Dati Ispra

Incendi in Italia, 2026 tra gli anni più critici: più di 2mila casi tra gennaio e metà settembre

La Sicilia è la Regione più colpita, ma in generale i boschi del Sud soffrono a causa del fuoco. Due episodi rilevanti si sono verificati in estate e hanno riguardato aree forestali

Incendi in Italia, 2026 tra gli anni più critici: più di 2mila casi tra gennaio e metà settembre

E’ un quadro critico quello che emerge dall’ultima analisi degli incendi boschivi in Italia pubblicata dall’Ispra, cioè l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. In base alle recenti rilevazioni, il 2026 conferma valori tra i più alti degli ultimi anni di superficie complessiva bruciata (in copertina: immagine di repertorio).

L’Ispra, infatti, riferisce che tra l’1 gennaio e il 15 settembre sono stati registrati in tutto 2.076 grandi incendi nella nostra Penisola, per una superfice totale pari a più di 1.200 km2, cioè poco meno del territorio comunale di Roma.

“Oggi disponiamo di dati e conoscenze che ci consentono di comprendere meglio la portata degli incendi boschivi, i danni che provocano e gli impatti sugli ecosistemi, sulla biodiversità e sul territorio – ha dichiarato Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA – Queste conoscenze devono tradursi in azioni concrete: abbiamo davanti i mesi che ci separano dalla prossima estate per rafforzare la prevenzione, migliorare la capacità di intervento e promuovere una gestione più consapevole del territorio.

Le nuove tecnologie possono rappresentare un alleato fondamentale nella prevenzione e nella gestione degli incendi boschivi. L’utilizzo dei droni, insieme ai sistemi di osservazione satellitare e all’analisi dei dati ambientali, consente di migliorare la conoscenza del territorio, individuare tempestivamente le situazioni di criticità e monitorare le aree colpite dal fuoco, anche per valutarne gli impatti e orientare gli interventi successivi.

In questo percorso, è essenziale rafforzare la collaborazione tra istituzioni e amministrazioni locali – ha concluso Maria Alessandra Gallone – I sindaci non devono essere lasciati soli di fronte a una sfida così complessa, ma devono poter contare su strumenti conoscitivi, competenze tecnico-scientifiche e un supporto qualificato per assumere decisioni consapevoli”.

Immagine ISPRA

Di questo totale, secondo le stime, quasi 200 km2 hanno interessato aree boschive (il 16% della superficie totale percorsa da incendi). Nel dettaglio:

  • 78 km2 di boschi di querce e boschi misti,
  • 65 km2 di macchia alta, boschi di leccio e sughera,
  • 44 km² di foreste di conifere sempreverdi,
  • 0.26 km² di lariceti,
  • 11 km² di superfici arboree non classificate.

Quali sono le Regioni più colpite

L’Ispra dice che, al 15 settembre, in tutte le Regioni italiane si sono verificati grandi incendi boschivi nel 2026, con particolare rilevanza però al Sud.

Immagine ISPRA

Il territorio più colpito è stato quello della Sicilia, che purtroppo incide per il 55% delle aree totali bruciate in tutta Italia. La provincia con più incendi è finora quella di Agrigento: qui ha preso fuoco una superficie pari a 222 km2, con una porzione forestale di circa 15 km2.

Seguono Calabria e Puglia, rispettivamente col 10% dei territori bruciati rispetto al totale. Nel Nord e Centro Italia, invece, sono Piemonte e Abruzzo le regioni più colpite, entrambe al 4%.

Per quanto riguarda le aree protette, purtroppo, si è concentrato il 30% della superficie totale bruciata nello Stivale nel periodo gennaio-15 settembre. All’interno di Parchi, Riserve Naturali e Siti Natura 2000 ricade circa il 40% delle superfici forestali percorse dal fuoco a livello nazionale.

Gli incendi più rilevanti

L’Ispra ha anche censito i casi di incendio più rilevanti avvenuti finora in Italia nel 2026.

  • In Sicilia, tra Agrigento e Palermo, il 20 luglio 2026, si è verificato un vasto incendio che ha interessato 63 km², di cui circa 12 km² classificati come aree forestali (costituite prevalentemente da boschi e boscaglie di specie arboree e arbustive sempreverdi e da boschi di conifere)
  • In Piemonte, tra le provincie di Biella e Vercelli, il 4 agosto 2026 il fuoco ha percorso circa 9 km² di superfici forestali (boschi misti di latifoglie decidue e conifere), ecosistemi di elevato pregio naturalistico nel settore prealpino.