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Guerra, Trump se la prende con Madrid e Londra per non aver concesso uso basi

Il premier spagnolo Sanchez risponde: "Si rispetti il diritto internazionale". Sulla stessa linea Macron, che tuttavia sposta nel Mediterraneo l'unica portaerei francese

Guerra, Trump se la prende con Madrid e Londra per non aver concesso uso basi

In un clima di crescente tensione internazionale, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato un durissimo attacco contro la Spagna e il Regno Unito, accusandoli di non aver concesso l’uso delle loro basi militari per le operazioni contro l’Iran. Durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, in compagnia del cancelliere tedesco Friedrich Merz, Trump ha definito la Spagna “un alleato terribile” e ha accusato Madrid di non aver collaborato in modo adeguato con gli Stati Uniti, proprio come il Regno Unito.

“La Spagna non ha collaborato, proprio come il Regno Unito, e questo mi sorprende”, ha dichiarato il presidente.

Furia di Trump contro la Spagna

Trump ha anche reso noto di aver ordinato al segretario al Tesoro, Scott Bessent, di “tagliare tutte le relazioni commerciali con la Spagna” come risposta alla mancanza di supporto nelle operazioni militari in corso. Il presidente ha continuato:

“Non è possibile che un alleato si comporti così. Se la Spagna non collabora, dovremo agire”.

Le accuse di Trump sono legate al rifiuto da parte del governo spagnolo di permettere l’uso delle basi di Morón e Rota, situate in Andalusia, per le operazioni aeree statunitensi contro l’Iran.

La Spagna: “Rispettare gli accordi”

La risposta di Madrid non si è fatta attendere. Il governo spagnolo ha ribadito il proprio impegno come membro chiave della NATO e ha sottolineato che la Spagna contribuisce in modo significativo alla difesa del territorio europeo.

In un comunicato ufficiale, il governo ha affermato che “la Spagna è un membro chiave della NATO e rispetta i suoi impegni nei confronti della difesa collettiva”.

Guerra, Trump se la prende con Madrid e Londra per non aver concesso uso basi
Sanchez replica a Trumo

Fonti istituzionali hanno poi sottolineato che la relazione tra la Spagna e gli Stati Uniti è storicamente “molto solida”, ma ha aggiunto che qualsiasi revisione delle relazioni commerciali tra i due Paesi dovrà rispettare “l’autonomia delle imprese private, la legalità internazionale e gli accordi bilaterali tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti”.

La Spagna ha chiarito che l’accordo bilaterale di difesa con Washington consente a Madrid di limitare l’uso delle proprie basi in caso di situazioni di guerra. In particolare, il governo spagnolo ha invocato l’articolo dell’accordo che gli consente di chiudere le basi di Rota e Morón in caso di conflitti che non siano conformi al diritto internazionale o alla Carta delle Nazioni Unite.

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha dichiarato chiaramente che “non presteremo le nostre basi per qualcosa che non è previsto dal trattato o che non è conforme alla Carta delle Nazioni Unite”. Questo ha rappresentato un chiaro monito alla Casa Bianca riguardo al rispetto delle normative internazionali.

Sánchez: “La via è diplomatica”

Il governo spagnolo ha preso una posizione forte, invitando a smorzare le tensioni in Medio Oriente e a perseguire una soluzione diplomatica. Il premier Pedro Sánchez ha risposto direttamente agli attacchi di Trump, affermando che la Spagna non intende “adottare un atteggiamento di guerra” e ha rinnovato il suo appello per una “de-escalation” del conflitto in Iran. Sánchez ha ribadito che l’unico modo per ottenere una “pace duratura” in Medio Oriente è attraverso il ritorno al dialogo e la ripresa dei negoziati diplomatici.

“Chiediamo una soluzione diplomatica per l’Iran. La pace nella regione è possibile solo se cessano immediatamente gli attacchi”, ha detto Sánchez. Questa posizione si allinea con la politica dell’Unione Europea, fra cui la Francia, che fin dall’inizio ha cercato di evitare un’escalation militare e ha insistito per una risoluzione pacifica della crisi.

Trump contro Starmer: “Non è Churchill”

Non solo la Spagna è stata presa di mira da Trump, ma anche il Regno Unito ha ricevuto pesanti critiche. Il presidente degli Stati Uniti ha accusato le relazioni con Londra di essere in grave difficoltà, definendo il leader del Partito Laburista, Keir Starmer, un “politico senza polso” e affermando che “non è Winston Churchill”, in riferimento al famoso ex primo ministro britannico noto per il suo spirito combattivo durante la Seconda Guerra Mondiale.

Trump ha reagito alla dichiarazione di Starmer, che aveva espresso dubbi sulla fattibilità e la giustizia di un cambio di regime in Iran, definendolo un fallimento per la politica britannica.

Macron: spostamento della portaerei nel mediterraneo

Sulla stessa lunghezza d’onda diplomatica, anche il presidente francese Emmanuel Macron ha preso una posizione simile, pur adottando un approccio più pragmatico in termini di impegno militare. In un discorso alla nazione, Macron ha dichiarato che la Francia si schiera con la comunità internazionale nel difendere il diritto internazionale, ma ha anche annunciato che sposterà l’unica portaerei disponibile, la Charles de Gaulle, nel Mar Mediterraneo.

“Abbiamo abbattuto droni per legittima difesa, fin dalle prime ore del conflitto, per proteggere lo spazio aereo dei nostri alleati”, ha spiegato il numero uno dell’Eliseo, che ha sottolineato l’importanza di garantire la sicurezza in una zona tanto strategica. Il presidente francese ha confermato che la Francia non rimarrà a guardare e ha disposto l’invio della fregata Languedoc e dei sistemi di difesa antiaerea nel Mediterraneo, come parte della sua risposta al conflitto.

Tuttavia, Macron ha anche condannato gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, definendoli “al di fuori del diritto internazionale”, in linea con la posizione spagnola.

In un tono deciso, ha affermato che “nessun boia sarà rimpianto” e ha ribadito che la Francia non ha intenzione di sostenere attacchi militari senza il consenso delle Nazioni Unite o un ampio mandato internazionale.

“Stiamo per costruire una coalizione internazionale per mettere in sicurezza il traffico marittimo e garantire la stabilità nella regione”, ha aggiunto Macron, richiamando l’attenzione sulla necessità di fermare il conflitto e di avviare negoziati diplomatici.

Infine, mentre le tensioni in Medio Oriente continuano a crescere, la Francia ha anche annunciato operazioni di rimpatrio per i propri cittadini dalla regione. Due voli speciali sono stati organizzati per riportare i francesi a casa, con il presidente Macron che ha sottolineato l’importanza della protezione dei propri connazionali.

“Il governo ha rafforzato l’operazione di protezione militare e la vigilanza sui luoghi e sulle persone più esposti”, ha aggiunto, riferendosi alle pattuglie di soldati francesi dispiegati sul territorio.