Da qualche tempo, si possono trovare sulle strade distributori che propongono il Diesel HVO.
È l’acronimo di Hydrotreated Vegetable Oil e rappresenta una delle innovazioni più promettenti nel campo dei biocarburanti per la transizione energetica. A differenza del biodiesel tradizionale (FAME), l’HVO è un gasolio paraffinico sintetico ottenuto attraverso un processo di idrogenazione di materie prime rinnovabili, come oli vegetali di scarto, grassi animali residui e oli esausti da cucina.
Dal punto di vista chimico, l’HVO è del tutto simile al diesel di origine fossile, ma privo di composti aromatici e zolfo. Essendo un carburante “drop-in”, può essere utilizzato puro (HVO100) o in miscela nei motori diesel esistenti senza alcuna modifica meccanica. Questa caratteristica lo rende uno strumento immediato per la decarbonizzazione dei trasporti pesanti, marittimi e delle flotte aziendali che non possono essere facilmente elettrificate a breve termine.
Uno dei principali punti di forza è l’elevato numero di cetano (generalmente superiore a 70), che garantisce una combustione più efficiente, accensioni a freddo facilitate e una riduzione della rumorosità del motore.
Inoltre, a differenza del biodiesel di prima generazione, l’HVO è estremamente stabile allo stoccaggio: non assorbe acqua, non è igroscopico, non soggetto ai problemi di ossidazione e non favorisce la crescita batterica, evitando l’intasamento dei filtri anche dopo lunghi periodi di fermo. Inoltre, può migliorare l’avviamento a freddo e ridurre la formazione di depositi nel sistema di alimentazione.
Un altro aspetto rilevante è la compatibilità con le infrastrutture esistenti: l’HVO può essere distribuito attraverso la rete attuale senza necessità di adeguamenti tecnici rilevanti
Sotto il profilo ecologico, l’HVO permette una riduzione delle emissioni di CO2 calcolate “well-to-wheel” (dal pozzo alla ruota) che può variare tra il 60% e il 90% rispetto al diesel convenzionale, a seconda della materia prima utilizzata. Contribuisce inoltre a migliorare la qualità dell’aria locale riducendo significativamente le emissioni di particolato (PM), monossido di carbonio e ossidi di azoto (NOx).
Meritocrazia Italia riconosce nell’HVO una soluzione concreta e immediatamente applicabile per la riduzione dell’impatto ambientale della mobilità termica. In particolare, sottolinea che l’HVO rappresenta una soluzione pragmatica e immediata per abbattere l’impatto ambientale dei motori diesel, grazie alla significativa riduzione delle emissioni e alla piena compatibilità con i veicoli esistenti. Il carburante valorizza l’economia circolare, poiché permette il recupero e la trasformazione di scarti e residui oleosi in una risorsa energetica utile e sostenibile. La sua stabilità, l’elevato numero di cetano e la facilità di utilizzo lo rendono uno strumento efficace per la transizione energetica, soprattutto nei settori difficilmente elettrificabili nel breve periodo.
Si chiede, per questo, un intervento normativo che renda possibile il recupero degli oli alimentari di scarto nelle famiglie, analogamente a quanto già previsto per gli oli minerali esausti delle aziende, così da garantire una filiera efficiente e coerente con i principi dell’economia circolare.