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Lotta al virus

Tre farmaci per curare il Covid: c'è l'ok di Aifa

Si tratta dell'antinfiammatorio Anakinra e degli immunomodulanti Baricitinib e Sarilumab.

Tre farmaci per curare il Covid: c'è l'ok di Aifa
Attualità 29 Settembre 2021 ore 23:07

Per contrastare il Covid, Aifa dà il via libera all'utilizzo di  tre "nuovi" farmaci. Si tratta dell'antinfiammatorio Anakinra e degli immunomodulanti Baricitinib e Sarilumab. La decisione sarà attuativa dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma i tempi non dovrebbero essere lunghi.

Covid: tre farmaci autorizzati da Aifa

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L'utilizzo dei tre farmaci è stato al centro di una riunione straordinaria che il 23 settembre ha coinvolto la Commissione tecnico scientifica dell'Agenzia italiana del farmaco, che  ha valutato le nuove evidenze che si sono rese disponibili all’utilizzo per il trattamento del Covid-19 dei tre prodotti.

Di seguito la nota di Aifa:

"I tre farmaci, pur avendo proprie specificità, si aggiungono al Tocilizumab nel trattamento di soggetti ospedalizzati con Covid-19 con polmonite ingravescente sottoposti a vari livelli di supporto con ossigenoterapia. Tale decisione, basata sulle evidenze di letteratura recentemente pubblicate, allarga il numero di opzioni terapeutiche e nello stesso tempo consente di evitare che l’eventuale carenza di Tocilizumab o di uno di questi tre farmaci possa avere un impatto negativo sulle possibilità di cura".

Nel corso di una riunione avvenuta martedì 28 settembre, poi, il CdA di Aifa  ha approvato l’inserimento dei tre farmaci nell’elenco della L.648/96, che consente la copertura a carico del Servizio sanitario nazionale.

Cosa sono i tre farmaci

Anakinra (nome commerciale Kineret) è un farmaco usato per trattare l'artrite reumatoide e altre gravi patologie infiammatorie quali le sindromi periodiche associate alla criopirina.

Baricitinib  è un farmaco per il trattamento dell'artrite reumatoide negli adulti la cui malattia non è stata ben controllata dagli inibitori del fattore di necrosi tumorale. Agisce come inibitore della janus chinasi, bloccando i sottotipi JAK1 e JAK.

Sarilumab fu usato per la prima volta in via sperimentale nei primi mesi dalla pandemia dalle equipe di oncologi dell’Istituto tumori di Napoli Pascale e dai medici degli ospedali Monaldi e Cotugno.