massimo riserbo

Alessandro Di Battista, cresce la preoccupazione: è sedato in terapia intensiva dopo l’operazione

Le persone vicine all'ex parlamentare invitano a non anticipare valutazioni sul suo stato di salute: sarà soprattutto il decorso post-operatorio a fornire indicazioni

Alessandro Di Battista, cresce la preoccupazione: è sedato in terapia intensiva dopo l’operazione

Sono ore di attesa e prudenza per Alessandro Di Battista, ricoverato all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana dopo il malore che lo ha colpito nei giorni scorsi a Cuba.

L’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle, oggi attivista e reporter, è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza tra venerdì 4 e sabato 5 settembre 2026, dopo un peggioramento delle sue condizioni che ha fatto saltare il trasferimento programmato in Italia.

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Alessandro Di Battista

Secondo le informazioni raccolte nelle ultime ore l’operazione è riuscita. Si tratta del primo elemento positivo emerso dopo il peggioramento che aveva costretto i medici a modificare il piano di rientro verso Roma.

Di Battista è sedato e si trova in terapia intensiva

Dopo l’intervento, Di Battista è stato sedato e si trova attualmente in terapia intensiva. Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, la sedazione dovrebbe protrarsi almeno per alcuni giorni. Le persone vicine all’ex parlamentare invitano a non anticipare valutazioni sul suo stato di salute: sarà soprattutto il decorso post-operatorio a fornire indicazioni più precise.

Alcuni parametri monitorati nelle ore successive all’operazione sarebbero nella norma, ma le fonti vicine all’ex deputato mantengono una posizione di massima cautela.

Il malore e il ricovero a Cuba

La vicenda era iniziata alcuni giorni prima, quando Di Battista, che si trovava a Cuba per realizzare un reportage, era stato colpito da un grave malore.

Dopo un primo ricovero a Santa Clara, l’ex deputato era stato trasferito nella capitale, all’Hermanos Ameijeiras, una delle principali strutture ospedaliere cubane. L’ANSA aveva verificato il suo arrivo all’ospedale il 30 agosto, riferendo che in quel momento era lucido e in grado di rispondere alle domande del personale sanitario.

Nei giorni successivi le sue condizioni avevano consentito di programmare un trasferimento in Italia. Il piano prevedeva il viaggio in aeroambulanza verso Roma e il successivo ricovero al Policlinico Gemelli. Il trasferimento, però, è stato annullato all’ultimo momento.

Il rientro in Italia rinviato

Il peggioramento delle condizioni ha modificato completamente il programma. Quando Di Battista avrebbe dovuto lasciare Cuba, i medici hanno ritenuto più sicuro intervenire direttamente all’Avana. È stata quindi presa la decisione di procedere con l’operazione chirurgica senza affrontare il viaggio verso l’Italia.

Il rientro a Roma, inizialmente previsto per il fine settimana, è dunque rimandato. Secondo quanto riferito dal Corriere, i tempi potrebbero essere molto lunghi: per il ritorno in Italia si parla anche di alcune settimane, con una permanenza a Cuba che potrebbe arrivare fino a circa 30 giorni dopo l’intervento, a seconda dell’evoluzione clinica.

La famiglia e Schierarsi: massimo riserbo

Intorno alla vicenda resta forte la richiesta di discrezione. La famiglia, gli amici e i collaboratori dell’associazione Schierarsi, fondata da Di Battista, stanno evitando di diffondere informazioni non confermate sulle sue condizioni.

Già domenica, nonostante l’intervento fosse ormai alle spalle, le persone più vicine all’ex deputato chiedevano prudenza, invitando ad attendere le valutazioni dei medici.

Un’équipe tra Cuba e Italia

A seguire il caso c’è anche un collegamento medico tra Cuba e Italia. Nei giorni scorsi alcuni medici del Policlinico Gemelli, tra cui specialisti chiamati a collaborare alla valutazione del caso, avevano raggiunto L’Avana. Gli specialisti italiani e i medici dell’Hermanos Ameijeiras stanno condividendo informazioni e valutazioni sul decorso dell’ex parlamentare.

La solidarietà dal mondo della politica

La notizia ha provocato nelle ultime ore numerosi messaggi di vicinanza provenienti dal mondo politico e dalla comunità che negli anni ha seguito il percorso di Di Battista.

L’ex parlamentare, oggi lontano dall’attività parlamentare, continua infatti ad avere un seguito significativo sia tra gli ex sostenitori del Movimento 5 Stelle sia tra quanti ne seguono l’attività di reporter e attivista.

Nei giorni del ricovero, Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani avevano avuto contatti telefonici con Di Battista per informarsi sulle sue condizioni.

Il volo di Stato e le polemiche

La vicenda sanitaria era stata accompagnata anche da una discussione politica sul possibile rientro in Italia.

Al governo era stata attribuita la disponibilità a mettere a disposizione un volo di Stato sanitario, soluzione che Di Battista aveva però scelto di non utilizzare. Il trasferimento previsto sarebbe dovuto avvenire attraverso un’aeroambulanza, con i costi coperti dall’assicurazione collegata al viaggio.

Il diretto interessato aveva chiarito pubblicamente questo aspetto per evitare equivoci sulla gestione economica del trasferimento.