricole, Stefano Patuanelli di certo si tra di un'altra brutta gatta da pelare che del resto arriva dopo le numerose segnalazioni di fantomatici prodotti già venduti all'estero (il Parmesan piuttosto che il Regianito) senza contare la concorrenza segnalata in queste ultime settimane del Prosecco croato (il Prosek) o proprio in questi ultimi giorni l'aceto balsamico della Slovenia per il quale la Conferenza delle Regioni hanno chiesto l'intervento del Governo e in subordine addirittura della Corte di Giustizia Europea.