Intelligenza artificiale di compagnia

Adolescenti dipendenti dai chatbot IA (come confidenti) secondo uno studio americano

Una ricerca della Drexel University evidenza come questo utilizzo possa trasformarsi in una forma di dipendenza, con effetti su sonno, scuola e relazioni

Adolescenti dipendenti dai chatbot IA (come confidenti) secondo uno studio americano

Un numero crescente di adolescenti utilizza chatbot basati su intelligenza artificiale per compagnia, supporto emotivo o intrattenimento (in copertina: immagine di repertorio creata con l’IA).

A rivelarlo è un recente studio statunitense della Drexel University, che ha evidenziato come questo utilizzo possa trasformarsi in una forma di dipendenza con conseguenze nella vita quotidiana.

La ricerca, che sarà presentata alla conferenza dell’Association of Computing Machinery, ha analizzato oltre 300 post pubblicati su Reddit (sito internet di social news, intrattenimento e forum) da ragazzi tra i 13 e i 17 anni.

Chatbot IA di compagnia

Secondo lo studio, circa un quarto degli adolescenti utilizza chatbot come Character.AI, Replika e Kindroid per affrontare solitudine, stress o difficoltà psicologiche.

Una percentuale minore, poco superiore al 5%, li usa invece per attività creative o di intrattenimento.

Quello che inizialmente appare come un aiuto innocuo può evolvere in una relazione intensa e difficile da interrompere. Molti giovani hanno dichiarato di aver sviluppato un forte attaccamento emotivo verso i chatbot.

“Molti adolescenti hanno descritto un percorso che parte da qualcosa di utile o innocuo, ma che nel tempo diventa difficile da abbandonare, anche quando lo desiderano”, spiegano i ricercatori.

Effetti sulla vita quotidiana: i segnali della dipendenza

L’uso eccessivo dei chatbot può avere conseguenze concrete: alcuni utenti hanno segnalato disturbi del sonno, difficoltà scolastiche e problemi nelle relazioni personali.

La ricerca evidenzia come questi strumenti possano sostituire, almeno in parte, le interazioni umane. Gli studiosi hanno individuato nei comportamenti degli adolescenti sei elementi tipici delle dipendenze comportamentali:

  • conflitto interiore sull’uso eccessivo
  • forte attaccamento emotivo ai chatbot
  • ansia o tristezza in assenza di interazione
  • aumento progressivo del tempo di utilizzo
  • difficoltà a smettere (ricadute)
  • utilizzo per migliorare l’umore

“Le interazioni con i chatbot possono sembrare relazioni reali, rendendo più difficile riconoscere e interrompere la dipendenza”, sottolineano gli autori.

A differenza di altre tecnologie, i chatbot IA sono interattivi e rispondono in modo emotivo, creando un legame percepito come autentico. Questa caratteristica li rende più coinvolgenti, ma anche più rischiosi in termini di attaccamento psicologico.

Le soluzioni proposte

I ricercatori suggeriscono di ripensare la progettazione dei chatbot per favorire un utilizzo sano. Tra le possibili soluzioni:

  • strumenti per monitorare il tempo di utilizzo
  • limiti personalizzati
  • promemoria sullo stato emotivo
  • modalità semplici per interrompere l’interazione

“È fondamentale che i chatbot aiutino gli utenti a sviluppare relazioni nella vita reale e non a sostituirle”, spiegano gli studiosi della Drexel University.

Lo studio invita a proseguire le ricerche coinvolgendo un campione più ampio e diversificato di utenti, anche attraverso interviste e analisi su altre piattaforme. L’obiettivo è comprendere meglio l’impatto dei chatbot IA e sviluppare strumenti più sicuri, soprattutto per i giovani utenti.