La Pianura Padana è fra le grandi sofferenti di questa fase più intensa della prima vera ondata di caldo della stagione. Tra venerdì 19 giugno 2026 e l’inizio della prossima settimana, l’anticiclone nord-africano porterà temperature da piena estate, con punte di 37-38 gradi nelle aree più interne e valori localmente anche superiori in Emilia. Ma il dato più rilevante non sarà solo il caldo di giorno: il problema sarà soprattutto la notte, quando le temperature faticheranno a scendere e molte città sperimenteranno la cosiddetta notte tropicale.
37/38 gradi in Pianura Padana e notti tropicali
Per notte tropicale si intende una notte in cui la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi. Nelle grandi aree urbane, però, il fenomeno può diventare ancora più pesante: tra cemento, asfalto, umidità e scarsa ventilazione, le minime possono restare ben più alte, anche attorno ai 23-25 gradi e, nei casi più estremi, vicino ai 27-29 gradi.
Il picco tra weekend e inizio settimana
Il caldo è destinato a intensificarsi proprio nel weekend del solstizio d’estate. A Milano sono previste massime fino a 37-38 gradi tra sabato 20 e martedì 23 giugno, con minime notturne comprese tra 23 e 24 gradi. A Bologna il quadro è ancora più pesante: sabato 20 giugno la massima prevista arriva a 39 gradi, mentre nei giorni successivi resterà attorno ai 38 gradi.
Non è un caldo breve e isolato. Le previsioni indicano una fase persistente, con l’anticiclone africano ben strutturato sull’Europa meridionale e centrale. L’aria calda in risalita dal Nord Africa non porterà soltanto temperature elevate, ma anche un aumento dell’afa, cioè della sensazione di disagio legata all’umidità.
Perché la Pianura Padana soffre di più
La Pianura Padana è una delle aree italiane più sensibili alle ondate di calore. La ragione non è solo geografica, ma anche fisica: è una grande conca chiusa tra Alpi e Appennini, dove l’aria tende a ristagnare. Quando arriva l’alta pressione, il ricambio d’aria si riduce, l’umidità aumenta e il calore si accumula.

Di giorno il sole scalda rapidamente asfalto, edifici, strade e superfici industriali. Di notte queste superfici rilasciano lentamente il calore assorbito, impedendo alle città di raffreddarsi. È il fenomeno dell’isola di calore urbana, che rende le notti nei centri abitati molto più pesanti rispetto alle campagne circostanti.
Per questo, in città come Milano, Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia, Piacenza, Mantova, Cremona e Pavia, la temperatura percepita può risultare più alta di quella misurata. Non conta solo il numero sul termometro: conta anche quanto il corpo riesce a disperdere calore.
La notte tropicale: il vero campanello d’allarme
Quando la temperatura resta alta anche di notte, l’organismo non riesce a recuperare dallo stress termico accumulato durante il giorno. È questo il motivo per cui le notti tropicali sono particolarmente insidiose.
Il problema non riguarda solo il fastidio di dormire male. Una notte troppo calda può aumentare il rischio di disidratazione, affaticamento, cali di pressione, insonnia e peggioramento di condizioni già presenti, soprattutto per anziani, bambini piccoli, persone fragili e chi vive in case poco ventilate o senza climatizzazione.
Non solo caldo: anche umidità e temporali isolati
L’anticiclone africano non esclude del tutto i temporali, ma li limita soprattutto ai rilievi. Sulle pianure del Nord il tempo resterà in prevalenza stabile, con eventuali fenomeni pomeridiani o serali più probabili su Alpi, Prealpi e Appennino tosco-emiliano.
Ma questi temporali, anche quando si formeranno, saranno localizzati e non basteranno a interrompere l’ondata di calore. Potranno portare un temporaneo sollievo solo nelle zone direttamente interessate, ma non cambieranno il quadro generale. Anzi, dopo eventuali rovesci isolati, l’umidità può aumentare ulteriormente, rendendo l’aria ancora più pesante nelle ore successive.
Bollini rossi e arancioni: il quadro nel Paese
Il Ministero della Salute monitora ogni giorno le ondate di calore in 27 città italiane, assegnando diversi livelli di rischio: verde, giallo, arancione e rosso. Il bollino arancione indica condizioni di rischio per la salute, in particolare per le persone fragili; il bollino rosso segnala invece un livello di rischio più elevato, con possibili effetti negativi anche sulla popolazione sana, non solo su anziani, bambini o persone con patologie.
Per venerdì 19 giugno le città da bollino arancione salgono a otto: Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Milano, Perugia, Rieti e Torino. Il passaggio successivo è atteso per sabato 20 giugno, quando il caldo diventa più intenso: sono previste città da bollino rosso, in particolare Bologna, Brescia, Firenze, Perugia e Torino. Restano invece in arancione centri come Bolzano, Frosinone, Latina, Milano, Rieti, Roma e Verona.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
La fase più calda è attesa tra domenica 21 giugno e lunedì 22 giugno, con valori diffusamente sopra le medie del periodo. Le temperature potranno superare di diversi gradi quelle normalmente attese nella seconda metà di giugno. In alcune zone il caldo potrà risultare anomalo non solo per intensità, ma anche per persistenza.
A Milano, le previsioni indicano una sequenza di giornate molto calde: 36 gradi venerdì 19, 37 sabato 20, 38 domenica 21, 38 lunedì 22 e 38 martedì 23. A Bologna, il quadro è ancora più severo: 37 gradi venerdì 19, 39 sabato 20, poi ancora 38 gradi tra domenica e martedì.
Le minime notturne resteranno elevate. Questo significa che il caldo non si esaurirà al tramonto, ma continuerà anche nelle ore serali e notturne, soprattutto nei centri urbani.
Perché giugno è un mese delicato
Le ondate di calore a giugno sono particolarmente delicate perché arrivano quando il corpo non ha ancora completato l’adattamento alla stagione estiva. Dopo settimane più variabili, un aumento rapido e persistente delle temperature può essere percepito in modo più faticoso rispetto a un’ondata simile in pieno agosto.
Inoltre, le giornate sono molto lunghe: il sole resta alto per molte ore, il riscaldamento diurno è prolungato e il raffreddamento notturno si riduce. Proprio il solstizio, con il massimo di luce annuale, coincide quest’anno con il rafforzamento dell’anticiclone.