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"SOCIALMENTE PERICOLOSO"

Tanto va l'ambientalista a protestare che... rischia la sorveglianza speciale

Il caso di un ventenne pavese che si è "incollato" agli Uffizi, ha imbrattato la Scala di Milano e s'è sdraiato al traforo del Monte Bianco. Ora rischia grosso

Tanto va l'ambientalista a protestare che... rischia la sorveglianza speciale
Altro 29 Dicembre 2022 ore 17:25

La sorveglianza speciale è una misura di prevenzione personale, che colpisce e limita la libertà del soggetto destinatario. Consiste in una serie di prescrizioni che devono essere rispettate al fine di dimostrare il cambiamento di stile di vita, come ad esempio: cercare un lavoro stabile; fissare la propria dimora e farla conoscere all’autorità di pubblica sicurezza; non allontanarsi dalla propria abitazione o dal Comune di dimora senza preventivo avviso all’autorità; non uscire durante le ore notturne; non detenere armi. E' una misura di prevenzione personale “di secondo grado”, in quanto è inflitta se il sospettato di un reato non ha rispettato l’avviso orale emesso dal questore.

Bene, perché ne parliamo? Perché un 20enne pavese, Simone Ficicchia, rischia seriamente di vedersela applicata in quanto "soggetto socialmente pericoloso".

Tanto va l'ambientalista a protestare che...

Ma che cos'ha combinato questo ragazzo residente a Voghera? Come racconta Prima Pavia, Ficicchia è semplicemente è un "super ambientalista", vale a dire un attivista per la salvaguardia del clima che, negli ultimi mesi, ne ha combinate un po' di tutti i colori.

A luglio, durante un’azione agli Uffizi di Firenze, si era incollato una mano sul vetro della Venere di Botticelli. Il 7 dicembre era stato tra gli attivisti intervenuti per lanciare vernice sulla facciata del teatro La Scala di Milano nel giorno dell’inaugurazione della stagione lirica. Il 9 dicembre, infine, aveva invece partecipato a un blocco stradale organizzato al traforo del Monte Bianco.

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Uffizi

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La Scala

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Monte Bianco

...rischia la sorveglianza speciale

Per tutte queste azioni, commesse con il collettivo Ultima Generazione, la questura di Pavia ha proposto per Ficicchia l'applicazione di una misura di prevenzione che verrà discussa in Tribunale a Milano il prossimo 10 gennaio 2023. Che sia un "soggetto socialmente pericoloso" lo si legge invece in una citazione del Tribunale di Milano.

In attesa della decisione dei giudici, l'avvocato del ragazzo s'è ovviamente detto contrario:

“Assimilare questi cittadini a mafiosi, terroristi e malavitosi è un insulto all’intelligenza, alla verità e alla decenza - ha commentato l’avvocato Gilberto Pagani - Questa proposta di misura di prevenzione è un atto eminentemente politico che proviene direttamente da una Questura, cioè dal Ministero degli Interni e dal Governo. Così questi organismi pubblici manifestano quanto stia loro a cuore la salvaguardia dell'ambiente e il futuro dell'umanità. Non si tratta soltanto di criminalizzazione del dissenso; qui è in gioco il diritto di esprimere le proprie opinioni e la stessa sopravvivenza dell’umanità sul nostro pianeta. I militanti di Ultima Generazione conducono azioni di protesta in modo assolutamente pacifico, volte a sbloccare l’inazione politica che impedisce la prevenzione di gravi conseguenze dovute al collasso eco-climatico”.

L'effetto boomerang di alcune proteste ambientaliste

Il tema però abbraccia più ampiamente un fatto d'opportunità. Per quanto una causa sia intelligente e virtuosa, certe modalità di manifestazione possono generare effetti opposti, arrivando a rendere fastidioso persino un principio generale impossibile, a logica, da non condividere. Ne è un esempio quanto accaduto più volte quest'anno lungo il grande raccordo anulare di Roma dove alcuni ambientalisti hanno bloccato il traffico per ore per dire stop all'uso di gas e carbone (il questore di Roma ha dovuto emettere 11 fogli di via obbligatori nei confronti di altrettanti ambientalisti).

Al di là della rabbia degli automobilisti sul posto che, per colpa del muro umano che bloccava la carreggiata, non hanno potuto proseguire per raggiungere i propri posti di lavoro (e molti hanno anche preso "di peso" gli attivisti spostandoli a lato carreggiata), i temi ambientalisti sono passati largamente in secondo piano anche nei commenti sui social network laddove la notizia è stata ripresa: se il discorso era accendere i riflettori su una problematica per sensibilizzare le coscienze, l'evento ha scatenato insomma una reazione opposta e contraria.

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