Una stretta contro le recensioni online ingannevoli è sempre più vicina. Con il via libera definitivo del Senato al disegno di legge sulle piccole e medie imprese, il settore della ristorazione e dell’ospitalità sogna di cambiare volto sul fronte digitale.
Stop alle recensioni false sui ristoranti, le nuove regole
Il provvedimento introduce criteri precisi per stabilire quando un commento online può essere considerato valido. Non basterà più lasciare un’opinione generica, sarà necessario dimostrare di aver vissuto realmente l’esperienza.
Le recensioni dovranno essere pubblicate entro 30 giorni e contenere riferimenti concreti al servizio ricevuto.
Un punto centrale riguarda la prova d’acquisto: chi scrive dovrà poter dimostrare di aver usufruito del servizio, ad esempio tramite documentazione fiscale.
L’idea è semplice, almeno sulla carta, eliminare alla radice commenti inventati o costruiti ad arte.
La cancellazione dei vecchi commenti
La legge vieta in modo esplicito qualsiasi forma di compravendita di recensioni, così come i giudizi lasciati in cambio di sconti o altri vantaggi. Una pratica che negli ultimi anni è diventata sempre più diffusa.
I numeri aiutano a capire la portata del fenomeno. Alcune piattaforme hanno segnalato migliaia di recensioni sospette scritte dietro compenso. E non si tratta solo di esseri umani: l’intelligenza artificiale ha contribuito alla creazione di centinaia di migliaia di contenuti falsi, poi rimossi.
Non tutte le recensioni avranno vita eterna. Il testo prevede che i commenti più vecchi di due anni perdano validità. Le imprese che si ritengono danneggiate potranno chiedere la rimozione dei contenuti ritenuti falsi rivolgendosi ai gestori delle piattaforme.
Sarà poi l’Autorità garante della concorrenza e del mercato a fornire linee guida per orientare il sistema.
Quanto pesano davvero le recensioni
Le opinioni online influenzano in modo decisivo le scelte dei consumatori.
Le recensioni online sono ormai un passaggio quasi obbligato prima di scegliere dove mangiare o dormire. Secondo un’indagine di TheFork, circa il 45% degli italiani legge almeno cinque recensioni prima di decidere in quale ristorante andare, dedicando a questa attività in media 13 minuti.
Nel comparto alberghiero il peso è ancora più evidente: il ministero delle Imprese e del Made in Italy segnala che l’82% delle prenotazioni è influenzato dai giudizi lasciati dagli altri utenti.
Le critiche degli esperti alla riforma
Nonostante le buone intenzioni, la riforma ha già acceso il dibattito. Alcuni addetti ai lavori parlano apertamente di norma difficile da applicare. L’obbligo di conservare lo scontrino, per esempio, viene considerato poco realistico.
“Quanti utenti tengono una ricevuta?”, si chiedono gli esperti. Il rischio è che questa richiesta scoraggi soprattutto chi vorrebbe lasciare un commento positivo, riducendo il numero complessivo di recensioni autentiche.
Secondo alcune analisi, la misura potrebbe produrre un effetto paradossale. Chi ha avuto un’esperienza negativa potrebbe essere più motivato a conservare lo scontrino pur di lamentarsi online. Al contrario, chi è soddisfatto potrebbe rinunciare per evitare complicazioni. Questo squilibrio rischierebbe di penalizzare soprattutto le piccole attività.
Dubbi anche sul piano legale
Non mancano perplessità anche dal punto di vista giuridico. Alcune associazioni segnalano possibili contrasti con le normative europee, in particolare per quanto riguarda il ruolo delle piattaforme digitali.
Affidare a queste ultime il compito di verificare l’autenticità delle recensioni potrebbe rivelarsi complesso, se non impossibile, senza strumenti adeguati. Inoltre, il divieto totale di contenuti incentivati sembra entrare in conflitto con le regole europee che li consentono, purché dichiarati.
La battaglia contro le recensioni false è condivisa da tutti, ma il modo in cui affrontarla resta oggetto di discussione. Nel frattempo, il settore osserva con attenzione. Tra entusiasmo e scetticismo, una cosa è certa: il rapporto tra consumatori, piattaforme e imprese è destinato a cambiare.